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Impariamo dai cani il rispetto delle distanze

prossemica

Questione di Spazio

rispetto che genera fiducia

Per una convivenza migliore con il nostro compagno di vita la conoscenza e il rispetto del valore degli spazi sono fondamentali.

I cani non fanno mai le cose per caso. I comportamenti che esprimono sono legati a una moltitudine di fattori, dalla “memoria di razza” all’esperienza individuale, così come allo spazio in cui si trovano e che li circonda.

Ma come viene percepito lo spazio?

È una questione soggettiva, e va premesso che le informazioni contenute in questo articolo sono delle linee guida che vanno adattate caso per caso.

Il valore che ogni spazio assume per un cane dipende da diversi fattori, alcuni dei quali sono:

  • Distanza rispetto al soggetto, a oggetti importanti per il soggetto (es. lo spazio riservato alla ciotola del cibo per molti cani ha un valore molto alto), a persone o altri animali
  • Status degli individui che si trovano nello spazio (es. il valore dello spazio occupato dal proprietario è sicuramente maggiore dello spazio occupato da un estraneo)
  • Funzione dello spazio (es. l’ingresso della casa ha un valore proprio perché accoglie persone o animali che entrano nella “tana” del nostro cane e può essere un punto strategico dove aspettare il nostro ritorno)
  • Grandezza dello spazio (es. spazi ristretti, al chiuso, possono assumere valori diversi per il nostro cane rispetto a spazi ampi e all’aperto)

Le bolle prossemiche

Considerando il cane come il centro di una serie di 4 cerchi concentrici si possono individuare le così dette bolle prossemiche. L’ampiezza e la distanza rispetto al nostro cane di ogni bolla dipendono da lui, dalla sua esperienza, dal suo stato d’animo, dalle sue caratteristiche individuali, dai soggetti che vi transitano, dal contesto ambientale e, cosa che spesso dimentichiamo, anche da come si alza quella mattina.

ZONA PUBBLICA: è la bolla più esterna, che si estende fino alla vista e alla memoria spaziale del cane. Il nostro cane pone poca attenzione su chi o cosa occupi questo spazio, gli estranei vi possono transitare senza problemi.

ZONA SOCIALE: chiamata così proprio perché il cane tende a stabilire connessioni sociali con gli individui che entrano in questa bolla. Se vogliamo stabilire un rapporto con un cane che non conosciamo possiamo entrare con tranquillità e calma nella loro zona sociale, per poi aspettare fermi e lasciare che, se vuole, sia lui ad avvicinarsi di più.

ZONA INDIVIVUALE O PERSONALE: è la bolla riservata a individui che il cane conosce e di cui di fida. Entrare in maniera brusca ed invadente può compromettere il rapporto con il cane e metterlo a disagio: stiamo sempre attenti ai segnali che manda, come girare lo sguardo, abbassare il baricentro, mettersi in posizione d’allerta con la coda alta e le orecchie ritte. 

ATTENZIONE! NON SEMPRE LO SCONDINZOLIO È SINONIMO DI BENVENUTO!

ZONA INTIMA: è lo spazio più caro e prezioso per il cane; alcuni hanno una zona intima molto ristretta, che arriva a coprire una trentina di centimetri di distanza da loro stessi, altri cani invece hanno una zona intima ben più ampia. La regola di fondo è quindi, cautela. Cani, animali di altre specie e persone fidate possono permettersi di entrare e sostare a lungo in questa zona. Tuttavia stiamo sempre attenti a non esagerare: come noi, anche loro hanno a volte bisogno di solitudine e spazio, anche verso i loro compagni di vita. Un contatto eccessivo può stressarli o di contro farli crescere ansiosi e paurosi del distacco. 

 

Toccare un cane che non si conosce equivale a sopportare l’abbraccio del primo estraneo che passa… ti piacerebbe?

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La “tana” e lo spazio sicuro, per noi è la casa, per loro?

I cani hanno bisogno di uno spazio tutto loro, dove sentirsi protetti, poter risposare serenamente senza essere disturbati, recuperare l’equilibrio dopo uno spavento o dopo una situazione stressante. La certezza di avere una “tana” in cui rifugiarsi rende il nostro compagno più sicuro e tranquillo, portato all’esplorazione e pronto ad affrontare cose nuove.

Spesso soddisfano da soli questa necessità, e scelgono il luogo più adatto allo scopo, che non per forza coincide con la cuccia che avevamo in mente noi.

Rispettare e accogliere questa necessità ci farà guadagnare molti punti in termini di relazione. Quando va a rifugiarsi in quella zona, evitiamo di andarci anche noi, lasciamolo riposare da solo, e facciamo in modo che niente o nessuno possa disturbarlo. Per chi ha bambini in casa, rispettare il suo spazio diventa forse ancora più importante: fino a una certa età sono difficili da gestire nel rapporto che hanno con il cane e possono essere “pesanti” da sopportare, con i loro movimenti buschi e le voci squillanti. Avere un posto dove riposare quando non ne può più aiuta il cane a godere dei momenti in cui si sta tutti insieme.

 

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La zona di possesso personale

Forse quella meno conosciuta e presa sottogamba, è invece spesso protagonista in incidenti domestici e delle incomprensioni tra noi e il nostro cane. Si tratta di un triangolo immaginario che ha come vertice il tartufo del cane e si estende più o meno perpendicolarmente a terra.

Qualsiasi oggetto o alimento che si trova in questo spazio nella testa del cane gli appartiene per diritto, e non accetterà che qualcuno provi a sottrarglielo.

Il grado con cui difenderà l’oggetto dipende dal valore che gli attribuisce e dal grado di confidenza con l’altro individuo. 

Il modo migliore che abbiamo per guadagnarci nel tempo la sua fiducia e farci restituire gli oggetti o lasciare alimenti che potrebbero anche essere pericolosi per lui è attraverso lo scambio. Proporre al cane un oggetto di uguale o maggior valore rispetto a ciò che ha.

Sottrarre con la forza ciò che ha trovato porterà il cane ad accentuare il comportamento possessivo, a perdere la fiducia nei nostri confronti e a volte anche ad arrivare a segnali più marcati come il ringhio o il morso.

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