Hachiko

La vera storia del cane che ha commosso il mondo

Shiba Inu cane come Hachiko

 

Citando l’ ”8 Marzo”, probabilmente il pensiero andrebbe subito alla Festa Della Donna, ma in questa data vale la pena di ricordare anche un esempio di amore e fedeltà che sicuramente sarebbero dono gradito a una donna molto più che una mimosa...

L’8 Marzo, infatti, ricorre l’anniversario della morte di Hachikō, cane di razza Akita Inu, bianco, adottato ancora cucciolo dal professor Hidesaburō Ueno che, nel 1923, lo portò con sé da Ōdate (città del Giappone settentrionale) nel quartiere di Shibuya, a Tokyo.

Il professor Ueno, lavorando all’Università Imperiale di Tokyo, ogni giorno si recava alla stazione di Shibuya, accompagnato dal suo fedele amico Hachikō che ritornava alla stazione a riprenderlo anche al suo ritorno. Per due anni la loro vita trascorse scandita da questo rituale d’amore e di cura  finché, nel maggio del 1925 il professor Ueno morì improvvisamente mentre si trovava all'università. Hachikō quel giorno ritornò alla stazione, come sempre, ma la sua attesa questa volta fu vana. Ritornò anche i giorni seguenti, puntuale e amorevole nella sua costanza, ad aspettare chi ormai non sarebbe più arrivato. Il capostazione e i frequentatori della stazione dopo un po’ si accorsero di lui e dei suoi ritorni pieni di speranza e iniziarono ad offrirgli cibo e un riparo. La fama delle attese di Hachikō si sparse per tutto il Giappone e in molti andavano alla stazione di Shibuya per vederlo e porgergli il loro affetto con una carezza.

Convegno Nazionale sull'impiego del cane nelle forze di polizia e soccorso

Unica data in Italia - Posti limitati
Shiba Inu cane come Hachiko

 

L’ammirazione per i tenaci sentimenti e la fedeltà di Hachikō penetrò profondamente nell’animo dei giapponesi, tanto da volerne immortalare le virtù erigendo due statue, una nella stazione di Shibuya e una nella sua città natale. Ogni anno le due statue giapponesi vengono visitate da moltissime persone.

Nonostante durante la seconda guerra mondiale il governo giapponese avesse requisito una delle statue come fonte di metallo, successivamente, terminata la guerra, ne fu commissionata un’altra al figlio del primo scultore, e fu posta nel medesimo luogo.

Alla morte di Hachikō, l’8 Marzo del 1935, venne indetta una giornata di lutto nazionale per omaggiare quasi dieci anni di instancabile amore e fiduciosa attesa del suo padrone e i giornali ne parlarono diffusamente. Da allora ogni anno una sentita cerimonia raccoglie persone che ricordando la lealtà di Hachikō e il suo indissolubile legame col suo umano.

Il suo corpo imbalsamato è  tuttoggi esposto al Museo Nazionale di Natura e Scienza, a nord-ovest della stazione, ma alcune sue ossa sono sepolte nel cimitero di Aoyama, accanto alla tomba del professor Ueno.

La storia fu talmente toccante che nel 1987 ne fu tratto un film: “Hachikō Monogatari” (“La Storia di Hachikō”) che narra tutta la vita di Hachikō e  in cui si immagina un ipotetico ricongiungimento in spirito con l’amato padrone. Successivamente fu realizzato un remake traslato negli Stati uniti, ma che in sostanza celebra con commozione gli stessi valori.

Anche la narrativa per bambini (*) ha ampiamente beneficiato dei valori simboleggiati dalla storia questo cane tanto tenace, tramandando anche ai più piccini la forza del suo amore e della sua fedeltà.

 

Per il cane, l’uomo rappresenta

ciò che Dio dovrebbe essere.

(Holbrook Jakson)

(*) Racconti come:

1) Hachikō: The True Story of a Loyal Dog, scritto da Pamela S. Turner e illustrato da Yan Nascimbene,

2) Hachiko Waits di Lesléa Newman ;

3) Taka-chan and I: A Dog's Journey to Japan.

 

Autore: Giovanna Scordino, Istruttrice Cinofila Dobredog

Convegno Nazionale sull'impiego del cane nelle forze di polizia e soccorso

Unica data in Italia - Posti limitati