San Valentino: Cosa significa amare veramente il nostro cane?

 

Tutti sappiamo che San Valentino si festeggia il 14 Febbraio, ma ne conosciamo il motivo?
L'origine della festività prende il nome dal santo Valentino da Terni, e alla diffusione della sua storia fino ai giorni nostri contribuirono i monaci benedettini, essendo stati affidatari della basilica di San Valentino a Terni dalla fine della seconda metà del VII secolo.
Tra le teorie più accreditate c’è la leggenda secondo cui il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo matrimonio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare. Questo regalo così generoso ed altruista, con amore e per l’amore, avrebbe dunque creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.
Pur rimanendo incerta l'evoluzione storica della ricorrenza, ci sono alcuni riferimenti storici che fanno ritenere che la giornata di san Valentino fosse dedicata agli innamorati già dai primi secoli del II millennio. Fra questi c'è la fondazione a Parigi, il 14 febbraio 1400, dell'"Alto Tribunale dell'Amore", un'istituzione ispirata ai principi dell'amor cortese.

Barboncino con rosa in bocca e nuvola a forma di cuore per San Valentino

Qualche dato

Soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, il tratto più caratteristico della festa di san Valentino è lo scambio di bigliettini d'amore, ma anche di fiori, gioielli o cioccolatini. Questa tradizione ha ovviamente enormemente alimentato la produzione industriale e la commercializzazione su vasta scala di biglietti d'auguri. La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno vengano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d'auguri, numero che colloca questa ricorrenza al secondo posto, come numero di biglietti acquistati e spediti, dopo il Natale.
Ultimamente anche il mondo dei nostri amici a quattro zampe è stato “influenzato” da questa ricorrenza: spesso, infatti, in questa occasione i ragazzi amano “sorprendere” le proprie amate regalando loro un cucciolo, oppure acquistando cioccolatini (o alimenti a forma di cuore) che possono essere mangiati anche dal cane. In alcune catene di pet-store (negozi per animali), addirittura, è stata istituita “La settimana del cuore”, in cui si fanno promozioni speciali incentivando l’acquisto di più prodotti e si mettono a disposizione veri e propri set fotografici a tema nei quali immortalare il nostro fidato amico peloso.

Ma veniamo a noi: l’antropomorfizzazione del cane…cos’è?

Negli ultimi anni è cambiato il modo in cui noi esseri umani viviamo il rapporto con gli animali, ma è anche vero che, se da un lato questo è diventato un aspetto positivo di grande civiltà, dall’altro spesso certi comportamenti delineano una grande mancanza di consapevolezza e rispetto verso coloro che, invece, accettano incondizionatamente ogni sfaccettatura del nostro essere. Questo è il caso ad esempio dell’eccessiva antropomorfizzazione del cane, ovvero quando si tende ad assegnargli caratteristiche e necessità umane. Il termine deriva infatti da due vocaboli greci: antrophos = uomo e morphe = forma.

Accade sempre più frequentemente che il cane venga considerato come un figlio, un bambino, e questo atteggiamento porta inevitabilmente a non riconoscerlo più per quello che effettivamente è, ovvero un meraviglioso ed intelligente animale.

 

Come mai?

Sicuramente perché purtroppo ancora non esiste una cultura cinofila diffusa. E così appaiono il pigiamino per dormire, l’accappatoio per il bagnetto, gli occhiali da sole, le scarpette, la cravatta per le cerimonie, la felpa all’ultimo grido (con tanto di cappuccio), il cappellino di lana con pon pon per l’inverno e chi più ne ha più ne metta. In alcuni Paesi, addirittura, sono iniziate a comparire le beauty-farm specializzate, in cui i cani godono di massaggi rilassanti accompagnati da oli essenziali, incensi e musica.
Ma fare qualcosa per il bene del proprio amico con la coda vuol dire ben altro: vuol dire rispettare i suoi veri bisogni, vuol dire permettergli di esplorare il mondo intorno a lui a naso in giù SENZA FRETTA, vuol dire godersi una sera di pioggia sonnecchiando insieme sul divano, vuol dire guardarlo mentre si rotola gioioso nel fango e non riuscire a smettere di sorridere (nonostante tu sia consapevole che sporcherà tutta la casa).
E’ dovere di ognuno di noi, quindi, capire (o almeno provarci) il loro fantastico linguaggio, imparare ad interagire con loro in maniera equilibrata e stabilire regole di comportamento che portino ad una vita serena INSIEME.

Veronica LoGiudice, Operatrice Pet Therapy Dobredog Pisa

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