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Pet Therapy e Bullismo – Insieme si può

Corso educatore cinofilo

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Introduzione Il presente lavoro nasce da una proposta che mi è stata fatta in prima persona per contribuire a risolvere un malessere generale che si è venuto a creare in classe di mia figlia. Pur non essendo all’inizio un mio principale interesse, quello di occuparmi del bullismo, ho però provato una forte emozione e un grande stimolo, poter scrivere il mio primo progetto per qualcosa che mi riguardasse così da vicino. Quello che più mi interessa nei progetti sul bullismo non è tanto la cura del singolo individuo, quanto la prevenzione di questo fenomeno e altri fenomeni di violenza all’interno di una classe facendo leva su quello che è lo spirito di gruppo e la solidarietà. Sono convinta, come diceva il fondatore degli scout Baden Powell, che in ognuno di noi c’è almeno un 5% di buono, basta solo saperlo tirare fuori…e allora perchè non farsi aiutare dal cane? Tesi corso Operatore I.A.A. – Angela Baldelli Insieme si può 4 2 – Cos’è il bullismo Nell’ultimo decennio il bullismo è diventato un fenomeno sociale in continuo aumento nelle scuole di oggi, legato nella maggior parte dei casi a problematiche molto profonde e radicate tra le quali la famiglia, la difficoltà a relazionarsi con i coetanei, il sentirsi escluso…insomma, tutta una serie di meccanismi che provocano uno stato di malessere interiore che in qualche modo l’individuo deve sfogare sugli altri, molto spesso su chi è più debole caratterialmente o fisicamente. Il termine “bullismo” richiama in particolare la parola inglese “bullying” che viene definita come “atteggiamenti di maltrattamento, sopruso, intimidazione” e deriva a sua volta dalla parola “bully” (persona che usa la propria forza per intimorire o danneggiare una persona più debole – Oxford Dictionary). Proprio questo termine inglese bully contiene in se la parola bull (toro) proprio per rimandare ad un’immagine di forza e potenza tipiche dell’animale. A livello scientifico, il termine “bullying” venne usato per la prima volta in Svezia negli anni settanta dal professore di Psicologia dell’Università di Bergen, Dan Olweus, il quale lo associò ad una forma particolare di mobbing legata all’ambito scolastico e giovanile. Il fenomeno del mobbing (dal verbo to mob=assediare, attorniare, attaccare e malmenare, aggredire) viene infatti rife Tesi corso Operatore I.A.A. – Angela Baldelli Insieme si può 5 3. Asimmetria: il bullo è quello che sovrasta la vittima, molto spesso incapace di difendersi. Gli episodi di bullismo possono essere fisici, verbali o indiretti ovvero attribuibili a situazioni come l’isolamento, l’esclusione da parte del gruppo, maldicenze ecc..che feriscono la vittima minandola nelle sue relazioni con gli altri. Nel bullismo i due ruoli principali sono quelli del bullo (il prepotente, colui che commette una prepotenza) e la vittima (colui che subisce). Molto spesso si affiancano ad essi altre figure come quelle dei complici (rendendo così anche il fenomeno come una cosa “del branco”) e degli osservatori che sanno ma restano in silenzio ad osservare. 2.1 – Ma perchè tutto questo? Purtroppo a livello scientifico e psicologico non esiste un motivo preciso che ha contribuito alla diffusione di questo fenomeno, o meglio, non ne esiste solo uno, perchè i fattori sono molteplici e di differente natura, dalle problematiche ambientali a quelle familiari, dal disagio economico alla globalizzazione, dalla perdita di valori etici e religiosi all’arrivo della tecnologia come i social network, Youtube e Wathsapp… Un malessere generazionale che ha cambiato il modo di “essere e stare nelle relazioni” diffondendo una modalità relazionale basata sulla prevaricazione e sul dominio. Infatti, anche se a prima vista non sembra, le vittime del bullismo non sono solo coloro che subisco a livello fisico o morale, ma tutti quelli coinvolti in queste dinamiche; gli osservatori e i complici pervasi da un senso di colpa e perfino il bullo stesso che mette in moto tutti questi meccanismi il più delle volte solo per farsi notare e mettersi al centro dell’attenzione. Tesi corso Operatore I.A.A. – Angela Baldelli Insieme si può 6 Secondo lo psicologo Javier Fiz Perez, docente di Psicologia all’Università Europea di Roma, “dopo la seconda infanzia ci sono delle priorità psico-educative come l’affermazione della propria identità e personalità, l’autostima, l’accettazione da parte del gruppo dei coetanei che possono essere raggiunte attraverso la creazione di contesti sani di socializzazione”. Nel caso in cui però venga meno questa accettazione da parte del gruppo è all’ora che si possono creare i primi focolai di bullismo e di atteggiamenti violenti dei bambini rifiutati verso il resto del gruppo. 2.2 – Cosa si può fare? E’ inutile aspettare, è inutile fare finta che il problema non sussista. Già dalle prime avvisaglie che ci possono essere all’interno di una classe è bene intervenire, ma non sul singolo individuo che risulta più violento, bensì su tutta la classe, dando ai ragazzi degli strumenti utili per riconoscere e decodificare le proprie emozioni e canalizzarle nel giusto modo favorendo un lavoro di gruppo e riscoprendo quel legame fondamentale ma che al giorno d’oggi viene usato solo dai social network e che si chiama AMICIZIA. L’importanza quindi di collaborare per raggiungere uno scopo comune è fondamentale in questa fase della crescita per trasmettere ad ogni bambino valori come il rispetto e la fiducia nell’altro. 3. Pet-Therapy:cos’è e perchè La Pet-therapy è una co-terapia basata sul rapporto uomo-animale che negli ultimi anni è stata usata in molti ambiti, da quello pediatrico a quello geriatrico, come semplice attività o come una vera e propria terapia. Tesi corso Operatore I.A.A. – Angela Baldelli Insieme si può 7 Nata nel 1953 grazie all’intuizione dello psicologo americano Boris Levinson, la Pet-Therapy arriva in Italia solo nel 1987 e dopo un susseguirsi di trattati e leggi regionali, viene pubblicamente riconosciuta con le Linee Guida Nazionali. Infatti grazie alle Linee Guida Nazionali, approvate nel 2015, la pet-therapy assume una connotazione a livello nazionale prendendo il nome di Interventi Assistiti con gli Animali (I.A.A.) e suddivisi in 3 tipologie a seconda del loro obiettivo: • A.A.A.:Attività Assistite con gli animali (interventi con finalità ludico-ricreativo e di socializzazione) • E.A.A.:Educazione Assistita con Animali (interventi di tipo educativo con l’animale come mediatore) • T.A.A.:Terapia Assistita con Animali (interventi con valenza terapeutica prescritta dal medico) La figura del Pet, nel nostro caso in particolare del cane, è fondamentale soprattutto se si va a toccare la sfera emotiva in quanto il cane è capace di trasmettere delle emozioni profonde, di trovare quell’empatia con l’uomo che gli permette di comunicare con lui, ascoltando senza giudicare, amando senza ricevere nulla in cambio. Un importante psicoterapeuta del Novecento, Milton H. Erickson definiva lo scambio uomoanimale come una “comprensione che va nelle due direzioni, l’essere animale che comprende l’essere umano e l’essere umano che comprende l’essere animale” affermando anche che la presenza di animali crea un coinvolgimento emotivo totalizzante che distoglie il “paziente” da qualsiasi cosa presente in quel momento. Alla luce di quanto detto fino ad ora allora “L’essere animale può diventare terapeutico in tutte le situazioni conflittuali normali, nelle situazioni da incomprensione, nelle situazioni da stress […]perchè si realizza nelle due direzioni essere umano-essere animale il ritorno ad una situazione affettiva, primordiale ed essenziale.” M.H.Erickson Tesi corso Operatore I.A.A. – Angela Baldelli Insieme si può 8 risulta chiaro il perchè il cane sia importante nei progetti correlati al fenomeno del bullismo. Esso infatti porta un carico di simpatia, spontaneità e naturalezza al quale bisogna rispondere nello stesso modo, inoltre, secondo quanto riportato anche da uno studio condotto dall’Istituto Superiore della Sanità, “le EAA sembrano migliorare l’attenzione e l’apprendimento, il rendimento scolastico, la curiosità e i rapporti sociali e ridurre fenomeni di devianza, bullismo e abbandono scolastico.” Ma la cosa più importante è che il cane crea un forte momento di aggregazione coinvolgendo i ragazzi a lavorare insieme intorno a lui e per lui. Da quanto riportato nel seminario dell’Università Europea di Roma dalla psicologa Giorgia Caucci: “Regolari incontri con il cane in classe possono aiutare ad arginare e a prevenire il fenomeno della dispersione scolastica, attraverso l’aumento della motivazione, del senso di responsabilità e di appartenenza dello studente alla quotidianità scolastica, anche grazie ad eventuale affiancamento mirato di soggetti a rischio durante le materie ritenute più difficili”. 4 – Un progetto interessante Tra tutti i progetti di pet-therapy realizzati in questi anni in ambito di bullismo, uno in particolare risulta essere molto interessante, sia per la sua valenza scientifica, sia per l’obiettivo prefissato: prevenire il bullismo e non curare il bullo. Questo progetto, il cui titolo è “Bullidog:vincere il bullismo con l’aiuto dei cani”, è stato svolto presso una scuola media di Bolzano grazie alla collaborazione tra il Distretto Sociale, l’Intendenza scolastica, la Polizia Municipale, l’associazione “gliAmicidiSari” e la scuola media stessa. Il progetto ha avuto una durata di 3 anni a partire da settembre 2007 fino a giugno 2010 ed ha coinvolto cinque classi di Prima Media per un totale di 124 ragazzi pari a circa il 49,4% degli studenti della scuola media in esame. Il lavoro è stato portato avanti da 4 cani dell’associazione “gliAmicidiSari” di razze ed età diverse. Tesi corso Operatore I.A.A. – Angela Baldelli Insieme si può 9 L’obiettivo principale di questo progetto era di lavorare sulla prevenzione del bullismo e contrastare la diffusione del fenomeno, intervenendo soprattutto sul gruppo che precedentemente abbiamo definito come “osservatori”, rendendoli maggiormente coscienti del loro “potere” di contrastare la prepotenza. In particolare gli obiettivi specifici prefissati nel progetto erano i seguenti: • raggiungere un minimo di linguaggio comune sul tema; • fornire a studenti e famiglie i giusti termini e riferimenti per definire situazioni di prepotenze; • favorire nei giovani studenti una conoscenza di sè e degli altri; • migliorare il dialogo e la comunicazione tra pari; • incoraggiare il dialogo e la collaborazione tra alunni e mondo adulto; • favorire la “denuncia” di situazioni di prepotenza; • diffondere e riscoprire una cultura che favorisca stili di vita non basati sulla prepotenza; • aumentare tra gli studenti i comportamenti civili e responsabili; • innescare processi di tutela e sicurezza sociale. Per raggiungere la meta di questo progetto è stata fondamentale la collaborazione con il corpo docenti con i quali sono stati effettuati 24 incontri preparatori che hanno avuto lo scopo di far provare agli insegnanti quello che successivamente avrebbero provato i loro studenti durante le fasi del progetto e in particolare il piacere che si prova nel relazionarsi con un animale. Inoltre il progetto ha coinvolto non solo gli studenti e gli insegnati ma anche i genitori, con i quali sono stati fatti 10 incontri nell’arco del triennio in esame ai quali i ragazzi stessi presentavano il lavoro svolto e gli obiettivi raggiunti. Trattandosi di un Intervento di Educazione Assistita con Animali (E.A.A.), il progetto è stato supportato da un Comitato Tecnico (costituito da educatrici del distretto, conduttori e psicologo dell’associazione “gli AmicidiSari” e dalla coordinatrice degli insegnanti) e un Comitato Istituzionale (formato dal dirigente della scuola media, dal responsabile del servizio Educazione alla Salute dell’Intendenza scolastica, dalla direttrice del distretto, dal responsabile de “gliAmicidiSari” e da un referente della Polizia Municipale. Tesi corso Operatore I.A.A. – Angela Baldelli Insieme si può 10 Durante i 3 anni del progetto sono state affrontate diverse tematiche cercando ogni anno di raggiungere dei piccoli traguardi per la realizzazione del progetto. In particolare: • gli incontri del primo anno vertevano sull’osservazione degli animali e di sè al fine di imparare a conoscere bene i cani ed ottenere quello che era lo scopo comune di tutta la classe ovvero “far star bene il cane”; • il secondo anno il lavoro è stato incentrato sul racconto delle esperienze vissute dai ragazzi di seconda media durante l’anno precedente alle matricole del progetto (ovvero i ragazzi del primo anno) attraverso la realizzazione di un video e di un calendario con poesie scritte dai ragazzi stessi sul tema delle emozioni che suscita il rapporto uomo/cane. E’ stato inoltre affrontato il tema della legalità e della sicurezza urbana con l’intervento della Polizia Municipale. • il terzo anno gli studenti sono stati invitati a concentrarsi sulla lettura delle dinamiche di gruppo chiamandoli ad essere veri protagonisti del possibile cambiamento di mentalità all’interno della scuola. 4.1 – Valenza scientifica e risultati ottenuti Al fine di ottenere una valenza scientifica,il progetto “Bullidog” ha utilizzato una versione modificata del questionario di Olweus che permette di avere un quadro della situazione circa la presenza e la gravità del fenomeno e i luoghi e le modalità delle prepotenze attraverso un’autovalutazione da parte degli studenti. Inoltre sono stati presi in considerazione 3 campioni di studio (vedi tabella sottostante): • campione scuola (tutti gli studenti della scuola, 230 studenti circa) • campione bersaglio (gli studenti delle classi che sono state coinvolte nel progetto) • campione di controllo (gli studenti delle due classi parallele non coinvolte nel progetto) Tesi corso Operatore I.A.A. – Angela Baldelli Insieme si può 11 PRIMA ANNUALITA’ DEL PROGETTO SECONDA ANNUALITA’ DEL PROGETTO TERZA ANNUALITA’ DEL PROGETTO Campione BERSAGLIO 3classi prime individuate Campione BERSAGLIO 3classi seconde individuate Campione BERSAGLIO 3classi terze individuate Campione di CONTROLLO 2 classi prime non coinvolte nel progetto Campione di CONTROLLO 2 classi seconde non coinvolte nel progetto Campione di CONTROLLO 2 classi terze non coinvolte nel progetto Campione SCUOLA Tutte le classi (comprese il campione bersaglio e di controllo) Campione SCUOLA Tutte le classi (comprese il campione bersaglio e di controllo) Campione SCUOLA Tutte le classi (comprese il campione bersaglio e di controllo) Questi studenti sono stati sottoposti a 6 questionari, consegnati durante i 3 anni del progetto, all’inizio e alla fine dell’anno scolastico, indicativamente a dicembre e maggio di ogni anno. Dai dati è emerso che l’Indice di Presenza (ovvero la presenza del fenomeno all’interno dell’istituto) è passato dal 22% al 12% sull’intera scuola ed in particolare dal 20% al 6% nelle classi dove è stato portato avanti il progetto, quindi di ben 14 punti inferiore ai dati di partenza. (Figura1) Anche per quanto riguarda l’Indice di Gravità (ovvero la frequenza del ripetersi del fenomeno, ottenuta tramite il sommarsi delle risposte “circa una volta alla settimana o più” riguardo volte che il soggetto ha subito prepotenza) i valori del campione bersaglio sono scesi dal 6% al 2%. (Figura 2) Figura 1: Indice Presenza nel Progetto Bullidog Figura 2: Indice di Gravità nel Progetto Bullidog Tesi corso Operatore I.A.A. – Angela Baldelli Insieme si può 12 Un’importante constatazione sta nell’osservare i dati dei due indici, ma in particolare dell’Indice di Presenza (Fig.3), suddivisi nell’arco del tempo. dai quali risulta che già a partire dal primo anno del progetto tali dati risultano già stabilizzati portando a dichiarare che “un bel lavoro fatto nel primo anno potrebbe già di per sè condurre a risultati di un certo valore in termini di riduzione del fenomeno”. “l’animale è un facilitatore, stimola passioni, stimola elementi positivi, stimola sentimenti e questo è quello che un po’, nella scuola, forse manca. […]tutti, bullo, vittima e compagni, trovano l’opportunità di esprimere sentimenti positivi.” (A.T. – insegnate coinvolto nel progetto “Bullidog”) Figura 3:Indice presenza negli anni Tesi corso Operatore I.A.A. – Angela Baldelli Insieme si può 13 5 – Una proposta di progetto Alla luce degli ottimi risultati ottenuti dal progetto preso in esame progettato e proposto a ragazzi della fascia scolastica della Scuola Secondaria di Primo Grado, sarebbe interessante attuare un progetto simile anche negli ultimi anni delle scuole Primarie ovvero con i ragazzi di età compresa tra i 9 e gli 11 anni, frequentanti le classi 4 e 5 elementare. Prendere in considerazione ragazzi di quest’età può sembrare precoce ma purtroppo non lo è perchè si stanno verificando sempre maggiori fenomeni di violenza e/o prepotenza dovuti principalmente ad una mancanza di coesione e spirito di gruppo della classe. Le situazioni che spesso si verificano all’interno delle classi sono di vario genere, dalle differenze etniche, alle differenze sociali e familiari, disagi o ritardi di apprendimento, trovandosi la maggior parte delle volte in presenza di classi frammentate e disomogenee. Una stragrande maggioranza degli insegnanti denunciano una mancanza di rispetto nei loro confronti e nei confronti delle figure adulte. Il verificarsi di ripetuti fenomeni di violenza sia fisica che verbale è un problema che ormai si manifesta anche a quest’età. Poter svolgere un progetto in grado di ottenere una valenza scientifica anche in questa fascia d’età sarebbe sicuramente vantaggioso sia per le istituzioni scolastiche che potrebbero svolgere il loro compito educativo in un ambiente più sereno e collaborativo, che per i ragazzi stessi, per rinforzare quei pilastri sociali che ora molto spesso sono fragili e tendono a sgretolarsi. Definiamo quindi i punti chiave per un progetto sperimentale. Tesi corso Operatore I.A.A. – Angela Baldelli Insieme si può 14 Durata: 2 anni, dall’inizio della quarta elementare alla fine della quinta. Obiettivi: • migliorare lo spirito di collaborazione, di gruppo e di socializzazione dell’intera classe; • prevenire e/o risolvere eventuali fenomeni di conflitto; • favorire le relazioni interpersonali; • permettere a tutti i ragazzi di sentirsi importanti ed indispensabili per il raggiungimento di un bene comune; • ottenere un maggior rispetto nei confronti dei coetanei e di altre figure di riferimento. Metodo d’intervento: Il progetto avrà una frequenza di 1 volta alla settimana con inizio a ottobre di ogni anno e termine a fine maggio. Il team sarà composto, oltre che dal binomio conduttore/cane, anche da psicologi e pedagogisti scelti dalla struttura scolastica. Gli incontri saranno tenuti da un Operatore I.A.A. specializzato e dal suo Pet, idoneo e regolarmente certificato da un veterinario comportamentalista. A tal punto è bene precisare che non esiste una razza più o meno adatta ad affrontare questo tipo d’intervento ma più che altro la scelta del cane ricadrà sulle sue attitudini relazionali e sul suo temperamento in quanto è da preferirsi un cane con un carattere determinato e deciso. Saranno svolte riunioni organizzative e di verifica tra l’associazione e i docenti coinvolti sia prima dell’inizio del progetto, che durante il suo svolgimento, in particolare alla fine circa di ogni quadrimestre scolastico e una verifica finale. Incontri informativi saranno proposti anche ai genitori proprio per metterli a conoscenza del lavoro che sarà svolto in ambiente scolastico dai loro figli. Tesi corso Operatore I.A.A. – Angela Baldelli Insieme si può 15 Le fasi del progetto: Durante il primo anno gli incontri saranno per lo più di conoscenza del mondo cinofilo, dei segnali del cane e di come approcciarsi ad esso. Verranno fatti dei gruppi di lavoro, cercando di mischiare il più possibile i gruppetti attualmente formati dai ragazzi, che avranno lo scopo di trovare un metodo giusto per richiedere determinate attività da far svolgere al cane. Il messaggio da trasmettere durante questo primo anno è quello che “ogni individuo deve essere rispettato e per ottenere qualcosa va chiesto nel giusto modo”. Ecco alcuni dei possibili laboratori da proporre: • Com’è fatto il cane?: osservare le caratteristiche principali di un sagomato di cartone a forma di cane e capire i vari segnali che il cane lancia con la coda, le oerecchie ecc…(per far capire che esistono diversi modi per comunicare i propri sentimenti) • Conosciamo il cane: il primo approccio, metodi e accortezze per diventare amici (trasmettere l’importanza di comunicare nel modo giusto); • Cosa sente il cane e cosa sentiamo noi: le differenze tra i sensi dell’uomo e quelli del cane (per far capire che ognuno di noi ha una sensibilità diversa) Il secondo anno sarà maggiormente incentrato sul creare uno spirito di gruppo proponendo attività dove ci deve essere sintonia e collaborazione e laboratori specifici dove le uniche modalità di riuscita saranno possibili solo grazie alla collaborazione e all’ascolto, in particolare, i soggetti ritenuti più aggressivi, avranno il compito di guidare un gruppo ed imparare a comunicare con esso nel modo corretto. Laboratori da proporre: • realizzazione di un percorso di agility per il cane dove a formare gli ostacoli saranno i ragazzi stessi a coppia; Tesi corso Operatore I.A.A. – Angela Baldelli Insieme si può 16 • realizzazione di cartelloni dove ogni ragazzo scrive le caratteristiche positive dei suoi compagni e del cane; • quiz a gruppi su quello che piace al cane e ai compagni. Alla fine del progetto i ragazzi, con la presenza del cane e del suo conduttore, potranno presentare direttamente ai loro genitori il lavoro svolto con la realizzazione di cartelloni fotografici e una breve lezione di educazione cinofila. Per ottenere una valenza scientifica, i risultati del progetto devono essere in qualche modo quantificati e per fare questo è possibile ricorrere al questionario di Olweus realizzato proprio per quantificare e valutare gli episodi di bullismo all’interno di un ambiente e che può essere modificato a seconda delle necessità. Nella pagina seguente (Tab.1) viene riportato un esempio di questionario da proporre agli studenti sia ad inizio che alla fine di ogni anno in esame. In particolare, la parte prima si riferisce al contesto di vittimizzazione. Gli indicatori 1-6 sono PRIMARI, ovvero rappresentano indici marcati di rischio per la condizione di vittima. La comparsa di 2 o più indicatori con elevata frequenza di comparsa segnalano una situazione di elevato rischio di bullismo reiterato. Gli indicatori 6 –13 sono SECONDARI, rappresentano cioè indici di attenzione per l’educatore. La presenza di solo 1 indicatore primario o di soli indicatori secondari e con bassa frequenza di comparsa denotano un potenziale rischio di vittimizzazione occasionale. La parte seconda si riferisce al bullismo esercitato. Qui gli indicatori sono tutti importanti in egual misura, la comparsa di 2 o più indicatori con elevata frequenza segnala una situazione di rischio elevato di bullismo reiterato. La presenza di 1 solo indicatore con frequenza bassa denota il rischio potenziale che l’alunno sia un prevaricatore occasionale. Il questionario è anonimo, ma l’insegnante può anche provare a verificare l’autopercezione di qualche alunno particolare siglando il questionario consegnato da questi ultimi. Tesi corso Operatore I.A.A. – Angela Baldelli Insieme si può 17 PARTE PRIMA SPESSO QUALCHE VOLTA MAI 1. Mi è capitato di essere preso in giro pesantemente dai compagni e/o ridicolizzato 2. Sono stato intimidito o minacciato 3. Mi è capitato di essere umiliato 4. Sono stato picchiato, spinto o aggredito fisicamente e non sono riuscito a difendermi 5. Sono stato coinvolto in liti o scontri di gruppo e non sono riuscito a difendermi adeguatamente 6. Oggetti di mia proprietà sono stati danneggiati, rubati, nascosti, sparsi in giro… 7. Durante i momenti di interazione libera con i compagni (intervallo, mensa…) mi capita di restare da solo 8. Nei giochi di squadra mi capita di essere scelto per ultimo 9. Durante i momenti liberi (intervallo, mensa…), mi sento più sicuro se sto vicino ad un adulto 10. Mi sento depresso, un po’ giù di morale 11. Sento che mi viene da piangere 12. Mi sento ansioso, insicuro e mi è difficile parlare in classe 13. A scuola ultimamente vado meno bene PARTE SECONDA SPESSO QUALCHE VOLTA MAI 1. Mi è capitato di prendere in giro i compagni o ridicolizzarli anche pesantemente 2. Ho intimidito o minacciato qualche compagno 3. Ho umiliato o “comandato a bacchetta” qualche compagno 4. Ho picchiato, spinto o aggredito fisicamente qualche compagno 5. Sono stato coinvolto in liti o scontri di gruppo 6. Ho danneggiato, rubato, sparso in giro, nascosto oggetti di altri compagni 7. Me la sono presa con uno o più compagni più deboli di me 8. Durante i momenti liberi (intervallo, mensa…) ho isolato qualche compagno 9. Ho diffuso voci non vere sul conto di qualche compagno 10.Ho provocato di proposito insegnanti o bidelli Tab.1: esempio questionario di Olweus tratto dal sito www.didatticapersuasiva.com Tesi corso Operatore I.A.A. – Angela Baldelli Insieme si può 18 6 – Conclusioni Il fenomeno del bullismo è in continua crescita, non solo in Italia ma in tutto il mondo, non bisogna però né allarmarci troppo né tantomeno ignorarlo. La soluzione migliore, forse anche molto utopistica, sarebbe quella di ridare ai ragazzi delle basi solide dove poter edificare la loro vita, farli crescere in un ambiente sereno e non abbandonarli a loro stessi. La prepotenza nei ragazzi non spunta fuori dall’oggi al domani, purtroppo la mancanza di considerazione da parte dei coetanei, la solitudine e il voler farsi notare, portano a instaurare nel ragazzo/a dei meccanismi violenti che alle volte sono difficili da disinnescare. Prevenire però si può, attraverso tanti progetto e la Pet Therapy è uno di questi. Di strada da fare ce n’è ancora tanta ma un passo alla volta, progetto dopo progetto, le istituzioni scolastiche capiranno che la presenza del cane a scuola è quell’ingrediente “magico” che può essere usato: dove non ci arrivano gli uomini con la ragione e le regole, ci arriva il cane con il suo amore e la sua simpatia diventando capace di parlare ai ragazzi attraverso le emozioni. Bibliografia Del Negro, A. e Fusaro, S., Pierino e il cane lupo, Amrita, Torino 2014 Seminario formativo “Le emozioni in classe – il bullismo:linee guida per comprendere e agire”, Roma 21 Maggio 2016. Cirulli F, Alleva E. (Ed.). Terapie e attività assistite con gli animali: analisi della situazione italiana e proposta di linee guida. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2007. (Rapporti ISTISAN 07/35). Immagini tratte dal sito Pixabay. Tesi corso Operatore I.A.A. – Angela Baldelli Insieme si può 19 Un ringraziamento speciale… Questo per me, come ho detto sempre, è un sogno che si realizza e quindi il mio ringraziamento più grande va a mio marito e alle mie bimbe perchè…hanno sognato con me! Grazie anche a tutti i miei colleghi di corso perchè ci siamo sostenuti a vicenda. Ed infine grazie anche ai docenti e formatori di DobreDog che ci hanno introdotto a questo mondo così bello e delicato.

 

 

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