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Il miglioramento dell’intesa con il cane attraverso la conoscenza della comunicazione non verbale

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RIASSUNTO Parole chiave: cane, uomo, comunicazione, competenze sociali, intesa. Comunicare crea e rende possibili le situazioni sociali, momenti indispensabili sia nella vita dell’uomo, sia nella vita del cane. Essendo entrambe specie fortemente sociali, migliaia di anni fa hanno scelto di vivere insieme superando le barriere biologiche e creando un’alleanza. La comunicazione è ciò che permette di condividere il benessere del gruppo, bisogna però prendere consapevolezza di appartenere a due continenti linguistici assai differenti. Comunicare con il cane va oltre a quello che stiamo dicendo, coinvolge la mimica, la gestualità e la postura. Dialogare coerentemente con il cane implica lo sforzo nel voler riconoscere la sua diversità e l’impegno di adattare la nostra comunicazione alla sua, con il fine di farci capire e riuscire a cogliere i suoi bisogni. Il seguente studio ha voluto analizzare come i comportamenti del cane possano cambiare, se ai proprietari viene proposta una lezione teorica e pratica sulla comunicazione del cane. Lo scopo di questo lavoro è stato quello di dimostrare come l’acquisizione di competenze sociali, possa migliorare la relazione con il can 5 Capitolo 1 INTRODUZIONE 1.1 Nascita e cambiamento della relazione Uomo-Cane “ E’ l’antica amicizia, la gioia di essere cane e di essere uomo tramutata in un solo animale che cammina muovendo sei zampe e una coda intrisa di rugiada.” Pablo Neruda E’ evidente la similitudine fra la società umana e quella lupina, entrambe basate sul gruppo familiare per l’allevamento dei piccoli, la capacità di comprendere vicendevolmente espressioni e atteggiamenti che indicano sentimenti e stati emotivi comuni come odio, amore, amicizia, gelosia e il desiderio di comunicare con gli altri. L’uomo parlando, ridendo, gridando. I lupi ringhiando, uggiolando, abbaiando e sbuffando. Si è creata una fusione sociale tra le due specie il cui il prodotto finale e adattivo è il cane domestico. (Gallicchio B., 2001). Si ritiene, infatti, che l’uomo abbia incontrato il lupo e non il cane, vale a dire che il cane, sia il frutto di questo incontro, non il diretto partner dell’incontro (Marchesini R., 2004). È noto che il processo di addomesticamento era iniziato circa 15.000 anni fa. Le scoperte della moderna genetica molecolare però chiariscono che il cane in quanto specie – canis familiaris- discende solo dal lupo ed è comparso sulla Terra circa 135.000 anni fa, non 14.000, come farebbero pensare i reperti fossili. Seguendo le ipotesi scientifiche più recenti, possiamo supporre che la nostra alleanza con il cane esistesse già 60.000 anni fa. Per capire quanto sia esteso questo periodo, basti pensare che in quel momento l’homo sapiens coabitasse il pianeta con l’uomo di Neanderthal (sul quale la nostra alleanza con il cane ci ha dato un vantaggio significativo in termini evolutivi) (Vaira A., 2011). I siti archeologici più antichi testimoniano che nel Paleolitico gli antenati dei cani erano dei lupi. Solo nel Neolitico si trovano i veri cani, animali cioè diversi, in misura più o meno accentuata, ma modificati dal progenitore e che portano il nome di sottospecie : Canis lupus Familiaris.(Gallicchio B., 2001) 6 Secondo diversi studiosi, c’è una notevole differenza tra un lupo docile e un cane, anche se condividono lo stesso patrimonio genetico, sono creature diverse, e distanti almeno 20.000 anni nella loro storia naturale e sociale. L’addomesticamento1 È, infatti, una forma di evoluzione che trasforma un animale in un altro animale diverso poiché riesce poi ad adattarsi meglio alla nuova nicchia sociale. In letteratura sono state prospettate due ipotesi principali per spiegare l’evoluzione del lupo domestico. La prima sostiene che l’addomesticamento potrebbe aver preso il via da una forma di commensalismo2 spontaneo. Alcuni lupi d’indole meno propensi alla fuga, iniziarono a frequentare le periferie dei villaggi trovando vantaggioso nutrirsi di rifiuti. Questi animali, tollerati per diverse qualità, per esempio emettere segnali d’allarme all’avvicinarsi di potenziali pericoli e per la funzione di spazzini, finirono per costruire un gruppo di fondatori isolati dalla popolazione selvaggia sia socialmente sia nella riproduzione. Ne conseguì la moltiplicazione d’individui sempre più idonei alla vita integrata associata al villaggio umano. La seconda ipotesi, invece, sostiene che ci sia stata un’adozione diretta dei cuccioli. I lupacchiotti portati via dalla vita selvatica e introdotti all’interno dei villaggi, furono scelti per le loro qualità caratteriali, anche se poi finirono per sopravvivere solo quelli dotati di temperamento più docile. Non è da escludere che entrambe le teorie si realizzarono. L’ipotesi più attendibile sembra essere quella che ambedue i processi siano avvenuti, in tempi diversi: prima l’adozione, più tardi, nel Neolitico, il commensalismo. È probabile che la trasformazione fondamentale fu quella che rese il lupo dipendente dal punto di vista sociale dall’uomo e si pensa che vi sia stata una parallela trasformazione nell’uomo, che diventò in qualche modo legato al lupo-cane. Ciò che permise la fusione tra queste due specie fu la compatibilità delle loro caratteristiche naturali, come per esempio l’essere entrambe specie sociali. In particolare, la nostra specie ha reclutato gli animali domestici da specie sociali con gerarchie di rango e di dominio: “Il trucco basilare dell’addomesticamento si fonda sull’uso di disposizioni già presenti nell’animale di cui apprendiamo i segnali, assumendo lo status di un individuo dominante all’interno della 1 Per addomesticazione si intende in genere il processo attraverso cui una specie animale o vegetale viene resa domestica, ovvero abituata alla convivenza con l’uomo e al controllo da parte di quest’ultimo. Per molte specie, l’addomesticamento ha comportato notevoli mutamenti nel comportamento, nel ciclo di vita e addirittura nella fisiologia. http://it.wikipedia.org/wiki/Addomesticamento 2 In biologia, il commensalismo è un’interazione non obbligatoria fra due esseri viventi in cui uno approfitta del nutrimento o degli scarti dell’altro senza procurare sofferenza o disturbo. Un organismo tra i due trae dei benefici dall’altro e l’altro non è né danneggiato né aiutato. http://it.wikipedia.org/wiki/Commensalismo 7 sua specie” (Gould, 1993). L’animale si conforma alla volontà dell’uomo perché allo stato selvatico aveva già un capo a cui doveva prestare obbedienza (Gallicchio, 2001), esso non sacrifica nulla delle sue declinazioni naturali. Il fatto che il cane sia il nostro più importante animale da compagnia è interamente dovuto al fatto che Canis lupus aveva già sviluppato un sistema sociale che lo predisponeva a trasformarsi nel compagno dell’uomo. L’intelligenza sociale in qualche modo accomuna i cani con la società complessa umana, il cane opera in squadra, pertanto non si limita solo a convivere insieme agli altri membri del gruppo, ossia condividere spazio e risorse, bensì costruisce delle solide architetture di relazione. Secondo Marchesini, i caratteri et-epimeletici3 , la docilità, ovvero la tendenza-capacità di assecondare le direttive dell’uomo, la collaboratività, la tendenza affiliativa4 E le capacità di comunicazione furono alcune delle qualità che permisero l’alleanza. La presenza del cane nelle comunità umane, cambiò diversi aspetti della vita quotidiana: contribuì ad accrescere la sicurezza all’interno del gruppo familiare attraverso il monitoraggio dell’ambiente e la difesa attiva del gruppo e del territorio, permise all’uomo di dormire sonni più tranquilli e affidare al cane l’attività di sentinella con una prestazione superiore, con la possibilità di dedicarsi ad attività di gioco e ricreazione, aumentò la sopravvivenza degli anziani e permise un maggior ampliamento delle comunità e dei territori usufruibili dall’uomo, sia nei processi di spostamento, sia nei processi di caccia, tanto nelle tecniche quanto nelle specie cacciabili. Nel corso dei millenni, attraverso la selezione, l’uomo cercò di adattare le caratteristiche morfo-comportamentali alle proprie esigenze. Iniziarono a formarsi i primi gruppi di razze canine specializzate per diverse funzioni, dalla caccia, alla conduzione e difesa del gregge, alla difesa del territorio, ai cani da compagnia. (Gallicchio B., 2001) Il passaggio dalla cultura rurale a quella urbana che è avvenuto tra la fine del XIX secolo e il XX secolo, ha cambiato profondamente il rapporto dell’uomo con gli animali, cane compreso. Fino a quel momento l’uomo era dipendente dagli animali domestici in senso performativo, per sopravvivere era cioè legato alle azioni che gli animali svolgevano per 3 Et-epimeletica: chiedere e prestare cure. Angelo Vaira, Laboratorio esperienziale,2010. 4 Affiliazione: far parte di un gruppo ristretto. Angelo Vaira, Laboratorio esperienziale,2010.; Sentirsi affezionati a lui perché parte integrante della nostra sfera affettivo-parentale. Marchesini R. L’identità del cane. 2004. 8 lui. Con lo sviluppo dell’universo tecno-macchinico, molti degli ambiti precedentemente assolti dagli animali, come il lavoro nei campi o il trasporto, vengono ora sostituiti dalle macchine. L’animale perde di centralità nella percezione di ruolo, anche se non scompare dalle scene. Il Novecento è il secolo della prevalenza urbana nei modelli di vita. Grandi flussi di popolazione si spostano dalle campagne alle città, perdendo cosi quel contesto di condivisione tra l’uomo e i propri animali domestici che aveva caratterizzato i periodi precedenti. Assistiamo cosi all’affermarsi di una cultura urbana che rimodella anche la concezione dell’animale. L’uomo della seconda meta del XX secolo sente che la sua vita e il suo benessere sono connessi alla performazione delle macchine, non più degli animali domestici. Gli animali perdono cosi il loro valore d’uso, l’uomo acquista l’idea di non dipendere più dagli animali, questo da una parte li rende disponibili come soggetti, dall’altra la liberazione dagli animali li rende meno interessanti nella loro diversità e specificità (Marchesini R., 2004). Secondo la Zooantropologia5 , il fenomeno dell’urbanesimo e lo sviluppo tecnologico, portarono a decentrare l’animale dalla vita dell’uomo e quindi ha perso il suo ruolo. L’urbanizzazione costringe gli animali ad avere meno libertà d’interazione con l’ambiente e in parallelo restringe le varietà d’interazioni con l’uomo. Al posto del rapporto autentico con l’animale, si vanno a sviluppare icone degli animali attraverso lo sviluppo dei massmedia che non sempre rispecchiano la sua vera essenza. La relazione perde cioè dei suoi caratteri di scacco, ibridazione, contagio perché troppo protettiva, a senso unico, surrogativa (Marchesini R., 2005). A partire dalla prima metà del XX secolo l’uomo inizia a vedere il cane come un animale da proteggere e da accudire, attribuendogli delle caratteristiche infantili. Questa visione però è solo un transito perché non soddisfa il naturale bisogno di relazione con l’animale intrinseco nell’uomo. 5 La zooantropologia è una scienza recente che si occupa della relazione fra uomo e animale. Si tratta di una pratica interdisciplinare che connette fra loro temi propri dell’antropologia, zoologia, etologia, psicologia, medicina umana e veterinaria. La zooantropologica è un caso speciale delle relazioni fra organismi di diversa specie, la simbiosi. I comportamenti sociali sono invece l’insieme delle interazioni fra individui della stessa specie; entrambe le relazioni (intraspecifiche e interspecifiche) sono parte dell’oggetto di studio della scienza del comportamento, l’etologia. http://it.ekopedia.org/Zooantropologia 9 Così l’evoluzione degli anni ‘90 porta a riscoprire la diversità animale in un nuovo conteso affiliativo, quello inaugurato dalla post-modernità pienamente urbanizzata e fortemente tecnologizzata. Nel XXI secolo si comincia ad avvertire un fenomeno che porterà un forte cambiamento nel rapporto con il cane. Il punto di svolta nasce dalla tendenza sempre più incalzante dei proprietari di cani di declinare il loro rapporto non più nella clausura delle mura domestiche, bensì al di fuori, in contesti sempre più performativi e in qualche modo divergenti dal canone classico dell’interscambio affettivo. Le attività cino-sportive, le performance ludico-relazionali, la tendenza di andare con il cane al lavoro o fare delle attività di rilevanza sociale con il cane, testimoniano come dalla classica struttura affiliativa privata, sviluppatasi nel XX secolo, si stia passando a un tipo di relazione più aperta all’esterno e molto più coniugativa delle qualità di coppia. (Marchesini R., 2005). La forza che ci lega al nostro essere naturali, parte dalla nostra animalità, sia essa riconosciuta oppure no, ha radici ataviche, che rendono l’animale di casa un punto di contatto, un cordone ombelicale con la natura e un mezzo di equilibrio mentale. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che da almeno 12.000 anni conviviamo a stretto contatto con gli animali. Quando camminiamo con il nostro cane lungo un sentiero, ripetiamo un antico rito. Ricalchiamo antiche orme, ritorniamo al nostro passato. (Gallicchio B., 2001) 10 1.2 Cenni di comunicazione nell’uomo “L’uomo è l’unico animale che arrossisce, ma è l’unico ad averne bisogno.” Mark Twain“ La comunicazione o l’agire comunicativo è lo strumento per eccellenza dell’agire sociale” (M. Livolsi). Possiamo quindi definire la comunicazione come l’insieme delle relazioni che si creano tra i diversi individui e di come questi interagiscono con l’ambiente. Lo strumento fondamentale per l’agire umano è il linguaggio, attraverso di esso ci mettiamo in relazione con gli altri, comunichiamo, e dunque interagiamo ed agiamo all’interno della società. Una larga parte della comunicazione umana è senza dubbio intenzionale, ma ad essa si affianca una notevole quantità di segnalazione non intenzionale. (Rogers, Kaplan 2001) Il Professor Mehrabian, studioso antropologo statunitense, osservò che ogni comunicazione umana avviene su diversi livelli che permettono di veicolare i messaggi dal mittente al destinatario: il livello verbale, paraverbale e non verbale. Grazie a tale ricerca fu addirittura possibile suddividere in percentuale il peso di ciascuna componente della comunicazione: • il 7% è costituito dal messaggio verbale; • il 38% rappresenta la comunicazione paraverbale; • il 55% è deputato alla comunicazione non verbale. La Comunicazione verbale, ha essenzialmente la funzione di descrivere le cose, di sostenere affermazioni. Servendoci del linguaggio, mostriamo agli altri la nostra visione del mondo. A questo scopo si serve di parole i cui significati sono stabiliti per convenzione all’interno di un determinato gruppo etnico e culturale. La Comunicazione paraverbale comprende le caratteristiche della voce come: il registro, il volume, il timbro, la dizione, la cadenza e la modulazione. All’interno dei segnali paraverbali ritroviamo anche la modalità di respirazione,ovvero se questa è toracica piuttosto che addominale,profonda o leggera. 11 La Comunicazione non verbale, o linguaggio del corpo, è un codice composto di espressioni del viso, sguardi, gesti delle mani, toccamenti, andatura, posture, gestione degli spazi. Diversamente dalle parole, la cui funzione primaria è quella di scambiare informazioni e solo secondaria-mente emozioni, il linguaggio non verbale serve specificatamente a manifestare i nostri stati d’animo (Martines V., Canavicci M. 2008). Secondo gli studiosi della scuola statunitense di Palo Alto esistono dei principi, definiti assiomi, che servono a comprendere meglio alcuni aspetti della comunicazione. Uno di questi afferma che “ E’ impossibile non comunicare”. Non è possibile non avere un comportamento, si può comunicare di non voler comunicare ma, di fatto l’attività o il silenzio, hanno un valore di messaggio. Un altro assioma che può aiutare a comprendere la comunicazione afferma che: “Ogni comportamento ha una componente di contenuto e una di relazione, la seconda definisce la prima”. Nessun tipo d’interazione può essere analizzata in maniera totalmente razionale, priva di emozioni, e proprio le emozioni che s’instaurano definiscono il tipo di relazione. Con il messaggio, con la modalità con cui lo trasmettiamo, la maggior parte delle volte in modo inconsapevole, si trasmette anche la relazione esistente tra i due interlocutori. Ad esempio il contenuto del messaggio «hai fatto tardi stasera» o «fai sempre tardi la sera» è il medesimo, ma cambia il tipo di relazione. Con il primo si trasmette un contenuto “alla pari”, nel secondo è implicita una connotazione di svalutazione nei confronti dell’interlocutore (Guidi G., 2009). “L’esito di una comunicazione è definito da ciò che l’altro comprende e da ciò che prova (feedback) ”: nel comunicare con terzi molto importante considerare il feedback, ciò che l’altro ci restituisce; ciò che ci ritorna indietro. In base alla risposta del nostro interlocutore, possiamo capire se la nostra comunicazione è stata efficace oppure no. Il legame tra gli stati emotivi ed la comunicazione non verbale, attiva sempre e comunque, fa sì che questa ultima possa esercitare un effetto sull’interlocutore, influenzandone il comportamento, le reazioni e la comunicazione verbale. Il motivo più comune per cui eseguiamo atti non verbali è quando la circostanza, l’ambiente, le nostre paure o magari il nostro ruolo, non ci consentono di manifestare 12 direttamente il nostro sdegno, rabbia, interesse o emotività. In questo caso le pulsioni sono coscienti, ma allo stesso tempo inibite, e così si scari-cano attraverso il linguaggio del corpo. Potenzialmente tutti noi potremmo giungere ad interpretare i messaggi del corpo; infatti, la conoscenza della comunicazione non verbale è innata. In sostanza, noi nasciamo già dotati di questa particolare sensibilità di percezione dei segnali del corpo; solo che, con il passare degli anni, viene in parte perduta. Questo perché nella nostra cultura veniamo educati a nascondere le nostre emozioni ed a non dare peso a quelle altrui. Inoltre, l’importanza data alla parola soffoca tutto ciò che non riceve un nome, compreso il linguaggio del corpo. (Martines V., Canavicci M. 2008). Un altro aspetto interessante della comunicazione non verbale è la gestione degli spazi intorno a sé. L’antropologo Hall (1968), definì Prossemica, come la scienza che studia l’uso della distanza nell’interazione tra persone. Il modo in cui ci collochiamo nello spazio e regoliamo le nostre distanze rispetto agli altri e all’ambiente, non ha solo la funzione di proteggerci, bensì anche di comunicare. Nella maggioranza dei casi non scegliamo consapevolmente a che distanza stare dagli altri, o in che punto metterci all’interno di un gruppo. Tutto ciò avviene in modo inconsapevole, spontaneo, veloce e fluido. Ciò nonostante nelle relazioni di tutti i giorni le distanze stabiliscono un preciso indice della nostra situazione sociale, del nostro sesso, del tipo di rapporto che stiamo intrattenendo, del nostro disagio o della nostra soddisfazione (Costa M., Ricci Bitti P.,2003) Hall introdusse una classificazione degli spazi personali che prevede quattro zone: 1. INTIMA (0-45 cm): caratteristica delle relazioni confidenti; in questa zona il modo primario di comunicare passa dal verbale al tatto. 2. PERSONALE (45-120 cm): caratteristica dei contatti tra amici e parenti e delle interazioni quotidiane con persone conoscenti; la comunicazione avviene prevalentemente in modo verbale e non con il tatto. 3. SOCIALE (1,2-3,5 m): Caratteristica dei contatti impersonali, con persone con cui non si ha troppa confidenza come conoscenti o colleghi; la comunicazione avviene vocalmente, con un tono di voce normale, a questa distanza non è possibile toccarsi. 13 4. PUBBLICA (oltre i 3,5 m): caratteristica delle relazioni tra un individuo e il pubblico. I comportamenti non verbali vengono esagerati per migliorare e integrare la comunicazione verbale. Da questa classificazione si può dedurre che il grado di confidenza che abbiamo con qualcuno e le distanze che teniamo con esso sono inversamente proporzionali: maggiore è il grado di confidenza, minore è la distanza che ci separa. Queste distanze essendo appunto personali, variano da individuo a individuo. Diversi fattori come l’età, il sesso e la personalità condizionano queste distanze. Alcune ricerche hanno dimostrato che la personalità gioca un ruolo importante. Individui ansiosi o introversi, che hanno una bassa autostima mantengono distanze personali maggiori rispetto ad individui estroversi, non ansiosi che hanno un’alta autostima.(Costa M., Ricci Bitti P.,2003) Se le persone si muovono in modo inappropriato all’interno di queste distanze, l’interlocutore lo può percepire come un’invasione del proprio spazio personale, che si traduce in un vissuto di stress, d’irritazione o d’inimicizia. Esperimenti dimostrano che sono diverse le strategie messe in atto in queste situazioni. Una di queste è la fuga, ma ove questo non fosse possibile vengono attuati dei comportamenti di isolamento che tendono a sottolineare la nostra esigenza di privacy. Un movimento emblematico è quello di alzare l’avambraccio e poggiare il capo sulla mano, quando ci si trova in una biblioteca e qualcuno si siede affianco a noi, in questo modo è come se creassimo una barriera che sottolinea la volontà del lettore di rivendicare un suo spazio. (Costa M., Ricci Bitti P.,2003) Altri comportamenti di rifiuto possono essere quello di ruotare leggermente il busto dalla parte opposta e di allontanare le gambe, o ancora di incrociarle mettendo in alto quella che sta vicino allo sconosciuto. Un’altra tecnica di esclusione è quella di evitare assolutamente lo sguardo di coloro che si trovano molto vicini a noi, come nei posti affollati, treni, autobus ascensori ecc… Negli ascensori, spazi molto stretti, si mettono in atto dei comportamenti detti stereotipati come il fissare a terra, guardare nel vuoto o leggere le etichette che indica il numero massimo di persone, per evitare qualsiasi contatto, se non con occhiate rapidissime. 14 Nella vita di tutti i giorni, a volte intuiamo di sentirci turbati, perplessi, senza apparenti motivi. Prestando maggior attenzione ai linguaggi, alla congruenza dei messaggi e delle emozioni, potremmo comprendere meglio noi stessi, esercitandoci così a percepire in modi diversi, modi che si avvicinano al mondo animale. 15 1.3 La comunicazione nel cane “Nel silenzio degli occhi di un cane possiamo ascoltare tutte le parole che vorremmo sentirci dire.” Daniele Mazzini Si può dire che la comunicazione avviene quando un animale risponde al segnale mandato da un altro animale; questo processo si è evoluto perché di reciproco beneficio, sia per chi invia il segnale, sia per chi lo riceve (Manning e Dawkins, 1998). Infatti, secondo A. Capra, nel vivere insieme è impossibile non avere conflitti, la comunicazione ha proprio la funzione di ridurre le probabilità di scontro, segnalando all’altro le proprie emozioni e intenzioni. Il cane ha sviluppato un sistema di comunicazione composto di quattro diverse forme: · Comunicazione olfattiva che stabilisce la comunicazione chimica; · Comunicazione acustica, attraverso i vocalizzi: · Comunicazione visiva, da cui passeranno tutti i segnali posturali e di mimica. · Comunicazione tattile che è un proseguimento di quella visiva, attraverso il contatto fisico. 1.3.1 Comunicazione olfattiva Si potrebbe immaginare che il cane viva essenzialmente in un mondo di odori, cosa del tutto inconcepibile per un essere umano. (Pageat P.,1999) Il cane esplora il mondo attraverso l’olfatto. Questo è il suo senso più sviluppato. La comunicazione olfattiva viene definita chimica in quanto si basa sulla presenza di sostanze volatili che partendo dall’individuo trasmettono un messaggio al destinatario. La comunicazione chimica è caratterizzata sia dagli odori che il cane rilascia nell’ambiente attraverso urine, feci e sacchi anali e perdurano nel tempo, sia dall’odore distintivo di ogni individuo, emesso da diverse secrezioni ghiandolari. In entrambe le modalità di comunicazione, giocano un ruolo fondamentale i feromoni e gli odori sociali. 16 I feromoni sono delle sostanze che agiscono in modo analogo ai nostri ormoni. Non richiedono apprendimento, costituiscono un sistema biologico di una certa rigidità, perché in funzione del suo stato fisico ed emotivo l’individuo emette feromoni che vengono automaticamente ricevuti e codificati da tutti gli animali della sua stessa specie (Pageat, 1999). Queste sostanze sono un sistema di comunicazione molto complesso; sono percepiti da un organo definito “organo vomero –nasale” posizionato a di sopra del palato che è formato da due canali all’interno delle cavità dei seni nasali e contiene ricettori specifici dei feromoni. Sono secreti da diverse ghiandole del corpo: le ghiandole sebacee dell’epidermide, quelle delle orecchie,le ghiandole alla base delle coda, della regione genitale e perianale e quelle a livello dei cuscinetti plantari. I feromoni sono prodotti anche dalle secrezioni di origine mucosa, come ad esempio quella genitale, boccale, dell’apparato urinario ed escretore. Da un punto di vista funzionale abbiamo due tipi di feromoni: quelli incitatori, che facilitano l’apparizione di certi comportamenti (agiscono quasi solo sullo stato emotivo) e quelli definiti modificatori che intervengono sia sulla fisiologia e in parte sulle secrezioni ormonali (Pageat P., 1999). Esistono diverse tipologie di feromoni, i primi che appaiono sono quelli materni durante l’allattamento, altri tipi sono invece quelli sessuali, tipici per esempio del periodo del calore nelle femmine, o quelli territoriali ed emotivi e infine i feromoni che identificano il sesso e l’età dell’individuo. Quando un cane vuole depositare feromoni, accompagna questo gesto a un segnale visivo. Un esempio classico è la minzione a spruzzo, dove il cane alza la zampa molto in alto mentre orina, o ancora raspando a terra, con i cuscinetti sotto le zampe, rilascia feromoni, come segno volto a evidenziare maggiormente la marcatura e assicurarsi che chi visita la zona si accorga della sua presenza. Gli odori sociali sono numerosi ed estremamente variabili, vengono prodotti da diverse ghiandole sebacee e dalle mucose ed acquistano un significato solo grazie all’apprendimento. Questi odori, infatti, intervengono nel riconoscimento individuale e di gruppo, questo perché l’animale deve associare l’odore con un individuo. L’evacuazione di urina e feci, in diversi punti del territorio fornisce ai cani informazioni comunicative sociali, rilevando chi è stato lì e quando, e territoriali, indicando che 17 quell’area è controllata da qualcuno. Gli odori relativi sono persistenti e gli individui vengono identificati con grande facilità anche dopo giorni. (Gallicchio B.,2001). Per i cani leggere gli odori è l’equivalente del nostro leggere un giornale (Coren S., 2004). Attraverso l’urina, “inchiostro” canino, possono rilevare diverse informazioni. Annusare un albero o un palo è un mezzo per tenersi aggiornati sugli avvenimenti. L’albero diventa così una grande rivista, che riporta le ultime notizie sul mondo canino (Coren S., 2004). 1.3.2 Comunicazione acustica Gli animali emettono una vasta gamma di suoni, che non si sarebbero evoluti come forma di comunicazione se non avessero avuto una funzione specifica (Coren S., 2004). Comunicare attraverso il suono ha l’evidente vantaggio di lasciare il corpo libero di fare altre cose (Fogle B, 1990). In situazioni di avvertimento, la comunicazione sonora permette di assumere una posizione di difesa, mentre si trasmette il messaggio; un altro vantaggio, soprattutto nella vita selvatica, è quello di non lasciare tracce a predatori più grossi, come avviene nella comunicazione olfattiva. La comunicazione acustica è una caratteristica molto più accentuata nel cane che nel suo progenitore lupo, infatti, è stata selezionata nel corso dell’addomesticamento. L’abbaiare o il latrare erano considerate delle ottime qualità dai nostri antenati, in quanto permettevano di dare l’allarme all’arrivo di intrusi. Cosi, nei cani domestici troviamo diverse sfumature del linguaggio. Ci sono tre caratteristiche principali su cui si basa il linguaggio universale animale: la tonalità del suono, la sua durata e la frequenza o la velocità della ripetizione. Considerando la tonalità con cui un cane abbaia o ringhia possiamo capire le sue intenzioni. Se i suoni vengono emessi con una tonalità bassa indicano minaccia, rabbia quindi una possibile aggressione. Al contrario, gli stessi suoni emessi con una tonalità alta esprimono l’opposto. Riguardo la seconda caratteristica, la durata del suono, Coren afferma che quando i suoni sono brevi, come ad esempio il guaito, sono associati alla paura, al dolore o a una necessità molto intensa. Più i suoni si prolungano, più sono associati a piacere o al gioco, come nel caso dell’uggiolio. O ancora più un suono è lungo, più sta a significare che il cane 18 è consapevole della decisione che sta prendendo. Ad esempio un cane sicuro di sé, che sta difendendo il suo territorio, ringhierà con un tono di voce basso, lungo e intenso. Mentre un cane preoccupato perché non sa se attaccando riuscirà a scamparla ringhierà con scoppi brevi e corti, che stanno a significare un elemento di paura. Infine il ritmo ripetitivo del suono sta a indicare il grado di eccitamento del cane. Più il ritmo è veloce e i suoni si ripetono, più lo stato del cane è eccitato. Più i suoni sono distanziati, non ripetitivi, più il livello di eccitamento è basso. Sono diversi i suoni che può emettere un cane per comunicare. Nel suo repertorio troviamo: abbai, ringhi, ululati, guaiti e latrati, uggiolii, squittii, piagnucolii e urli. Tutti questi suoni cambiano significato in base alle caratteristiche sopraelencate con cui vengono emessi. L’abbaio è uno dei comportamenti più emessi dai cani che in origine probabilmente era un semplice richiamo di allarme utilizzato per avvisare l’avvicinamento di qualcuno, cosi come nel Medioevo si suonavano le trombe per annunciare l’approssimarsi d’individui alle porte della fortezza. L’allarme non dice se chi sta arrivando, ha intenzioni ostili o amichevoli; avvisa solamente, in modo che ci si possa preparare a ogni eventualità (Coren S., 2004). Con il tempo però si sono susseguite diverse sfumature dell’abbaio, che hanno assunto significati diversi: Sequenze rapide di tre o quattro abbai intervallate da pause, intonazione media: E’ un segnale di attenzione non definito. Ha lo scopo di riunire il branco nell’eventualità di un potenziale pericolo ancora però non definito. Abbai rapidi, intonazione media: E’ l’allarme base, il branco si deve raccogliere per agire. Il cane si trova in uno stato di eccitamento in quanto il visitatore o il potenziale pericolo è vicino. Abbai continui, però lenti e con intonazione più bassa: il cane percepisce che il pericolo è imminente. Uno o due abbai netti e brevi, intonazione alta o media: è il tipico suono di saluto che sostituisce l’abbaio di allarme nel momento che il cane riconosce come amico il visitatore che si avvicina. 19 Singolo abbaio netto e breve, intonazione medio- bassa: il cane lo emette quando è infastidito, come per esempio nel caso in cui viene svegliato. Più l’intonazione è bassa, più è indice di seccatura o di minaccia. Singolo abbaio, netto breve, intonazione medio alta: è un suono che esprime sorpresa, curiosità,ma può essere emesso anche quando il cane sobbalza per qualche motivo e trasformarsi in abbaio di allerta. Abbaio balbettante, intonazione media: Il suono è una specie di “Arr – Ruff” e trasmette l’intenzione di giocare, solitamente è accompagnato dalla postura d’invito al gioco. Abbaio crescente, si tratta di una serie di abbai, ognuno dei quali inizia con un’intonazione media, poi cresce bruscamente in acutezza. È quasi un abbaio- guaito, è un altro dei suoni associato al divertimento. (Coren S., 2004). Come l’abbaio anche il ringhio ha molteplici significati. Nella maggior parte dei casi è una nota di minaccia, un avvertimento difensivo, ma in alcuni casi può essere puro divertimento. Quando il suono del ringhio è rumoroso, con un’intonazione medio alta e il cane tiene i denti coperti, può significare che il cane si sta divertendo. Può indicare inoltre una forte concentrazione, come capita nel gioco del tiro alla fune. Ogni suono può essere quindi interpretato in base al modo in cui viene emesso. Essendo solo una parte del linguaggio però non può essere analizzato isolatamente, ma va messo in relazione alle altre forme di comunicazione che maggiormente usa il cane, come il linguaggio del corpo che passa attraverso la comunicazione visiva. 1.3.3 La comunicazione visiva e tattile Si parla di comunicazione visiva nella misura in cui un certo numero di segnali emessi dal cane, le posizioni, le mimiche, vengono recepite attraverso gli occhi (Pageat P., 1999). Questi segnali sono paragonabili a un codice con cui l’animale, compiendo dei gesti con velocità di esecuzione diversa e in base a quante volte questi vengono ripetuti, possono assumere molteplici significati. 20 Attraverso il linguaggio del corpo si danno informazioni sia su complesse questioni sociali, come il saluto, la dominanza sociale, sia sullo stato emotivo attraverso l’espressione di emozioni come rabbia, fastidio, eccitazione e ingenuità. All’ interno di questo complesso codice comunicativo, ci sono dei comportamenti definiti “ritualizzati”. La parola Rituale deriva dal latino Ritualis, e significa usanza, cerimonia. Sono schemi di comportamento che hanno perduto la loro originaria funzione, che era quella di preparare ad un’azione e hanno invece assunto un compito di comunicazione (Coren S.,2004). Questo cambiamento sembra essere avvenuto in termini di evoluzione e sopravvivenza; ritualizzando gli scontri, evitando quindi la lotta fisica, è aumentata la possibilità di sopravvivenza, risparmiando cosi energie che sennò sarebbero state spese per curare le ferite e per guarire. L’evoluzione gioca il suo ruolo fondamentale: i soggetti che hanno imparato ad accettare i segnali di dominanza sono quelli privilegiati in termini di salute ed energia. Questa forma di comunicazione sembra nascere proprio dalla necessità di evitare confusione tra i segnali. I segnali di comunicazione visiva sono presenti già alla fine del periodo di transizione.6 e possono essere divisi in: 1. Comunicazione posturale; 2. Segnali comunicativi . Per l’acquisizione di questo linguaggio non verbale è fondamentale il corretto sviluppo del cucciolo, dalla nascita all’età adulta, una giusta socializzazione e una buona componente di gioco che stimola il comportamento sociale. C’è una regola generale nel linguaggio del corpo che si accompagna all’espressione di dominanza sociale, all’aggressività, alla paura, alla sottomissione. Più il cane è dominante e aggressivo, più farà in modo di apparire grande e grosso. Più l’animale è remissivo o impaurito più cercherà di sembrare piccolo. (Coren S.,2004) 6 Periodo di transizione: inizia con l’apertura degli occhi a 13 (+/-3) giorni e termina aq 18-20 giorni con l’apertura dei canali auricolarie la comparsa delle prime reazioni ai rumori forti. È il periodi di trasformazione da neonato a cucciolo ed è caratterizzato dalla scomparsa di alcuni comportamenti e la comparsa di altri. Iniziano a stare in piedi, anche se instabili; compaiono comportamenti giocosi, lo scodinzolio e qualche vocalizzazione “sociali”. (Gallicchio B.,Lupi travestiti, 2004) 21 Zampe rigide, Postura eretta o lento movimento in avanti a zampe rigide: sono l’atteggiamento tipico di un cane che cerca di imporre la sua autorità. La postura indica implicitamente la possibilità di un’aggressione fisica, ma agirà solo se necessario. Può essere anche considerata una postura di sfida. Cane accucciato o con il corpo abbassato, sguardo rivolto verso l’alto: è un segno di remissività. L’animale abbassandosi risulta più piccolo. Fondamentalmente il cane esprime che non vuole discutere e accetta la leadership e il rango più elevato dell’altro individuo. In questo modo si esclude la possibilità di un conflitto. L’abbassamento del corpo non è solo un segno di paura fisica, piuttosto un espediente per evitare situazioni pericolose (Coren S., 2004). Un cane che si sdraia a pancia in su: può essere interpretato come una sottomissione passiva quando viene imposto da un individuo più forte. Così facendo il cane esprime la sua totale rinuncia al combattimento. Ma questa posizione non ha solo questo significato; se viene offerto spontaneamente dal cane verso il compagno umano può essere considerato un gesto d’amicizia e di confidenza, se esibito davanti agli altri cani, di grande sicurezza o di marcatura olfattiva. Le posture del cane possono anche essere osservate in base alla direzione che assumono in relazione all’individuo con cui stanno interagendo. La Postura frontale è associata a un minor grado di confidenza nell’altro individuo, o a un maggior grado di conflitto. Quando due cani adulti, che non si conoscono, s’incontrano, nei primi istanti saranno uno di fronte l’altro. Dopo il primo approccio possono mettersi di lato e annusarsi. Se uno dei due è preoccupato, o minaccioso, può cercare di rimanere frontale, pronto a difendersi o attaccare (Capra A., 2007). La postura frontale può anche essere usata per mettere pressione e minacciare. In questo caso la testa e la coda del cane sono sulla stessa linea e il muso viene puntato come un’arma contro l’altro cane, o verso la sua spalla. Possiamo trovare anche l’approccio frontale nell’invito al gioco e può interrompersi con un inchino. Se le intenzioni sono amichevoli o il cane è insicuro della reazione del compagno, l’inchino da gioco è seguito da un salto laterale anziché frontale. 22 In una situazione amichevole, uno dei segnali più evidenti è mostrare il fianco, assumere quindi una postura laterale. È un modo per mostrare tolleranza ed amicizia. Il cane che compie questo gesto, solitamente con calma, indica che accetta l’autorità dell’altro individuo, ma che comunque ha il controllo di sé. Connessa alla postura laterale è la postura laterale di contatto, ossia “quando un cane vi viene tanto vicino che potete toccarlo senza neanche spostare i piedi, ed è laterale rispetto a voi, gli vedete quindi il fianco”(Capra A.,2007). Questo comportamento è una richiesta di contatto sociale e fisico, una richiesta d’amicizia, di sostegno emotivo, di aiuto. Questa è una postura che possiamo osservare spesso nell’interazione cane-uomo. Una postura che si può osservare invece nell’interazione tra cani è la postura laterale di controllo: quando un individuo si mette di traverso di fronte a un altro, bloccando il suo movimento. Questa situazione viene descritta come postura a T, ma solitamente si intende come parte attiva la linea, quindi il cane è frontale. Immaginando due cani, se quello che si avvicina è la linea della T, indica che il cane sta mettendo pressione all’altro. Succede quando un maschio provoca un altro maschio, o quando un maschio vuole far colpo su una femmina. Se invece nella posizione a T è la barra che si avvicina, la postura è laterale, il significato cambia perché il soggetto blocca il movimento. Fermare un altro cane è una dimostrazione di forza, è un modo per fargli capire che non può fare tutto ciò che vuole e può essere fermato. Nella postura laterale di controllo, il cane che mostra il fianco è quindi il più forte dei due (Capra A., 2007). Nella postura laterale di controllo, mostrare il fianco indica confidenza e assenza di aggressività. È frequente quando un cane si assume la responsabilità di proteggere un altro cane, andando a bloccare eventuali comportamenti scorretti da parte di un terzo individuo. Un elemento importante da osservare nelle diverse posture del cane è la piloerezione, ossia quando il cane rizza il pelo sulle spalle e sul dorso. Questo segnale viene indotto dalla secrezione interna di adrenalina, il pelo può alzarsi in due modi differenti: il primo interessa la regione del collo e delle spalle, e viene espresso in cani sicuri di sé, moderatamente preoccupati dalla situazione; il secondo interessa tutta la regione dorsale, a volte anche la coda, può significare un attacco imminente, o in altri contesti può rivelare insicurezza e preoccupazione. 23 Osservare le posture non è però sufficiente per capire a fondo la comunicazione del cane, questa, infatti, è composta da molte sfumature comunicative, fatte di gesti, che hanno valenze diverse all’interno della comunicazione. I cani utilizzano molto lo sguardo come mezzo sociale. (Gallicchio B., 2001) Pur non avendo la straordinaria gamma di espressioni umane, lo sguardo del cane può dire molto di come si sente (Capra A., 2007). Quando l’occhio è spalancato, tondo con la pupilla dilatata, il cane sta vivendo una forte emozione di paura. Se il cane è teso, spaventato, si vede maggiormente la parte bianca dell’occhio, la sclera. Questo perché il cane non osa affrontare esplicitamente, con uno sguardo diretto, ciò che lo spaventa, ma allo stesso tempo cerca di tenere sott’occhio la situazione. L’occhio sempre aperto, con uno sguardo che può durare qualche secondo, ma senza tensione, è tipico dell’espressione da gioco. Lo possiamo trovare aperto, ma fisso e duro, durante una minaccia. La postura che assume il cane non lascia dubbi sulle intenzioni del cane. Nella situazione in cui un cane detiene una risorsa, come un gioco o un osso, possiamo osservare che lo sguardo è fisso negli occhi del rivale, come segno di minaccia, se l’altro cane si avvicina, lo sguardo viene orientato verso un punto a metà tra la risorsa e chi viene avvertito. Il cane in questione fissa probabilmente la linea di demarcazione tra l’avvertimento e la reazione che può essere di attacco o di fuga. Lo sguardo di un cane confidente è molto diverso da quello di uno preoccupato o teso. L’espressione è molto più rilassata, anche se l’occhio è attento. Per esprimere amicizia, il cane socchiude gli occhi, la palpebra assume quindi un contorno allungato. C’è da dire che la variabilità del cane domestico, nelle diverse sfaccettature delle razze, ha modificato in qualche modo la capacità di comunicare attraverso gli occhi. Lunghe frange sugli occhi, musi schiacciati con occhi sporgenti, o viceversa infossati e persi nelle pieghe cutanee, e la moderna selezione di occhi molto scuri, rendono difficile e a volte impossibile leggere lo sguardo (Capra A., 2007). Il modo in cui vengono portati cranio e occhi, esprime diversi messaggi nella comunicazione. Quando due cani si confrontano, il movimento della testa verso l’alto e verso il basso stanno a indicare messaggi precisi. Cranio e occhi alti indicano forza, confidenza, ma possono mostrare anche sfida e pressione. Mentre cranio e occhi bassi 24 segnalano l’assenza di conflitto, ma anche insicurezza e timore. Ad esempio un cane che tiene a lungo la testa bassa, anche se sembra annusare a terra, in realtà sta evitando l’interazione e manifesta il proprio disagio facendo altro. Per rivelare le intenzioni amichevoli, il cane abbassa la testa e allunga il muso verso il viso. Nella regione della testa, le orecchie hanno un loro significato in base a come vengono portate. La posizione delle orecchie dovrebbe essere letta nel contesto totale della situazione. Usati insieme agli altri segnali, rendono il messaggio più chiaro con sfumature di significato. Trovandoci davanti a un cane che ci minaccia mostrando i denti, saper osservare le orecchie è di fondamentale importanza per capire la natura del suo atteggiamento e quindi comprendere qual è il miglior comportamento da assumere. Orecchie dritte, leggermente portate in avanti: indicano che il cane è in attenzione, sta studiando la situazione, oppure è in allerta . Orecchie schiacciate all’indietro contro la testa: esprimono paura e angoscia se associati a comportamenti di minaccia. Se la bocca è tirata indietro, i denti vengono tenuti coperti, la fronte è liscia, allora siamo davanti a un segnale di remissività e pacificazione. Quando le orecchie sono abbassate e schiacciate lateralmente è un segnale di amicizia e di sottomissione festosa. Infine quando le orecchie si muovono a scatti, prima posizionate in avanti e un attimo dopo buttate all’indietro o tirate verso il basso stanno a comunicare un segnale di indecisione del cane associata ad una componente di paura e remissività. Può essere letto come un momento in cui l’animale tenta di capire meglio la situazione, esaminandola attentamente. Nella differenziazione delle razze canine, anche le orecchie hanno assunto aspetti diversi. Le orecchie a punta mostrano segnali più visibili, e i cambiamenti di forma sono più facili da vedere anche a distanza. Le orecchie pendenti sembrano come essere state tirate verso il basso e suoi lembi incollati ai lati del capo, sebbene i segnali siano meno pronunciati riescono comunque a trasmettere sensazioni ed intenzioni (Coren S., 2004). Nella regione della testa del cane, possiamo osservare anche la bocca per capire meglio le intenzioni che esso vuole esprimerci. Riguardo i movimenti delle labbra, riconosciamo fondamentalmente due tipi di retrazioni, quello verticale e quello orizzontale (Gallicchio 25 B., 2001). Quando la retrazione del labbro è verticale, la bocca viene definita piccola, i denti vengono esibiti senza che la commisura labiale sia stirata all’indietro. Questa espressione della mimica aggressiva, prelude un attacco di tipo offensivo, l’individuo è sicuro di sé. Quando invece abbiamo una retrazione del labbro orizzontale, ossia le labbra vengono retratte all’indietro mostrando maggiormente i denti, l’animale è preso dalla paura e dalla insicurezza. Quando la paura è massima, la bocca viene aperta. Bisogna ricordare che quando un cane è davvero sicuro di sé e decide di attaccare, la maggior parte delle volte, non esibisce una mimica aggressiva, ma mantiene lo sguardo fisso, la bocca viene tenuta chiusa e le orecchie portate in avanti. Oltre alle espressioni di aggressività, il linguaggio della bocca può esprimere: contentezza e felicità quando la bocca è rilassata e leggermente aperta con la lingua visibile appoggiata sui denti inferiori; interesse o attenzione quando la bocca viene chiusa e non sono visibili denti e lingua. Un mezzo di comunicazione molto importante per tutti i canidi è la coda. Attraverso questa parte del corpo il cane invia informazioni sullo stato mentale, la posizione sociale e le intenzioni. Il fatto che il cane scodinzoli non significa che sia felice e che quindi non possa aggredire (Vaira A., 2011). Gli scodinzolii non hanno lo stesso significato. Molto spesso sono associati alla felicità, ma possono anche comunicare valori differenti come la paura, l’insicurezza, l’eccitamento, la sfida e la dominanza. Riguardo le posizioni della coda si possono osservare: Coda orizzontale, puntata indietro, ma non rigida: è un segnale di attenzione. Il cane mette la coda in questa posizione quando accade qualcosa nelle vicinanze. Coda orizzontale dritta in fuori rigida, punta all’indietro: la coda rigida possiede un elemento di aggressività. È la posizione iniziale di sfida se s’incontra un estraneo o un intruso. Coda alzata, in posizione intermedia, da obliqua a 45° a quasi verticale: è un segnale di dominanza. La rigidezza della coda indica la ferma intenzione dell’animale di esigere la sua superiorità. Non si sente sfidato, ma anticipa la possibilità che questo accada. Se la 26 coda non è rigida, ma comunque alta e con la punta che si muove lievemente in avanti, il cane manifesta un atteggiamento di sicurezza in se stesso. Coda alta, leggermente incurvata verso il dorso: è l’espressione di un cane sicuro di sé, che si sente capace di avere il controllo della situazione che sta vivendo e non ha dubbi a riguardo. Coda tenuta più bassa della linea orizzontale ma ancora distante dalle zampe, con occasionali oscillazioni in avanti e in indietro: il cane è tranquillo. Coda bassa, vicino alle zampe posteriori: questa posizione ha molteplici significati che cambiano in base ai movimenti del corpo. Se le zampe sono dritte, il cane agita la coda in avanti e in indietro può manifestare che non si sente tanto bene, o un certo grado di timore, o ancora uno stato mentale depresso. Se la posizione del corpo cambia, le zampe vengono piegate verso l’interno e il corpo abbassato, esprime un certo grado di apprensione e timidezza. Coda infilata in mezzo alle zampe: più la coda si abbassa, più l’animale passa dall’apprensione o dal disagio mentale, alla paura. Anche se questa posizione della coda indica che la paura è l’elemento di maggior peso, col tempo è diventata anche un segnale di pacificazione che serve a evitare aggressioni da parte di un altro cane (Coren S.2004). I movimenti della coda possono aggiungere diverse sfumature di significato. Quando lo scodinzolio è veloce, è un segno di eccitazione o di tensione. Quando lo scodinzolio è leggero e ampio, indica intenzioni amichevoli, tipico dei rituali di saluto. Infine, quando lo scodinzolio è lento e la coda non è né alta, né bassa, sono segnali d’insicurezza, indecisione e perplessità sul da farsi. Guardando nell’insieme i vari segnali comunicativi che il cane esprime possiamo così dedurre le sue intenzioni. Un cane confidente, ma non amichevole durante l’interazione rimane rilassato, la testa è alta, la coda può scodinzolare, non evita l’interazione ma cerca attivamente un contatto sociale (Capra A., 2007), mentre se un cane ignora i nostri approcci, la sua iniziale indifferenza può esprimere un disagio. 27 Un cane eccitato invece di avvicinarsi con calma e osservare le nostre reazioni, tende a correrci in contro e a saltarci addosso, senza però mantenere un contatto fisico. Quando un cane si avvicina ed è amichevole, il primo segnale di amicizia è lo sguardo, nel frattempo abbassa leggermente il cranio, allunga il muso, piega indietro le orecchie, socchiude gli occhi e tira indietro gli angoli della bocca, la coda è bassa e scodinzola, le linee del corpo sono morbide. Dopo qualche secondo si gira e ci mostra il fianco, restando vicino. Se invece il cane evita lo sguardo, tiene la testa bassa e si comporta come se l’interlocutore non esistesse, sta esprimendo il proprio disagio. Un cane timido e insicuro comunica il suo stato emotivo spostando il peso del corpo indietro quando qualcuno prova ad avvicinarsi. L’occhio è rotondo con la pupilla dilatata, la bocca è eccessivamente aperta, coda abbassata o stretta contro il corpo, rigidità muscolare, forfora (Capra A., 2007). Turid Rugaas alla fine degli anni 80 studiò e formalizzò una parte fondamentale del sistema di comunicazione del cane nel gruppo sociale che definì “SEGNALI CALMANTI”. Questi segnali di comunicazione vengono utilizzati dai cani per prevenire l’accadimento di eventi, evitare minacce, da parte di uomini e cani, placare il nervosismo, la paura, lo schiamazzo e situazioni spiacevoli. E ancora i cani usano questi segnali sia per calmare se stessi quando si sentono stressati o a disagio, sia per indurre l’altro a sentirsi più sicuro e a capire la buona volontà che questi segnali esprimono (Rugaas T., 2005). I segnali calmanti, a volte, consistono in movimenti molto rapidi e bisogna prestare molta attenzione per percepirli. Tutti i cani hanno ereditato questa forma di comunicazione dai lupi, indipendentemente dalla razza a cui appartengono. Tra i segnali calmanti più comuni possiamo osservare: ü Girare la testa: E’ un movimento veloce della testa, da un lato all’altro, oppure la testa può rimanere di lato per un po’. L’espressione del segnale va da un gesto minuscolo, appena accennato fino alla rotazione completa della testa. Mostra in ogni caso l’intenzione di non volere attaccare ü Guardare altrove, distogliere lo sguardo: è un modo per evitare di fissare lo sguardo, quindi evitare il possibile conflitto 28 ü Socchiudere gli occhi: è un modo per rendere lo sguardo più dolce, in modo da non fissare in maniera ostile. ü Sbadigliare: è un sintomo di stress, può essere evocato in svariate situazioni di disagio o usato anche per allontanare una minaccia e pacificare. ü Leccarsi il naso: è un movimento molto rapido della lingua, è tanto veloce che a volte può essere difficile da cogliere. ü Abbassare la testa ü Curvare o camminare descrivendo una curva o allontanarsi anche solo un poco dalla direzione in cui arriva l’altro cane o una persona. ü Usare movimenti lenti, camminare lentamente: più i movimenti diventano lenti più hanno un effetto calmante ü Mettersi in mezzo: interporsi fisicamente tra cani o persone. Quando cani o persone si stanno troppo addosso e la situazione potrebbe farsi tesa, molti cani vanno in mezzo per dividere ed evitare conflitti. ü Annusare a terra: può essere un movimento rapido, il naso scende verso terra per brevi istanti, oppure un segnale prolungato finché dura la situazione problematica. Si può osservare anche nell’incontro tra due cani. ü Ignorare, fare altro ü Posizione di gioco: abbassarsi sulle zampe anteriori in un inchino può essere un invito al gioco se il cane saltella da un lato all’altro in modo giocoso. Se invece sta fermo nell’inchino, mantenendo la posizione, è probabile che sia un segnale calmante. È un segnale usato quando un cane vuole fare amicizia con un altro cane che si mostra scettico o nervoso. Viene usato anche quando un cane incontra altri animali. ü Scrollarsi: appena uscito da una situazione difficile, che ha richiesto grande impegno o che lo ha preoccupato, spesso il cane scioglie la tensione scrollandosi (Nagel M., Reinhardt C.,2003) ü Grattarsi ü Immobilizzarsi: in piedi, seduto o sdraiato. ü Alzare la zampa: è’ un segno di tensione e d’insicurezza. Esprime che lo stato del soggetto è un po’ a disagio, preoccupato. ü Sedersi: il cane si può sedere dando le spalle o semplicemente sedendosi. 29 ü Mettersi a terra: è un segnale incisivo. Il cane lo usa da cucciolo quando il gioco diventa troppo vivace; da adulto viene usato se un altro cane mostra di avere paura di lui, o ancora per esprimere che si è stancato di giocare e vuole che gli altri si calmino. ü Voltarsi di lato o di spalle: è un segnale che serve per pacificare. In un gruppo di cani che giocano vivacemente è possibile osservarlo tra i soggetti, ha lo scopo di calmare un po’ la situazione (Rugaas T., 2005) I segnali sopra elencati sono quelli più comuni, ma i cani hanno altri modi per comunicare le loro intenzioni pacifiche o la loro intenzione di stabilire un contatto. Cercare di leccarsi il muso o dare piccoli colpetti, sono altri segnali che rientrano nella comunicazione tattile e hanno anch’essi dei segnali specifici. Il cane, infatti, utilizza anche il contatto fisico per comunicare. Quando si verifica tutta una serie di segnali posturali, arriva un momento in cui i due protagonisti (uomo e cani o cani tra di loro) sono molto vicini l’uno all’altro: è allora che si attua la comunicazione tattile (Paeget P., 1999). Possiamo avere dei contatti definiti di dominio che intervengono nell’instaurazione dei rapporti gerarchici: sono segnali tattili emessi dall’individuo che si considera maggiormente dominante. L’animale può posare la zampa anteriore o la testa sulla zona del garrese, punto in cui s’incontrano le due scapole, o sulla parte bassa della schiena. Può esibire il comportamento di monta che non ha significato sessuale in questo caso e viene espresso anche da individui dello stesso sesso. Altre modalità con cui si esprime la comunicazione tattile servono per pacificare e rassicurare l’altro individuo o semplicemente per stabilire un contatto. Quando il cane strofina il torace contro quello dell’altro cane, o quando il cane strofina il torace sulle gambe del proprietario, viene considerato come una richiesta di contatto sociale. Molti cani quando saltano addosso all’individuo per raggiungere il suo viso e leccarlo esprimono un gesto di amicizia e affetto, anche se spesso è considerato un comportamento maleducato. Gli individui giovani e subordinati leccano la bocca dei soggetti più vecchi come gesto infantile ritualizzato di saluto festoso. La stessa 30 motivazione va ricercata nel desiderio dei cani di leccare la faccia dei loro proprietari (Gallicchio B., 2001). Della comunicazione tattile, infine, fanno parte tutti gli scambi che riguardano il comportamento sessuale: il cane stabilisce una serie di contatti corporali, in particolare sul posteriore, all’attaccatura della coda, stimolano con il naso e si leccano la regione perianale e genitale. Un altro modo con cui comunica il cane è la prossemica, la scienza che studia come un individuo e un cane occupano e gestiscono gli spazi intorno a sé. È curioso notare che l’antropologo Hall, nel 1978, studiò i cani per poi adottare all’uomo le sue scoperte. Anche per i cani esistono 4 distanze mentali: 1. Aperta 2. Sociale 3. Individuale 4. Intima La zona aperta è quella caratteristica dell’incontro tra due cani estranei. Per esempio, incrociandosi per strada, curvano per mantenere grande distanza tra di loro, si osservano, si studiano, ma non c’è un rapporto diretto. Lo scopo di questa distanza è quello di trarre maggiori informazioni possibili dall’individuo con cui sta interagendo il soggetto per poi decidere se avvicinarsi, entrando così nella zona sociale oppure allontanarsi nuovamente. Nella distanza sociale il cane inizia a interagire, usando lo spazio, senza un contatto fisico. In base al tipo di avvicinamento il cane capirà che atteggiamento attuare di fronte all’altro. È una distanza molto delicata per i cani, più si muovono in modo rispettoso all’interno di questa distanza, maggiore sarà la fiducia che daranno al cane che si sta avvicinando. Una volta presa confidenza i due cani passano alla zona individuale, in questa distanza sono molto vicini e iniziano i primi approcci di contatto, osservando la risposta dell’altro. In questa distanza può capitare che se acquisita fiducia, i cani inizino a giocare. Infine, troviamo la zona intima, quella in cui solo chi è autorizzato può accedervi. Questa distanza è caratterizzata dal contatto fisico prolungato, dal dormirsi addosso, dal grooming (cure parentali). Se questa zona viene violata da qualcuno che non ha il 31 permesso di entrare, la zona diventa di autodifesa anziché intima. Per il cane questa distanza può variare dai 20 ai 40 cm circa e la reazione che può avere può andare dall’attacco alla fuga, in base al carattere del cane. La prossemica è comunicazione. Il cane attraverso i suoi spostamenti, il suo corpo,i segnali comunicativi che invia e il suo respiro dialoga con i cani e con le persone che ha di fronte, rivelando in questo modo le sue intenzioni. I cani utilizzano svariati mezzi per comunicare. Sebbene i cani non possano parlare, non significa necessariamente che non abbiano un linguaggio (Coren S., 2004). 32 1.4 Benessere e stress nel cane “La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.” M. K. “Mahatma” Gandhi (1869-1948) “Con il termine Welfare si deve intendere il benessere sia fisico che mentale di un animale.” Questa fu una delle prime definizioni di benessere animale specificata dalla Brambell Committee, comitato governativo inglese che iniziò nel lontano 1965 ad occuparsi della questione dopo la pubblicazione del libro di Ruth Harrison “Animal Machines” che mise in evidenza gli aspetti negativi della vita degli animali all’interno degli allevamenti intensivi. Il Comitato Brambell prese in esame lo stato di salute degli animali in allevamento e formulò alcuni requisiti minimi conosciuti come le CINQUE LIBERTA’: 1) Libertà dalla sete, dalla fame, dalla malnutrizione 2) Libertà dal disagio 3) Libertà dal dolore e dalla malattia 4) Libertà di esprimere un comportamento normale 5) Libertà dallo stress e dalla paura. E’ difficile però trovare una definizione univoca di benessere. Secondo i più la parola welfare significa equilibrio tra individuo e ambiente che lo circonda. Con il termine ambiente non s’intende solo ambiente fisico (strutture, microclima, ecc.) ma anche l’ambiente sociale, la presenza di predatori o patologie che posso colpire l’individuo (Ferranti V., 2008). Diverse discipline come l’anatomia, fisiologia, neurologia, etologia ed ecologia si sono unite per definire il concetto di benessere e stress nell’animale. Hughes nel 1976 definì il concetto di benessere animale come “uno stato di completa salute fisica e mentale, ove l’animale è in completa armonia con l’ambiente” e Broom nel 1986 affermò che “Il benessere di un organismo è il suo stato in relazione ai suoi tentativi di adattarsi all’ambiente”. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha 33 espresso il concetto di benessere come “lo stato di completa sanità fisica e mentale che consente all’animale di stare in armonia con il suo ambiente”. Per giudicare il benessere animale gli elementi basilari da tener presenti sono l’aspetto clinico, quello mentale e psicologico e l’ambiente. Il benessere è la capacità di un individuo di adattarsi all’ambiente circostante e include aspetti fisici, comportamentali e psicologici; è una condizione di omeostasi che è naturalmente inerente ad un organismo. (Biagi G., Dilaghi D., 2010). Il soddisfacimento dei bisogni e quindi l’interesse a non soffrire, a non essere mutilato, a non essere confinato e la realizzazione delle proprie aspettative e dei desideri sono elementi essenziali del benessere. Quando questi vengono a mancare e l’animale non riesce a far fronte ai diversi aspetti della realtà in cui vive, sarà in una condizione di stress, definito come un eccessivo carico fisico o mentale imposto a un individuo. Lo stress nell’organismo si può manifestare a tutti i livelli: fisiologico-funzionale, comportamentale ed esistenziale. Lo stress è uno stato con cui l’organismo reagisce a una minaccia interna o esterna e concentra tutte le sue forze per superare la situazione di pericolo, può essere quindi considerato come l’insieme dei singoli fenomeni che determinano un aumento dell’attività dell’organismo. Dal punto di vista evolutivo, lo stress è sempre esistito e deve essere considerato come una reazione fondamentale per la sopravvivenza perché permette di adattarsi al meglio ai mutamenti ambientali. Lo stress è un fenomeno ambivalente, nel 1936 il ricercatore H. Seyle introdusse una distinzione tra stress positivo, definito eustress, dove l’animale investe il minimo sforzo nella risposta o notevoli energie, ma non ne è cosciente. L’adattamento rientra nel range della normalità; Stress negativo, definito distress, l’animale impegna elevate risorse nella risposta adattativa, è cosciente dello sforzo e si può ritenere che soffra.(Gazzano A.,2007) Negli ultimi decenni il concetto di stress è stato messo in relazione ad una riduzione del benessere psico-fisico, della capacità riproduttiva e della salute. In altre parole, quando si parla di stress nella pratica comune, s’intende sempre lo stress negativo (Nagel M., Reinhardt C., 2003). 34 Lo stress può presentarsi ad ogni età e in ogni ambito dell’esistenza del cane. Le esperienze di stress, così come le strategie per superarlo, sono soggettive. Sono stati definiti degli stimoli scatenanti definiti fattori stressanti: Fattori esterni: sovraccarico degli organi sensoriali per troppi stimoli o al contrario la loro assenza (privazione sensoriale), il dolore, le situazioni reali di pericolo. Impossibilità di soddisfare le esigenze primarie: privazione di cibo, acqua, sonno e movimento. Fattori relativi al rendimento a seguito di pretese eccessive o inattività forzata: esami imminenti, fallimenti, rimproveri punizioni. Fattori sociali: l’isolamento dato dall’esclusione del cane rispetto alla nostra vita quotidiana. Fattori psichici: come conflitti, assenza di controllo, paura e insicurezza nella aspettative. (Nagel M., Reinhardt C., 2003). Lo stato di stress può insorgere nel cane anche per problemi di relazione con il proprietario, disturbi di comunicazione e nella gestione delle risorse, eccesso o carenza di attenzioni possono influire sul benessere dell’animale. I sintomi che si possono riscontrare sono molteplici e si possono presentare contemporaneamente. Capita spesso che comportamenti normali siano manifestati con una maggior frequenza o durata (ad esempio il grattarsi) o che il cane li presenti in contesti inadeguati (ad esempio tentativi di monta verso eterospecifici) o che si riducano notevolmente (ad esempio il cane sta meno spesso in decubito sterno-costale). (Gazzano A., 2007) Alcuni sintomi di stress possono essere: nervosismo, irrequietezza, reazioni eccessive, aumento dei segnali calmanti, eliminazioni inappropriate, esagerata cura del corpo fino addirittura al procurarsi delle ferite, danneggiamenti di oggetti, vocalizzazioni eccessive, disturbi intestinali, allergie, inappetenza o voracità, rigidità muscolare o tremori, formazione di forfora e perdita di pelo, ansimare frequentemente, cuscinetti plantari sudati, finte di morsi con schiocco dei denti, occhi spalancati, stereotipie, mordere il 35 guinzaglio, scarsa capacità di concentrazione, fissazioni visive, apatia. Per definirli davvero segnali di stress vanno osservati attentamente valutando le diverse situazioni in cui si presentano e la loro frequenza. Molto spesso i proprietari di cani, inconsapevolmente possono creare situazioni di stress. Agli occhi del cane a volte siamo imprevedibili, ad esempio questo si verifica quando durante un training si impartiscono dei comandi al cane di cui ancora non ha appreso il significato. Quando rivolgiamo la parola al cane, cerca di indovinare cosa ci si aspetta da lui in base al nostro linguaggio del corpo, alla gestualità, alla mimica ed eventualmente anche in base alla percezione dello stato d’animo e alle esperienze passate. Non è impresa facile e diventa quasi impossibile se, in più, si è stressati da impazienza, intolleranza o addirittura punizioni per la presunta inosservanza del comando. (Nagel M., Reinhardt C., 2003) La mancanza di conoscenze specifiche del linguaggio canino porta spesso l’uomo a interpretare nel modo sbagliato e a volte anche a punire i comportamenti canini, che dal loro punto di vista sono corretti. 36 1.5 La comunicazione all’ interno del binomio (interspecifica) “Se tu parli con gli animali, loro parleranno con te e vi conoscerete reciprocamente. Se tu non parli con loro non li conoscerai e ciò che non conosci ti farà paura. Ciò che si teme, si distrugge”. Comandante Dan George (1899-1981) Chief of the Salish Band In Burrard Inlet British Columbia Una comunicazione efficace è essenziale per la formazione e il mantenimento di una relazione sociale stabile, sia intra che interspecifica. (Horwitz D., Mills Daniel S.,Heath S., 2004) Secondo lo studioso Hediger, nel convivere insieme uomo e cane hanno sviluppato una “tendenza all’assimilazione”, ossia la capacità di assimilare degli elementi di comunicazione di altre specie. I due elementi della relazione hanno modificato poco a poco i loro rituali sociali, mutandone la funzione originaria, col fine di migliorare la loro convivenza. Nel cane possiamo osservare un’accentuazione della vocalità rispetto al lupo, proprio perche questo canale comunicativo è preferito dal uomo; un altro esempio può essere il sollevamento dell’arto anteriore. All’interno della stessa specie, questo segnale ha una funzione di pacificare, o di invitare al gioco, quando invece il cane invia questo segnale all’uomo è considerata una richiesta d’attenzione, perché ha imparato che con questo gesto otterrà una ricompensa. Il sollevamento della zampa si modifica gestualmente, il cane inclina la testa, e alza maggiormente la zampa verso l’alto e in avanti per avere qualcosa, il cosiddetto “dare la zampa”. Queste modificazioni del comportamento da parte del cane vengono definite da Hedinger come un processo di “antropomorfismo”. Quando invece è l’uomo a modificare alcuni aspetti della comunicazione viene definito “zoomorfismo”. Un esempio è quando l’uomo riproduce il segnale d’invito al gioco tipico del cane adattandolo al suo corpo: l’essere umano si accovaccia, apre le braccia, compie 37 dei movimenti ritmici dall’alto al basso e da dei colpetti sulle gambe e accompagna questa posizione con vocalizzi, brevi richiami e un’ intonazione allegra. In questo modo si crea una convergenza nella comunicazione quotidiana, “lo si deve fare se si vuole navigare all’interno di due continenti linguistici separati da milioni di anni, ed è così che si conquista una sorta di bilinguismo”. (Marchesini R., 2004). Il cane utilizza gli stessi segnali e comportamenti sociali sia quando li rivolge a un suo simile, sia quando li rivolge all’uomo. I segnali sociali vengono combinati tra di loro nelle varie interazioni, assumendo svariati significati. Il cane non ha la capacità di comportarsi come una persone e utilizza gli strumenti scritti nel suo patrimonio genetico, per comunicare con noi. Ad esempio, un cane si avvicina frontale quando incontra un umano, non appena si rilassa e prende confidenza, si “lateralizza”, si gira, mostra il fianco, restando fermo per farsi coccolare. Un cane sa benissimo che noi non siamo cani anche se usa gli stessi strumenti per relazionarsi. (Capra A., 2007). L’uomo, nella maggior parte dei casi, dialoga attraverso il linguaggio verbale, facendosi accompagnare da una serie di segnali non verbali inconsapevoli, fuori controllo e non coerenti con il messaggio verbale che invia. In queste situazioni il cane cerca di indovinare cosa ci si aspetta da lui leggendo il nostro linguaggio del corpo, la gestualità e la mimica in base a esperienze passate. Il cane è in grado di sentire e di scomporre le caratteristiche sonore della parola, attraverso il tono e la musicalità interna, ma gli studi condotti fino a ora confermano che, perché il vocabolo impiegato assuma un significato, bisogna che sia associato a un oggetto o a un gesto ben visibile. I due elementi del dialogo comunicano su livelli linguistici differenti; il cane si basa maggiormente su quello non verbale, l’uomo su quello verbale. Questo crea così delle situazioni d’incomprensione. L’essere umano è persuaso dall’idea che il cane capisca perfettamente il suo linguaggio, s’impegna così a spiegare le proprie intenzioni verbalmente, usando pochi gesti visibili, credendo di essere stato chiaro. Il cane non riceverà il messaggio inviato come tale e il comportamento che ne conseguirà non sarà sempre quello aspettato. L’uomo si sentirà autorizzato a riprendere, sgridare, a volte punire il cane che in realtà non obbedisce non perché non vuole, ma perché 38 semplicemente non capisce il significato del messaggio e la punizione che ne verrà gli risulterà incomprensibile. L’uomo comunica con il cane con il linguaggio del corpo, anche senza rendersene conto. (Gazzano A.,2007) Gli umani hanno spesso atteggiamenti inconsapevoli di provocazione, sfida, minaccia. Ad esempio andare verso un cane guardandolo fisso negli occhi, posare una mano sulla testa, sul collo, sulle spalle possono essere vissuti dal cane come segni offensivi. Il busto inclinato in avanti viene interpretato come un approccio intimidatorio, mentre verticale è indice di neutralità (Pageat P.,1999). Tensioni e movimenti rapidi possono essere associati anche a comportamenti di minaccia (Capra A., 2007). La traiettoria dritta o indiretta a seconda del sentimento che l’uomo nutre nei confronti dell’animale ( inquietudine o insicurezza) può essere interpretata negativamente, cosi, come mettere le mani nella ciotola, cercare di strappare di bocca qualcosa, toccare e abbracciare il cane soprattutto in presenza di risorse di valore possono essere vissute con eccitazione o rabbia da parte del cane (Capra A., 2007) . I cani a questi nostri messaggi inconsapevoli rispondono spesso con segnali di pacificazione, deboli e non dannosi, per cercare di ridurre la potenziale minaccia da parte dell’interlocutore, ponendo cosi fine all’ostilità. Questi segnali comprendono ad esempio lo sbadigliare, il battere le palpebre, leccarsi il naso, girare la testa che però, molto spesso, l’uomo considera come uno sguardo di colpevolezza, affermando che il loro cane “sa che ha fatto qualcosa di sbagliato”. Se queste strategie di pacificazione vengono ignorate, male interpretate da parte dell’essere umano, il cane può applicarne altre tra le quali l’aggressione. Dal punto di vista del cane, la mancanza di una risposta appropriata a un chiaro segnale di pacificazione e di evitamento della minaccia (che non ha niente a che vedere con la sottomissione) conduce a un’escalation geneticamente prestabilita di comportamenti di evitamento delle minacce, che culmina in un comportamento chiaramente aggressivo. In alcuni contesti, il comportamento di pacificazione non viene emesso dal cane perché ha precedentemente sortito un risultato poco affidabile e sembra aver innescato una provocazione e un aumento delle minacce (Horwitz D., Mills Daniel S.,Heath S., 2004). L’aggressività, raramente utilizzata come prima opposizione, verrà usata solo nel caso in cui sia fallito qualsiasi altro tipo di comunicazione (Horwitz D., Mills Daniel S.,Heath S., 2004). 39 Inoltre i cani sono “conflict-solvers” – “risolutori di conflitti” e nel loro giro tentano sempre di risolvere i conflitti. Il fatto che noi invece continuamente cerchiamo il conflitto spaventa realmente il cane e gli dimostra quanto siamo deboli (Rugaas T., 2005). L’elemento cruciale per stabilire una relazione reciprocamente soddisfacente è un dialogo accurato ed efficace, sia nel comunicare le nostre richieste sia nell’interpretare la vera natura delle intenzioni del cane e delle sue esigenze (Horwitz D., Mills Daniel S., Heath S., 2004). Per comunicare correttamente con un cane è opportuno anzitutto, adottare dei canali comunicativi preferiti dal cane; la comunicazione non verbale è un canale più spesso e più abilmente usato dai cani rispetto a quello verbale e paraverbale. Per questo è anche il livello di comunicazione più facile da allenare ed il più efficace nell’interazione tra l’uomo e il cane (Vaira A. 2011). Studi dimostrano che i cani possono imparare a rispondere a gesti sottilmente differenziati (Topàl, Miklosi et al., 1998), per esempio comprendono il nostro puntare con il dito per indicare una direzione o un oggetto meglio delle grandi scimmie. Anche se l’oggetto è posizionato lontano, sembra che i cani recepiscano una linea immaginaria fra questo e i dito, soprattutto che stiamo comunicando loro qualcosa. Altri esperimenti condotti da Hare e Tomasello nel 1999 dimostrano che la sintonia comunicativa e recettiva nei confronti della nostra specie migliora con gli anni, mentre diventa progressivamente minore quella di capire gli altri cani, cosa molto spiccata nei cuccioli. Per acquisire competenze sociali bisogna imparare a leggere i segnali e le interazioni canine e imparare a dare segnali coerenti (Capra A., 2007). I cani gradiscono il contatto fisico, molto spesso questo viene imposto senza valutare la reazione, invadendo a volte lo spazio personale. Per capire se il cane gradisce essere toccato, basta accarezzarlo per qualche istante e poi interrompere , spostandosi leggermente indietro. Se il cane ha piacere a essere toccato, si avvicinerà per averne ancora. Sono apprezzate dal cane carezze fatte con il palmo della mano sul fianco, lungo la spalla, persino sulla testa, imitando le leccate che la mamma da ai cuccioli, delicati massaggi sotto le orecchie, grattatine alla base della coda. Se invece allontana la testa, si scosta, s’irrigidisce o si sottrae, può essere che sia infastidito dall’interazione. Il contatto fisico è utile per 40 tranquillizzare il cane e come segno di amicizia e confidenza (Capra A., 2007). Usare una postura laterale può alleggerire la tensione tra cane e uomo, riducendo la pressione psicologica esercitata con la postura frontale. Nell’usare il corpo come strumento comunicativo l’uomo dovrebbe evitare di colpire il cane con i piedi o le mani, di scrollarlo prendendolo per la pelle. Secondo la trainer Alexa Capra nessun cane afferra e scuote , se non in un’unica situazione: l’uccisione della preda o un attacco per causare gravi danni all’avversario. Il modo corretto per riprendere un cane, sarebbe quello di avvicinarsi camminando frontalmente verso di lui, fino a spostarlo fisicamente; smettere non appena il cane si scosta e rivolge a noi la sua attenzione. A questo punto se il cane dimostra di voler pacificare, cambiare anche il nostro di atteggiamento tornando a essere gentili e disponibili. La studiosa Turid Rugaas sostiene che alcuni dei segnali calmanti usati dal cane possono essere usati anche dall’essere umano. Usare queste sfumature di comunicazione, renderebbero le interazioni più amichevoli e calmanti invece che minacciose e intimidatorie per l’animale. Alcuni esempi sono: Il girare la testa, comportamento che può essere assunto nell’avvicinarsi a un cane in cui notiamo agitazione o spavento; cosi come socchiudere gli occhi, rende il contatto visivo più dolce e amichevole durante i contatti ravvicinati; voltare le spalle può essere usato quando i cani troppo eccitati saltano addosso, o quando mostrano segni di aggressività e nervosismo; usare movimenti lenti trasmette al cane le nostre intenzioni calmanti, mentre movimenti rapidi possono essere interpretati come sfida o minaccia. “Ci vuole poco ad essere amichevoli con un cane e i risultati possono essere cosi incredibilmente grandi. Tu hai sempre l’alternativa di essere minaccioso o calmante.”(T. Rugaas, 2005). La prossemica è un mezzo che eguaglia la comunicazione tra l’essere umano e il cane. Nell’avvicinarsi al cane possono essere prese in considerazione le diverse distanze: aperta, sociale, individuale, intima. Ad esempio allungando un braccio verso un cane, lo si può mettere a disagio o preoccuparlo in quanto si è scavalcata la zona sociale e passati a quella individuale senza permesso. Un buon modo per utilizzarla correttamente è lasciare che sia il cane ad avvicinarsi a noi (A. Vaira, 2011). 41 La voce, infine, è uno strumento potente per trasmettere emozioni. Un tono di voce sinceramente irritato o arrabbiato può impressionare molto il cane, cosi come un tono di voce allegro di approvazione e affetto. (Capra A., 2007) Suoni alti indicano eccitazione o spavento, suoni gravi indicano autorità, minaccia o aggressione. Suoni brevi e ripetuti come “dai- dai-dai” incoraggiano un’azione, mentre un suono breve, esplosivo come un “No” blocca un’azione. Infine, suoni lunghi e modulati tranquillizzano l’animale. (Vaira A., 2011) I cani percepiscono meglio la tonalità di una parola piuttosto che la sua espressione strettamente verbale, per questo motivo, la stessa identica parola, se pronunciata con tonalità diverse può creare reazioni diverse nell’animale. Utilizzare parole semplici, bisillabiche o monosillabiche, associate ad un gesto può rendere la comunicazione verbale con il cane più chiara. “Anche se vi spazientite, evitate a ogni costo di impartire l’ordine con parole diverse, perché creereste una situazione in cui non è più un unico segnale a provocare l’azione e compromettereste l’apprendimento.” (Pageat P.,1999) Marchesi, zooantropologo, afferma che quanto più la comunicazione dell’uomo, nei confronti del cane, è verbosa e accompagnata da una moltitudine di segni contradditori non indirizzati, tanto più l’uomo perde possibilità comunicative. Per rendere il messaggio coinciso e coerente nella struttura, l’uomo deve semplificarne l’espressione, rafforzando così gli elementi che portano ad un’ intesa. Per godere di una relazione autentica l’uomo ha bisogno di uscire dal suo registro linguistico ed entrare in quello animale, sviluppando cosi la sua capacità di incontrare il cane a metà strada. 42 SCOPO DEL PROJECT WORK Il proposito di questo studio è stato quello di fornire delle competenze sociali ai proprietari dei cani, facenti parte dell’indagine,con il fine di migliorare la loro relazione. A questo scopo i soggetti sono stati sottoposti ad un test iniziale, una lezione teorica e una pratica dove sono state spiegate delle nozioni basilari di comunicazione, infine, è stato proposto nuovamente il test per valutare i miglioramenti della comunicazione tra cane e proprietario. Il tirocinio formativo si è svolto presso la Facoltà di Medicina Veterinaria nel periodo e dall’ 11 Giugno al 10 Agosto 2012. 43 Capitolo 2 SOGGETTI, MATERIALI E METODI 2.1 Soggetti Il test di valutazione è stato effettuato su 7 Binomi che dichiaravano di possedere i requisiti minimi per poter partecipare allo studio. Queste particolarità consistevano nello svolgere attività di gioco insieme al proprio cane, fidarsi a lasciarlo libero senza guinzaglio e infine che il cane rispondesse alla richiesta di seduto. I proprietari dei cani hanno un età media di 34 anni di cui tre donne e quattro uomini. I loro cani hanno un età media di 25 mesi, Tre femmine e quattro maschi. I cani al momento del test godevano di buona salute. Di seguito vengono descritti tutti i soggetti che hanno partecipato alla ricerca. 44 Binomio 1: Annalisa & Iena Iena, meticcia, è stata trovata per strada da Annalisa, sua attuale proprietaria, cinque anni fa durante un viaggio di lavoro. Il cane vive in casa, le è permesso di dormire sul divano. La coppia trascorre tutta la giornata insieme, escono a fare la passeggiata due volte al giorno, Annalisce lascia libera Iena nelle aree cani, nei parchi, in campagna e anche in città. Riferisce che il cane torna sempre al richiamo, ed è amichevole con cani e persone. Binomio 2: Matteo & Pongo Pongo, razza Labrador Retriver, è stato preso da un allevamento privato a circa due mesi di età. Ora ha 2 anni. Il cane vive sia in casa, sia in giardino e dorme nella sua cuccia. Matteo e Pongo trascorrono dalle 6 alle 12 ore insieme, frequentano un corso per l’addestramento di cani da soccorso per la ricerca di dispersi. Escono per la passeggiata circa due volte al giorno. Il proprietario lascia libero il cane solo in campagna perché a volte non torna al richiamo. Pongo è amichevole con cani e persone. Binomio 3: Emiliano & Luna Emiliano ha preso Luna, meticcia, all’età di circa due mesi in un canile. Il cane vive in casa, dorme nella sua cuccia, ma può anche salire sul divano. Trascorrono insieme dalle 6 alle 12 ore, escono per la passeggiata 4 volte al giorno. Emiliano lascia libera Luna sia nei parchi, sia nelle aree cani, afferma che il suo cane torna spesso al richiamo ed è amichevole con cani e persone. 45 Binomio 4: Marco & Toby Toby è stato preso al canile all’età di due mesi, ora ha sei mesi. Vive in casa e dorme nella cucina. Marco e toby trascorrono insieme da una a sei ore, escono insieme tre volte al giorno. Il proprietario si fida a lasciare il cane libero nei parchi, torna spesso al richiamo. Toby è amichevole sia con le persone, sia con i cani. Binomio 5: Maria Rosaria & Birò Maria Rosaria ha adottato Birò quando aveva circa due mesi da un privato, ora ha 11 mesi. Il cane vive in casa e dome nelle sua cuccia. Trascorrono insieme da 6 a 12 ore al giorno ed escono assieme 4 o più volte per la passeggiata. Maria Rosaria dice di lasciare libero Birò nelle aree cani perché a volte non torna al richiamo. Il cane è amichevole con cani e persone. Binomio 6: Barbara & Maya Maya, è stata trovata all’età di circa 3 mesi, successivamente è stata adottata da Barbara. Ora ha 9 mesi. Il cane vive sia in case, sia in giardino e dorme nella sua cuccia. Assieme trascorrono tutta la giornata ed escono per la passeggiata circa 4 volte al giorno. Maya viene lasciata libera nelle aree cani, nei parchi, in campagna,dove torna spesso al richiamo. 46 Binomio 7: Paolo & Sesamo Sesamo è un meticcio di circa due anni e mezzo, è stato adottato da Paolo circa un anno fa da un canile. Nel periodo successivo hanno frequentato insieme un percorso educativo con una educatrice cinofila per migliorare il loro rapporto. I due passano tutta la giornata insieme, escono 3/4 volte al giorno per la passeggiata. Sesamo viene lasciato libero in città, nelle aree cani e nei parchi, quando viene chiamato dal suo proprietario a volte non torna al richiamo. 47 2.2 Materiali e Metodi Per lo sviluppo di questo studio è stato usato un campo recintato, luogo sconosciuto ai cani, in cui è stato possibile svolgere le 4 fasi che compongono il test . Ai partecipanti è stato fatto compilare un questionario iniziale (vedi Allegato 1) riguardante i dati generali del proprietario e del cane,e alcune domande sulla relazione e comunicazione proprietario-cane. Un questionario finale (Vedi Allegato 2) è stato proposto alla fine della seconda valutazione riprendendo solo le domande sulla relazione e comunicazione del primo questionario al fine di potere confrontare e osservare eventuali miglioramenti nelle risposte; All’interno dell’area di lavoro tutti i binomi sono stati filmati da due telecamere (modello JVC GZ-MG 130E). Una telecamera è stata tenuta fissa, al margine del campo per avere una visione più ampia dei movimenti dei soggetti nelle varie interazioni; la seconda telecamera è stata mantenuta da una collaboratrice che filmava cane e proprietario negli spostamenti, ponendo maggior attenzione ai comportamenti del cane. Il protocollo dello studio, diviso in quattro step, prevedeva che i proprietari dei cani compilassero il questionario1 prima di entrare nell’area test. 1° step,TEST INIZIALE: Ogni cane è entrato in campo tenuto al guinzaglio, è stato lasciato libero per due minuti per prendere familiarità con il luogo; il proprietario poteva interagire con il cane se lo desiderava. Fase 1, il richiamo: In seguito è stato chiesto al proprietario di avvicinarsi ad un punto stabilito (segnalato con un target naturale, in direzione della telecamera fissa a circa 15 metri), dove aveva possibilità di movimento se necessario. Da questa postazione il soggetto aveva 5 tentativi a disposizione per richiamare il cane. Fase 2, il seduto: La seconda osservazione consisteva nella richiesta del “Seduto”. Il proprietario aveva 5 possibilità per far sedere il cane. 48 Fase 3, le coccole: La terza interazione prevedeva che il proprietario facesse delle coccole al cane per due minuti di tempo. Il binomio era libero di posizionarsi dove voleva e nella posizione desiderata. Fase 4, il gioco:L’ultima interazione è stata il gioco della durata di due minuti;I proprietari dei cani avevano a disposizione due palline da tennis, una corda di stoffa o un gioco personale da scegliere in base alle preferenze per giocare naturalmente con il proprio compagno. Durante le interazioni non sono state date indicazioni per lo svolgimento, ogni binomio era libero di agire spontaneamente. I soggetti umani erano liberi di premiare il cane con dei bocconcini se questo rientrava nelle loro quotidiane abitudini. 2° step, LEZIONE TEORICA: A distanza di 7 giorni dallo svolgimento del test iniziale è stata svolta una lezione teorica sulla comunicazione del cane con l’utilizzo di Slide ( Allegato 3 ) della durata di 90 minuti. Nella lezione sono stati sviluppati dei punti essenziali: la funzione principale della comunicazione, i vari tipo di comunicazione del cane, l’ osservazione delle parti del corpo come mezzo comunicativo, volto e posture, comunicare attraverso la prossemica, i segnali calmanti. Dopo la parte introduttiva è stato spiegato ai proprietari come comunicare usando il proprio corpo, le posture da mantenere, l’importanza dei movimenti e delle distanze per mandare messaggi congruenti al cane; inoltre è stato esplicato come è possibile accarezzare un cane, come insegnargli a sedersi, il sistema per acquisire un richiamo efficace ed l’importanza e le modalità del gioco. 3° step,LEZIONE PRATICA: Il giorno seguente, è stata sviluppata una lezione pratica a ogni singolo binomio della durata di circa 40 minuti dove venivano fatte vedere le modalità di richiamo, del seduto, del momento delle coccole e del gioco. 4° step,TEST FINALE: Trascorsi cinque giorni dalla lezione pratica è stato chiesto ai partecipanti di ripetere la prova in campo. Le modalità con cui si è svolta la prova finale sono state le stesse di quella iniziale. Alla fine del test è stato chiesto loro di compilare il secondo questionario. 49 I comportamenti ripresi durante le prove sono stati osservati e catalogati in base al seguente etogramma: COMPORTAMENTO DEFINIZIONE BIBLIOGRAFIA Sbadigliare Il cane spalanca la bocca, inspira ed espira. Beerda et al. 1998; Hennessy et al. 1998; Leccarsi il naso Rapido movimento della lingua che tocca il naso Beerda et al., 1997; Rugaas, 2005. Girare la testa Movimento della testa da un lato all’altro, oppure, la testa può rimanere di lato per un po’. Rugaas, 2005; Schilder & van der Borg, 2004. Abbassare la testa Cranio e occhi bassi. A. Capra, 2007. Alzare la testa Cranio e occhi verso l’alto A. Capra, 2007. Guardare altrove Gira solo lo sguardo altrove. Rugaas, 2005. Socchiudere gli occhi Abbassare le palpebre e non fissare in modo ostile. Rugaas, 2005. Guardare l’interlocutore Contatto visivo con lo sguardo. A. Capra, 2007. Orecchie tirate indietro Le orecchie sono tirate all’indietro, ripiegate. Overall, 2001. Orecchie di lato Le orecchie non sono né dritte né flesse. Overall, 2001. Orecchie dritte Le orecchie sono dritte e portate in avanti. Overall, 2001. Postura eretta Rigido, portamento alto,orecchie in su o in avanti,coda in fuori o in su, con o senza pilo erezione. Jenks e Ginsburgh,1987 e Goodwind et al., 1997. Postura frontale A. Capra, 2007 Postura laterale Mostrare il fianco A. Capra, 2007. Postura laterale di contatto Quando il cane vi viene tanto vicino che potete toccarlo senza spostare i piedi, ed è laterale rispetto a voi, gli vedete quindi il fianco A. Capra, 2007. 50 Immobilizzarsi Il cane si blocca in una posizione: in piedi, seduto o sdraiato, senza muovere un muscolo. Rugaas , 2005. Sedersi Il cane ha il posteriore appoggiato a terra mentre le zampe anteriori sono stese così che il torace non tocca il pavimento. Mills D. S. et al,2006 Mettersi a terra Pancia verso il terreno Rugaas, 2005 In piedi Il cane è in piedi con le quattro zampe che toccano il pavimento. Se prolungato può indicare stress Mills D. S. et al,2006 Girare il corpo Voltarsi di lato o di spalle. Rugaas, 2005. Mettersi a pancia in su Sdraiarsi sulla schiena Rugaas, 2005 Scuotersi Il cane si scrolla. Beerda et al., 1998. Grattarsi Il cane alza una zampa posteriore e si gratta vigorosamente; Natoli et al., 2001. Posizione di gioco Il cane abbassa la parte anteriore del corpo e distende le zampe anteriori in avanti. Gazzano, 2006. Ignorare, fare altro Rugaas, 2005 Annusare a terra Può essere un movimento rapido,il naso in giù e subito Rugaas, 2005. 51 su, o il naso può rimanere giù per un po’. Alzare la zampa Il cane solleva una delle zampe anteriori, mantenendo le altre tre a terra. Modificato da Beerda et al., 1998. Pacing/girare intorno Con il termine pacing si intende il compiere piccoli passi sullo stesso posto / Girare intorno all’interno di un area delimitata. Horvath et al., 2007. Saltare addosso al proprietario Per raggiungere il nostro “muso”il cane è costretto ad alzarsi sulle zampe posteriori. A. Capra, 2007. Rimbalzare addosso al proprietario Il cane salta con le zampe anteriori, vi sbatte contro e rimbalza via. A. Capra, 2007. Leccare il proprietario Osservato in campo Strofinarsi addosso al proprietario Contatto fisico dove il cane appoggia il fianco alle gambe delle persone. A. Capra, 2007. Toccare con il muso il proprietario Il cane infila il muso sotto le gambe delle persone A. Capra, 2007 Avvicinamento al proprietario Osservato in campo Allontanamento dal proprietario Osservato in campo Andatura lenta, movimenti lenti Il cane rallenta, i movimenti diventano più lenti, a volte tanto lenti da sembrare quasi non movimenti. Rugaas, 2005. Andatura veloce A. Capra, 2007 Traiettoria dritta Il cane si avvicina a un cane o a una persona con traiettoria frontale A. Capra, 2007. Traiettoria curva Curvare o camminare descrivendo una curva o allontanarsi solo un poco dalla Rugaas, 2005 52 I dati raccolti sono stati in seguito elaborati statisticamente con il test di wilcoxon. direzione in cui arriva l’altro cane o una persona. Esplorare Attività direzionata verso gli ambienti fisici;include annusare, guardare Orientato alla persona Cane seduto, in piedi o sdraiato a terra con sguardo fisso verso la persona , anche senza reciprocità Palestrini C. et al,2005 Mostrare e offrire la parte posteriore del corpo A. Capra, 2007. Ricerca del contatto Chiede carezze, gioco, lecca la faccia.. De palma C. et al., 2005 Bere Il cane va a bere dalla ciotola Beerda B. et al,1998 Evitamento del contatto Si sottrae alle carezze, si sposta, indietreggia, si scansca le carezze Osservato in campo Mangiare l’erba A., Capra, 2007 Morde il proprietario Osservato in campo 53 Capitolo 3 RISULTATI E DISCUSSIONI Di seguito vengono riportati i tempi dell’emissione dei comportamenti descritti nell’etogramma e osservati durante le varie fasi che compongono il test, sia prima che dopo la lezione teorica e pratica. Nelle tabelle molti comportamenti osservati sono complementari, nel senso che l’uno non esclude l’altro, per questo motivo le percentuali riportate se sommate, possono risultare più del 100%. 3.1 OSSERVAZIONE DEI BINOMI: BINOMIO 1: Annalisa & Iena Fase 1 RICHIAMO TEST INIZIALE: la proprietaria resta ferma, richiama il cane per nome, che si avvicina a lei camminando al primo tentativo. Richiamo 8sec Comportamento Inizio emissione Fine emissione Differenza segnale (sec) % freq. Note gira la testa 2,31 2,32 1 13% 1 avvicinamento al proprietario 2,32 2,36 4 50% 1 traiettoria dritta 2,32 2,36 4 50% 1 guarda l’interlocutore 2,32 2,36 4 50% 1 proprietaria piega il busto in avanti posizione laterale di contatto 2,36 2,39 3 38% 1 si lecca il naso 2,39 2,4 1 13% 1 proprietaria china il busto in avanti per accarezzare il cane TEST FINALE: La situazione è uguale al test iniziale. Richiamo 3sec Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note 54 guarda l’interlocutore 2,37 2,4 1 67% 2 Proprietaria resta con le spalle dritte, piega leggermente testa in avanti abbassa la testa 2,37 2,4 1 33% 1 avvicinamento al proprietario 2,37 2,4 3 100% 1 traiettoria curva 2,37 2,4 2 67% 1 traiettoria dritta 2,39 2,4 1 33% 1 guarda l’interlocutore 2,4 2,4 1 scodinzola 2,4 2,4 1 Fase 2 SEDUTO TEST INIZIALE: il cane non effettua la richiesta fatta dalla proprietaria nei 5 tentativi a disposizione. Il cane salta addosso alla proprietaria, questo può essere considerato un comportamento legato a uno scarico di stress e a frustrazione (Capra A., 2007) scaturito dall’incomprensione della richiesta fatta. Dopo aver manifestato questo comportamento è stato visto che Iena ha assunto una postura laterale di contatto, questa posizione secondo la trainer A. Capra, può essere assunta per svariati motivi, come richiesta di sostegno emotivo, di aiuto o di amicizia. Esaminando l’atteggiamento della proprietaria è stato notato che ha usato una comunicazione verbale per chiedere al cane di sedersi, la postura era eretta o con il busto piegato in avanti. Seduto 16sec Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. Note guarda l’interlocutore 2,4 2,42 2 38% 4 gira la testa 2,43 2,44 1 31% 2 guarda l’interlocutore 2,44 2,46 2 salta addosso al proprietario 2,45 2,46 1 6% 1 gira il corpo 2,46 2,47 1 6% 1 proprietaria piega il busto in avanti e appoggia le mani sulle gambe guarda l’interlocutore 2,47 2,48 1 si strofina addosso al proprietario 2,48 2,5 2 13% 1 guarda l’interlocutore 2,49 2,5 1 gira la testa 2,5 2,54 4 si lecca il naso 2,49 2,5 1 6% 1 postura frontale 2,4 2,44 4 25% 1 postura laterale 2,46 2,54 8 50% 1 proprietaria fa leggera pressione sul posteriore allontanamento dal proprietario 2,54 2,56 2 13% 1 55 TEST FINALE: Il cane effettua il seduto al primo tentativo, in un tempo di nove secondi. La proprietaria mantiene una postura dritta, propone un gesto con la mano e la parola “seduta”. Secondo alcuni studi sembra che i cani imparino più velocemente durante la formazione se vengono utilizzati segnali con le mani piuttosto che parole (Soproni et. Al., 2001, 2002) e Pageat P.(1999) sostiene che il cane è in grado di sentire e scomporre le caratteristiche sonore di una parola, ma perché il vocabolo assuma significato deve essere associato ad un oggetto o ad un gesto ben preciso. Si è potuto osservare che nel test finale il cane guarda la proprietaria per 11% del tempo rispetto al 38% del video iniziale. Questo può essere dovuto al fatto che il cane nel secondo test capisca meglio le intenzioni della proprietaria. Seduto 9sec Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. si lecca il naso 2,41 2,4 1 22% 2 si siede 2,42 2,5 5 56% 1 si lecca il naso 2,42 2,4 1 guarda l’interlocutore 2,46 2,5 1 11% 1 postura laterale 2,42 2,5 5 56% 1 Fase 3 COCCOLE TEST INIZIALE: L’animale si allontana dalla proprietaria per due volte: il primo allontanamento dopo 62 secondi dall’inizio dell’interazione, si riavvicina restando in piedi. Successivamente, a 64 secondi dall’inizio dell’interazione, si scrolla, questo segnale, secondo le studiose Nagel M., Reinhardt C, può essere associato a una situazione difficile, che ha richiesto grande impegno o che lo ha preoccupato, spesso il cane scioglie la tensione scrollandosi; il secondo allontanamento avviene dopo 81 secondi, il cane si allontana correndo, torna dalla proprietaria e resta in piedi per 91 secondi, si mette a terra sdraiata per 23 secondi, fino alla fine dell’interazione. La proprietaria resta accovacciata sulle ginocchia, in posizione frontale rispetto al cane per tutta la durata dell’interazione, compie carezze energiche, grattatine e lievi pacche su cosce e fianchi. 56 Coccole Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note avvicinamento al proprietario 2,56 2,57 1 3% 2 in piedi 2,58 4,27 29 24% 1 postura frontale 2,58 3,23 25 21% 1 gira la testa 3,02 3,07 5 15% 2 proprietaria si accovaccia sulle ginocchia resta frontale al cane gira la testa 3,07 3,2 13 strofinarsi addosso al proprietario 3,2 3,22 2 2,50% 2 offrire la parte posteriore del corpo 3,23 3,57 34 28% 1 guarda l’interlocutore 3,33 3,36 3 6% 5 guarda altrove 3,36 3,4 4 12% 3 guarda l’interlocutore 3,4 3,41 1 guarda altrove 3,41 3,5 9 si lecca il naso 3,42 3,43 1 3% 3 si lecca il naso 3,43 3,45 2 proprietaria fa carezze energiche e grattate sui fianchi, sulle cosce, da pacche guarda l’interlocutore 3,5 3,51 1 guarda altrove 3,51 3,52 1 annusa a terra 3,57 3,58 1 2% 2 Pacing 3,57 3,59 2 2,50% 2 tocca con il muso il proprietario 3,59 4 1 2% 2 postura laterale di contatto 4 4,04 4 13% 3 si scrolla 4,04 4,05 1 0,80% 1 Pacing 4,05 4,06 1 annusa a terra 4,07 4,08 1 si lecca il naso 4,07 4,08 1 guarda l’interlocutore 4,08 4,09 1 postura laterale di contatto 4,08 4,19 11 si allontana dalla proprietaria (corre) 4,19 4,21 2 2% 1 si avvicina alla proprietaria (corre) 4,21 4,23 2 strofinarsi addosso al proprietario 4,24 4,25 1 tocca con il muso il proprietario 4,25 4,26 1 postura laterale di contatto 4,26 4,27 1 a terra 4,27 4,28 1 10% 2 sdraiato sul fianco 4,29 4,42 13 11% 1 a terra 4,42 4,51 9 guarda l’interlocutore 4,5 4,51 1 57 TEST FINALE: Durante i due minuti di interazione il cane sembra essere più rilassato, difatti resta prossima alla proprietaria per tutto il tempo a disposizione seduta in postura laterale (100%). Mentre nel test iniziale resta in piedi per il 24 % del tempo e a terra per il 10 % del tempo totale. Non vengono emessi comportamenti di allontanamento, non si scrolla e non annusa a terra. La proprietaria si siede affianco al cane e compie delle carezze profonde e rilassanti, secondo A. Capra (2007) il cane gradisce maggiormente le carezze quando queste vengono effettuate imitando le leccate che la madre da ai cuccioli, con il palmo della mano sul fianco, lungo la spalla, persino sulla testa; sono apprezzati anche delicati massaggi sotto l’orecchio e grattatine alla base della coda. Coccole Comportament o Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note si siede 2,46 4,46 120 100% 1 proprietaria si china sulle ginocchia lateralmente al cane e la gratta sotto il collo gira la testa 2,51 2,55 4 30% 7 la proprietaria si siede affianco al cane gira la testa 3,05 3,09 4 richiesta di contatto 3,1 3,11 1 10% 2 si lecca il naso 3,18 3,19 1 4% 5 Abbassare la testa 3,19 3,22 3 4% 2 guarda l’interlocutore 3,19 3,2 1 5% 6 gira la testa 3,26 3,37 11 gira la testa 3,42 3,43 1 guarda l’interlocutore 3,47 3,48 1 guarda l’interlocutore 3,5 3,51 1 si lecca il naso 3,5 3,51 1 gira la testa 3,52 3,56 4 guarda l’interlocutore 3,56 3,57 1 si lecca il naso 4,2 4,21 1 richiesta di contatto 4,18 4,29 11 guarda l’interlocutore 4,42 4,43 1 gira la testa 4,43 4,44 1 guarda l’interlocutore 4,44 4,45 1 si lecca il naso 4,45 4,46 1 si lecca il naso 4,46 4,47 1 58 Abbassare la testa 4,46 4,48 2 gira la testa 4,5 5 10 Fase 4 GIOCO TEST INIZIALE: In questa interazione è stato analizzato che il possesso del gioco viene tenuto dalla proprietaria circa il 45 % del tempo, mentre dal cane viene tenuto per il 17 %. Per il 33% del tempo il gioco viene condiviso da entrambi nel tira e molla. La proprietaria lascia spontaneamente la corda per 2 volte per effettuare un lancio, il cane lascia spontaneamente la corda 7 volte: 2 volte quando è in suo possesso (la lascia a terra per farla prendere alla proprietaria), 3 volte durante il tira e molla ed infine 2 volte su richiesta. Il gioco del tira e molla avviene in due momenti distinti. Il cane durante il gioco prende delle pause per bere, interagisce con la proprietaria per l’81% del tempo, dopodiché smette di interessarsi al gioco. Gioco Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. avvicinamento al proprietario 5,02 5,1 8 16% 4 Scuote 5,12 5,15 3 3% 2 avvicinamento al proprietario 5,12 5,15 3 allontanamento dal proprietario 5,15 5,2 5 6% 2 Beve 5,24 5,26 2 13% 4 avvicinamento al proprietario 5,27 5,32 5 tira e molla 5,31 5,48 17 38% 2 Scuote 5,51 5,52 1 avvicinamento al proprietario 5,53 5,56 3 allontanamento dal proprietario 5,56 5,58 2 a terra 5,58 5,59 1 12% 3 Seduta 6 6,03 3 11% 2 tira e molla 6,03 6,31 28 a terra 6,15 6,18 3 a terra 6,21 6,31 10 gira il corpo 6,32 6,33 1 0.8% 1 Beve 6,34 6,36 2 Beve 6,4 6,44 4 Beve 6,5 6,58 8 si siede 7 7,1 10 59 TEST FINALE: Nel secondo test è stato osservato che il possesso del gioco viene tenuto dalla proprietaria per il 24% e per il 44% dal cane, per il 26 % viene condiviso al tira e molla. La proprietaria lascia spontaneamente la corda per 6 volte: 2 lanci e 4 volte nel tira e molla; il cane lascia la corda spontaneamente per 9 volte : 2 volte nel tira e molla, e 7 quando è in suo possesso (la lascia a terra) il gioco del tira e molla avviene per 6 volte, ma è di breve durata. Il cane manifesta per 2 volte il gesto di portare il gioco al proprietario; è riscontrabile un maggior divertimento da parte del cane in quanto è visibile lo scodinzolare per 4 volte, Il soggetto gioca per tutta la durata dell’interazione e mantiene l’interesse al gioco una volta finito il tempo a disposizione. Il gioco è un occasione per migliorare il rapporto e la parte più importante del gioco non è il giocattolo, ma giocare insieme (Capra A., 2007). Secondo Matta (2011) nel giocare con il cane bisognerebbe rapportarsi alla pari come succede tra conspecifici. Gioco Comportamento Inizio Fine differenza segnale (sec) % freq. note avvicinamento al proprietario 5,08 5,1 2 11% 6 pacing 5,1 5,11 1 0,80% 1 avvicinamento al proprietario (corre) 5,11 5,15 4 avvicinamento al proprietario (corre) 5,2 5,22 2 tira e molla 5,22 5,26 4 12% 3 allontanamento dal proprietario 5,3 5,36 6 10% 3 scuote 5,33 5,34 1 6% 4 terra 5,35 5,39 4 33% 7 postura frontale 5,35 5,47 12 20% 3 scodinzola 5,37 5,39 2 a terra 5,4 5,44 4 tira e molla 5,4 5,47 7 scuote 5,47 5,5 3 avvicinamento al proprietario 5,48 5,5 2 allontanamento dal proprietario 5,5 5,53 3 in piedi 5,53 5,59 6 5% 1 postura frontale 5,53 5,59 6 scodinzola 5,55 5,59 4 gira la testa 5,56 5,57 1 0.8% 1 tira e molla 6,03 6,06 3 avvicinamento al proprietario 6,1 6,11 1 allontanamento dal proprietario 6,11 6,14 3 a terra 6,14 6,21 7 60 postura laterale 6,14 6,21 7 18% 3 tira e molla 6,21 6,25 4 scuote 6,26 6,28 2 a terra 6,28 6,37 9 scodinzola 6,32 6,36 4 postura laterale 6,28 6,37 9 a terra 6,41 6,47 6 postura frontale 6,41 6,47 6 tira e molla 6,41 6,49 8 a terra 6,5 6,57 7 postura laterale 6,5 6,57 7 pancia in su 6,57 7 3 1 messa dalla proprietaria a terra 7,02 7,1 8 scuote 7,1 7,11 1 avvicinamento alla proprietaria 7,11 7,13 2 Nel binomio 1 si sono potuti osservare miglioramenti nella comunicazione in tre interazioni su quattro, cioè nel seduto, nelle coccole e nel gioco. BINOMIO 2: Matteo & Pongo Fase 1 RICHIAMO TEST INIZIALE: il cane non torna al richiamo nei cinque tentativi a disposizione. Il cane durante i richiami mostra diversi segnali calmanti (T. Rugaas, 2005): annusa a terra (47%), cammina lentamente (53%) tenendosi lontano dalla persona. Il proprietario mantiene una postura frontale, poi china il busto in avanti e, infine, va verso il cane. Può essere che la postura del proprietario sia percepita dal cane come un segno di minaccia, difatti è importante non chinarsi mai sul cane per non assumere un atteggiamento intimidatorio che può scatenare l’aggressività (Gazzano A., 2007). Richiamo 32sec Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note andatura lenta 2 2,06 6 53% 2 il proprietario resta fermo in piedi frontale al cane postura laterale 2 2,06 6 63% 3 61 guarda l’interlocutore 2,02 2,03 1 6% 2 annusa a terra 2,04 2,13 9 47% 2 il proprietario si china col busto in avanti postura laterale 2,13 2,15 2 beve 2,13 2,15 2 6% 1 guarda l’interlocutore 2,15 2,16 1 annusa a terra 2,17 2,23 6 postura laterale 2,18 2,21 3 da le spalle al proprietario 2,21 2,24 3 9% 1 propr si avvicina andatura lenta 2,17 2,28 11 allontanamento dal proprietario 2,28 2,32 4 13% 1 TEST FINALE: anche in questo caso il cane non torna al richiamo, anche se la strategia del proprietario migliora perché lo chiama spostandosi nella direzione opposta. Il cane inizialmente resta a terra, poi si muove in direzione del proprietario,rimanendo sempre a una certa distanza, rallenta il passo e annusa a terra. Richiamo 50sec Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note guarda l’interlocutore 2,17 2,18 1 16% 7 pacing 2,19 2,22 3 12% 2 a terra 2,22 2,26 4 8% 1 guarda l’interlocutore 2,24 2,26 2 andatura lenta 2,26 2,34 8 16% 2 postura laterale 2,26 2,31 5 12% 2 pacing 2,31 2,34 3 abbassa la testa 2,34 2,35 1 5 proprietario chiama il cane stando fermo, poi corre nella direzione opposta avvicinamento al proprietario 2,34 2,39 5 16% 2 cammina parallelo al proprietario a circa 8 metri allontanamento dal proprietario 2,39 2,47 8 28% 3 cammina parallelo al proprietario a circa 8 metri annusa a terra 2,4 2,46 6 guarda l’interlocutore 2,47 2,48 1 abbassa la testa 2,48 2,5 2 12% 2 avvicinamento al proprietario 2,47 2,5 3 62 guarda l’interlocutore 2,49 2,5 1 abbassa la testa 2,5 2,51 1 da le spalle al proprietario 2,51 2,53 2 24% 2 annusa a terra 2,51 2,54 3 allontanamento dal proprietario 2,51 2,53 2 guarda l’interlocutore 2,53 2,54 1 gira la testa 2,54 2,55 1 guarda l’interlocutore 2,55 2,56 1 abbassa la testa 2,56 2,58 2 da le spalle al proprietario 2,58 3,08 10 allontanamento dal proprietario 2,58 3,02 4 guarda l’interlocutore 3,02 3,03 1 abbassa la testa 3,03 3,07 4 avvicinamento al proprietario 3,03 3,07 4 proprietario cammina andando incontro al cane andatura lenta 3,03 3,07 4 postura frontale 3,03 3,06 3 1 annusa a terra 3,03 3,07 4 postura laterale 3,06 3,07 1 Fase 2 SEDUTO TEST INIZIALE: Il proprietario usa sia un segnale verbale sia uno gestuale. Il cane non effettua il seduto nelle 5 possibilità prestabilite. Il cane resta lontano dal proprietario. Seduto 33sec Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note avvicinamento al proprietario 2,5 2,53 3 9% 1 proprietario si accovaccia sulle ginocchia guarda l’interlocutore 2,52 2,53 1 12% 3 allontanamento dal proprietario 2,53 2,57 4 21% 2 si alza in piedi e si piega col busto sul cane andatura lenta 2,57 2,59 2 21% 2 postura laterale 2,57 2,59 2 33% 2 annusa 2,59 3 1 18% 2 da le spalle al proprietario 2,59 3,09 10 30% 1 beve 3,04 3,06 2 6% 1 guarda l’interlocutore 3,08 3,09 1 postura frontale 3,08 3,09 1 5% 1 annusa a terra 3,1 3,15 5 proprietario si avvicina andatura lenta 3,1 3,15 5 postura laterale 3,1 3,19 9 guarda l’interlocutore 3,15 3,16 1 63 guarda l’interlocutore 3,19 3,2 1 abbassa la testa 3,2 3,23 3 si allontana dal proprietario 3,2 3,23 3 TEST FINALE: Il cane non effettua il seduto nelle 5 possibilità a disposizione e si mantiene sempre lontano dal proprietario. Seduto 61sec Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note postura laterale 3,07 3,13 6 13% 2 annusa a terra 3,07 3,13 6 29% 3 si lecca il naso 3,12 3,13 1 3% 2 allontanamento dal proprietario 3,13 3,19 6 51% 3 annusa a terra 3,19 3,28 9 proprietario si avvicina allontanamento dal proprietario 3,28 3,32 4 avvicinamento al proprietario 3,32 3,34 2 3% 1 abbassa la testa 3,34 3,55 21 38% 2 allontanamento dal proprietario 3,34 3,55 21 guarda l’interlocutore 3,53 3,54 1 5% 3 guarda l’interlocutore 3,54 3,55 1 da le spalle al proprietario 3,56 3,59 3 5% 1 annusa a terra 3,56 3,59 3 pacing 3,59 4 1 3% 1 andatura lenta 3,56 4,02 4 7% 1 postura laterale 4 4,02 2 a terra 4,03 4,08 5 8% 1 guarda l’interlocutore 4,04 4,05 1 si lecca il naso 4,05 4,06 1 abbassa la testa 4,06 4,08 2 Fase 3 COCCOLE TEST INIZIALE: il cane sembra gradire sufficientemente le carezze, non oppone resistenza quando viene sdraiato sul fianco, ma tenta di avvicinare la bocca alle mani del proprietario quando viene messo pancia all’aria. Si struscia sulla schiena dando le spalle all’uomo, poi torna a sdraiarsi sul fianco. Si ritiene che il cane non gradisca che gli venga solleva la zampa, si solleva da terra e si mette con la testa alzata e si lecca il naso. L’animale resta in una posizione rilassata sdraiata sul fianco per il 25 % dell’interazione. Il 64 proprietario si posiziona lateralmente rispetto al cane appoggiandosi sulle ginocchia, accarezza il cane in modo energico e con un ritmo veloce. Coccole Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note si sdraia sul fianco 5,09 5,21 12 35% 4 proprietario si accovaccia sulle ginocchia affianco al cane a pancia in su 5,21 5,27 6 5% 1 messo dal proprietario gira la testa 5,22 5,25 3 3% 2 si strofina sulla schiena 5,27 5,31 4 3% 1 si sdraia sul fianco 5,31 5,33 2 si sdraia sul fianco (Opposto) 5,33 5,35 2 si sdraia sul fianco (Opposto) 5,35 6,01 26 si lecca il naso 5,59 6,01 2 2,50 % 2 proprietario gli solleva e ballotta una zampa a terra 6 6,1 10 10% 1 guarda l’interlocutore 6,01 6,02 1 si lecca il naso 6,02 6,03 1 abbassa la testa 6,02 6,04 2 2% 1 gira la testa 6,04 6,05 1 TEST FINALE: sembra gradire maggiormente le coccole rispetto alla valutazione iniziale, resta fermo per il 70% del tempo a disposizione. Fa resistenza solo a essere sdraiato sul fianco. Il proprietario compie carezze più profonde e rilassanti soprattutto nella regione delle orecchie e del collo. Coccole Comportamento Inizio Fine Differenz a segnale (sec) % freq. note a terra 4,08 5,27 79 100% 2 il proprietaria si accovaccia sulle ginocchia lateralmente al cane si lecca il naso 4,22 4,23 1 2,5% 3 il proprietaria tenta di sdraiarlo sul fianco spingendolo, il cane non vuole e si rialza abbassa la testa 4,23 4,34 11 11% 2 gira la testa 4,35 5,05 30 26% 2 guarda l’interlocutore 5,05 5,06 1 6% 4 si lecca il naso 5,17 5,18 1 il proprietario prende un boccone dalla tasca guarda l’interlocutore 5,24 5,25 1 gira la testa 5,25 5,26 1 guarda l’interlocutore 5,26 5,27 1 abbassa la testa 5,27 5,29 2 avvicinamento al proprietario 5,27 5,29 2 2% 1 65 guarda l’interlocutore 5,29 5,31 2 da le spalle al proprietario 5,31 5,33 2 2% 1 allontanamento dal proprietario 5,31 5,33 2 2% 1 a terra 5,35 6,18 43 si lecca il naso 5,35 5,36 1 mangia l’erba 6,07 6,12 5 4% 1 guarda l’interlocutore 6,14 6,16 2 Fase 4 GIOCO TEST INIZIALE: il cane si interessa parzialmente al gioco, interagisce con il proprietario per il 60% del tempo a disposizione e interrompe il gioco prima della fine del tempo. Gioco Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note guarda l’interlocutore 3,26 3,27 1 4% 4 si avvicina al proprietario 3,28 3,32 4 10% 2 il proprietario lo incita a giocare guarda l’interlocutore 3,31 3,32 1 si siede 3,32 3,36 4 19% 2 su richiesta si lecca il naso 3,37 3,38 1 0,80% 1 si allontana dal proprietario 3,4 3,46 6 11% 3 si allontana dal proprietario 3,47 3,51 4 viene trattenuto annusa a terra 3,52 3,57 5 7% 2 beve 3,57 4,08 10 10% 1 viene trattenuto avvicinamento al proprietario 4,08 4,16 8 proprietario lo incita a giocare tira e molla 4,16 4,48 32 27% 1 si siede 4,22 4,41 19 proprietario tira pacchette sul petto si allontana dal proprietario 4,48 4,51 3 pacing 4,52 4,54 2 4% 2 pacing 4,56 4,59 3 annusa a terra 4,56 4,59 3 a terra 5 5,1 10 10% 1 guarda l’interlocutore 5,02 5,04 2 gira la testa 5,04 5,05 1 0,80% 1 guarda l’interlocutore 5,06 5,07 1 proprietario si avvicina abbassa la testa 5,07 5,08 1 0,80% 1 TEST FINALE: il cane in questa interazione si comporta con le stesse modalità del test iniziale. Gioco 66 Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note avvicinamento al proprietario 6,2 6,23 3 6% 3 tira e molla 6,23 6,29 6 9% 2 allontanamento dal proprietario 6,29 6,38 9 25% 4 a terra 6,39 6,49 10 25% 2 avvicinamento al proprietario 6,49 6,51 2 tira e molla 6,51 6,56 5 allontanamento dal proprietario 6,56 7,04 8 a terra 7,04 7,24 20 annusa a terra 7,29 7,42 13 11% 1 si lecca il naso 7,42 7,43 1 1 allontanamento dal proprietario 7,43 7,46 3 avvicinamento al proprietario 7,46 7,48 2 si siede 7,53 7,58 5 4% 1 su richiesta allontanamento dal proprietario 8,03 8,13 10 Nel binomio 2 non si sono riscontrati miglioramenti significati. BINOMIO 3: Emiliano & Luna Fase 1 RICHIAMO TEST INIZIALE: Il proprietario richiama il cane restando fermo, fischia e dice il nome del cane che torna al primo richiamo, camminando frontalmente al proprietario. Richiamo 9sec Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note guarda l’interlocutore 0,14 0,18 4 78% 2 proprietario chiama il cane restando fermo, piega leggermente le spalle in avanti, il cane torna al 1°richiamo avvicinamento al proprietario 0,14 0,19 5 56% 1 abbassa la testa 0,15 0,18 3 33% 1 traiettoria dritta 0,15 0,19 4 44% 1 scodinzola 0,18 0,19 1 11% 1 evitamento del contatto 0,19 0,2 1 11% 1 piega il busto in avanti e l’accarezza sulla testa guarda l’interlocutore 0,2 0,23 3 postura frontale 0,2 0,23 3 33% 1 67 TEST FINALE: Si è osservato che il proprietario chiama il cane con le stesse modalità del primo test: resta fermo e richiama il cane usando un segnale vocale, il cane torna al primo richiamo camminando frontale al proprietario. Richiamo 13sec Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note guarda l’interlocutore 2,09 2,1 1 23% 2 proprietario resta con il busto in avanti mentre cane si avvicina abbassa la testa 2,1 2,11 1 9% 2 gira la testa 2,11 2,12 1 9% 2 avvicinamento al proprietario 2,11 2,14 3 23% 1 gira la testa 2,13 2,14 1 abbassa la testa 2,13 2,14 1 traiettoria dritta 2,11 2,13 2 9% 1 traiettoria curva 2,13 2,14 1 8% 1 annusa a terra 2,14 2,2 6 46% 1 vicino al proprietario postura laterale 2,14 2,2 6 46% 1 guarda l’interlocutore 2,2 2,22 2 Fase 2 SEDUTO TEST INIZIALE: la persona per chiedere di sedersi al cane usa un segnale gestuale che vocale, la postura è dritta con il busto piegato in avanti, il cane si siede alla prima richiesta frontalmente al proprietario. Seduto 10sec Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note avvicinamento al proprietario 4,29 4,32 3 30% 1 guarda l’interlocutore 4,29 4,36 7 70% 1 traiettoria dritta 4,29 4,32 3 30% 1 si siede 4,32 4,36 4 40% 1 proprietario usa segnale gestuale+verbale allontanamento dal proprietario 4,36 4,4 4 40% 1 TEST FINALE: Il cane si siede alla prima richiesta del proprietario che viene effettuata con un segnale verbale e uno gestuale. 68 Seduto 18sec Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note guarda l’interlocutore 2,2 2,28 8 89% 2 proprietario chiede il seduto con segnale gestuale, piega il busto in avanti, si allontana dal cane, poi torna e lo premia Seduto 2,22 2,38 16 89% 1 gira la testa 2,28 2,3 2 11% 1 guarda l’interlocutore 2,3 2,38 8 Fase 3 COCCOLE TEST INIZIALE: il proprietario si posiziona a terra sulle ginocchia e accarezza il cane sulla pancia; dopo circa 22 secondi il cane si sposta allontana dosi dal proprietario. Il cane non sembra gradire particolarmente le coccole , si lascia accarezzare per il 18 % del tempo. Coccole Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note Seduta 5 5,09 9 8% 1 proprietario piegato sulle ginocchia busto in avanti laterale al cane gira la testa 5,06 5,07 1 0.8% 1 sdraiata sul fianco 5,09 5,32 23 19% 1 in piedi 5,32 5,33 1 0.8% 1 allontanamento dal proprietario 5,33 5,5 17 14% 1 TEST FINALE: Il cane come nel primo video sembra non gradire questa interazione. In un primo momento cerca di scansarsi, il proprietario la trattiene dal collare resta in piedi ferma e dopo 25 secondi si allontana dall’uomo. Coccole Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note evitamento del contatto 2,39 2,43 4 4% 2 cane indietreggia, lui la trattiene dal collare si lecca il naso 2,44 2,45 1 0,80% 1 in piedi (ferma) 2,44 3,05 21 18% 1 postura laterale 2,44 3,05 21 18% 1 gira la testa 2,5 2,57 7 6% 1 evitamento del contatto 3,03 3,04 1 proprietaria la trattiene dal collare e l’accarezza sulc ollo allontanamento dal proprietario 3,04 3,11 7 6% 1 69 Fase 4 GIOCO TEST INIZIALE: nel primo test si è potuto osservare che il cane è interessato al gioco. Interagisce con il proprietario per il 58% del tempo, ma non lascia mai la palla al proprietario si allontana correndo da lui quando tenta ti avvicinarsi,ma lo segue se lui si allontana. Il proprietario toglie due volte di bocca la palla al cane. Alla fine del tempo a disposizione l’animale ha ancora voglia di giocare. Gioco Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note avvicinamento al proprietario 0,48 1,03 15 33% 6 avvicinamento al proprietario 1,03 1,08 5 dribla il proprietario allontanamento dal proprietario 1,08 1,12 4 27% 5 va in zona di confort andatura veloce 1,08 1,12 4 8% 2 gira la testa 1,05 1,06 1 3% 4 in piedi 1,12 1,16 4 13% 3 postura laterale 1,12 1,16 4 9% 2 a terra 1,16 1,23 7 43% 3 postura laterale 1,16 1,23 7 proprietario si avvicina allontanamento dal proprietario 1,23 1,27 4 allontanamento dal proprietario 1,27 1,31 4 a terra 1,32 2 28 proprietario la tiene ferma e tenta di prenderle la palla di bocca postura frontale 1,32 2 28 30% 2 passa davanti al proprietario e lo dribla poi torna in zona di confort gira la testa 1,51 1,52 1 guarda l’interlocutore 2 2,02 2 2% 1 avvicinamento al proprietario 2,02 2,07 5 allontanamento dal proprietario 2,07 2,17 10 si siede 2,17 2,27 10 8% 1 Proprietario la chiama e si allontana avvicinamento al proprietario 2,27 2,32 5 proprietario tenta di fermarla e prenderle la palla di bocca, lei torna in zona di confort andatura veloce 2,27 2,32 5 70 traiettoria dritta 2,27 2,32 5 4% 1 in piedi 2,32 2,4 8 postura frontale 2,32 2,4 8 abbassa la testa 2,36 2,38 2 2% 1 gira la testa 2,38 2,39 1 gira la testa 2,39 2,4 1 allontanamento dal proprietario 2,4 2,5 10 a terra 2,5 3,06 16 si sdraia sul fianco 3,06 3,09 3 2.5% 1 in piedi 3,09 3,13 4 va in zona di confort, proprietario la ricorre avvicinamento al proprietario 3,13 3,22 9 avvicinamento al proprietario 3,26 3,3 4 proprietario si avvicina e si china col busto per prendere la palla proprietario prende la palla TEST FINALE: Il cane è interessato all’attività. Nel secondo video si è potuto riscontrare che con l’utilizzo di due palle il cane lascia spontaneamente la palla al proprietario per 6 volte, non scappa quando lui si avvicina, e si approssima spontaneamente (49%vs 33% del primo test).in questo test Luna si allontana dal proprietario per il 2,5% del tempo, nel test iniziale per il 27 % del tempo a disposizione. “Per il gioco del lancio io uso due palline. Appena il cane lascia quella che ha preso, gli lancio l’altra come premio. Non è solo un modo facile per ottenere che un cane lasci l’oggetto che ha riportato: è qualcosa che crea fiducia.”(Vaira A., 2001). La coppia interagisce per tutta la durata dell’interazione. Gioco Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note seduta 4,1 4,14 4 4% 2 avvicinamento al proprietario 4,17 4,23 6 49% 8 recupera la palla lanciata, la lascia a metà strada e va dal proprietario correndo seduta 4,24 4,25 1 avvicinamento al proprietario 4,3 4,39 9 va a recuperare la palla su indicazione del proprietario poi torna da li camminando andatura veloce 4,17 4,23 6 12% 2 andatura lenta 4,3 4,39 9 19% 3 avvicinamento al proprietario 4,46 4,55 9 andatura veloce 4,46 4,55 9 avvicinamento al proprietario 5,42 5,5 8 andatura lenta 5,42 5,5 8 71 avvicinamento al proprietario 6,11 6,18 7 allontanamento dal proprietario 6,2 6,23 3 2,50% 1 avvicinamento al proprietario 6,23 6,3 7 avvicinamento al proprietario 6,47 6,53 6 andatura lenta 6,47 6,53 6 si lecca il naso 6,52 6,53 1 0.8% 1 a terra 6,53 6,59 6 5% 1 postura frontale 6,53 6,59 6 5% 1 avvicinamento al proprietario 6,59 7,06 7 Nel binomio 3 si rilevano cambiamenti significativi solamente nella fase del gioco. BINOMIO 4: Marco & Toby Fase 1 RICHIAMO TEST INIZIALE: I proprietario in un primo momento richiama il cane camminando in direzione opposta al cane, chiamando per nome, successivamente si abbassa sulle ginocchia. Il cane torna al quinto richiamo in 22 secondi. L’animale si avvicina camminando con andatura normale, nell’avvicinamento annusa a terra. Richiamo 30sec. Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note guarda l’interlocutore 3,32 3,33 1 17% 5 il proprietario si accovaccia sulle ginocchia e rimanendo frontale al cane lo chiama avvicinamento al proprietario 3,38 4,02 24 80% 1 abbassa la testa 3,38 3,39 1 7% 2 annusa a terra 3,4 3,43 3 53% 7 abbassa la testa 3,44 3,45 1 annusa a terra 3,45 3,48 3 annusa a terra 3,48 3,5 2 guarda l’interlocutore 3,5 3,51 1 annusa a terra 3,51 3,52 1 guarda l’interlocutore 3,52 3,53 1 72 annusa a terra 3,53 3,57 4 guarda l’interlocutore 3,57 3,58 1 annusa a terra 3,58 3,59 1 guarda l’interlocutore 3,59 4 1 annusa a terra 4 4,02 2 traiettoria curva 3,47 3,53 6 20% 1 mostra il fianco 3,46 3,47 1 3% 1 evitamento del contatto 3,53 3,54 1 3% 1 tenta di accarezzarlo sulla testa postura laterale 3,55 3,58 3 17% 2 proprietario si alza in piedi echina il busto in avanti sul cane postura laterale 4 4,02 2 TEST FINALE: Il proprietario richiama il cane accovacciandosi sulle ginocchia e chiamandolo per nome. Il cane torna al quinto richiamo, ci impiega 15 secondi e si avvicina al proprietario correndo. Nel test iniziale il cane per avvicinarsi al proprietario compie una traiettoria curva, considerato un segnale di calma (Rugaas T., 2005, ) e un indice di insicurezza (Capra A., 2007) per il 20 % del tempo, nel secondo video si avvicina con un’andatura veloce per il 14 % del tempo. Per richiamare un cane, una delle strategie possibili è inginocchiarsi, in modo da avere la testa alla sua stessa altezza. (Capra A., 2007) Richiamo 21sec Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note ignora, annusa 1,39 1,5 9 30% 1 il proprietario è in piedi e lo chiama guarda l’interlocutore 1,48 1,5 1 5% 1 il proprietario si accovaccia sulle ginocchia e lo chiama avvicinamento al proprietario 1,5 1,5 3 14% 1 andatura veloce, corre 1,5 1,5 3 14% 1 traiettoria dritta 1,5 1,5 3 14% 1 si lecca il naso 1,53 1,5 1 5% 1 proprietario le accarezza la testa allontanamento dal proprietario 1,56 2 4 19% 1 Fase 2 SEDUTO 73 TEST INIZIALE: Il proprietario è in piedi, con il busto piegato in avanti, usa un segnale verbale e fa pressione con la mano sulla parte posteriore del dorso del cane. L’animale non mantiene il seduto e si allontana. Seduto 15sec Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note postura laterale 4 4,02 2 13% 1 annusa a terra 4 4,03 3 40% 2 da le spalle al proprietario 4,05 4,08 3 20% 1 proprietario fa pressione sul posteriore per farlo sedere allontanamento dal proprietario 4,08 4,11 3 47% 2 annusa a terra 4,08 4,11 3 allontanamento dal proprietario 4,11 4,15 4 TEST FINALE: È stato riscontrato che il cane esegue il comportamento di sedersi spontaneamente nella situazione in cui il proprietario raccogli un pezzo di plastica da terra che precedentemente stava rosicchiando il cane. In 2 tentativi a disposizione, invece, il proprietario usa sia un segnale gestuale, sia uno verbale, ma il cane non si siede. Al terzo tentativo la persona usa solo il segnale gestuale il cane effettua il seduto per 6 secondi poi si sdraia. Nei comportamenti del cane si è potuto notare che nel primo video il cane annusa a terra per il 40% dell’interazione, segnale che può esprimere disagio (Capra A., 2007) e da le spalle al proprietario, segnale di calma molto forte (Rugaas T., 2005) per il 20 % del tempo, nel test finale la durata di questi comportamenti si riduce: annusa a terra per il 5% del tempo e da le spalle al proprietario per il 6% dell’interazione. Seduto 85sec Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note a terra 2,25 2,3 8 31% 3 guarda l’interlocutore 2,31 2,3 2 9% 6 allontanamento dal proprietario 2,33 2,4 7 27% 4 a terra 2,4 2,6 16 allontanamento dal proprietario 2,56 3 4 di spalle al proprietario 3 3,1 5 6% 1 guarda l’interlocutore 3,03 3 1 si siede (spontaneo) 3,17 3,2 3 11% 2 proprietario chinatosi sulle ginocchia lateralmente al cane solleva con la mano pezzo di plastica che stava rosicchiando il cane. 74 guarda l’interlocutore 3,25 3,3 2 avvicinamento al proprietario 3,25 3,3 2 2% 1 proprietario si alza in piedi e lo chiama allontanamento dal proprietario 3,27 3,3 6 1°seduto guarda l’interlocutore 3,33 3,3 1 2°seduto si lecca il naso 3,34 3,4 1 2% 2 allontanamento dal proprietario 3,34 3,4 6 annusa a terra 3,36 3,4 4 5% 1 guarda l’interlocutore 3,4 3,4 1 guarda l’interlocutore 3,42 3,4 1 si lecca il naso 3,43 3,4 1 si siede 3,42 3,5 6 3°seduto usa solo segnale gestuale! a terra 3,48 3,5 2 Fase 3 COCCOLE TEST INIZIALE: Il proprietario trattiene il cane posizionandolo davanti a lui, poi si posiziona inginocchiato. Compie delle carezze energiche, con un ritmo veloce sulla testa, sul collo e sul dorso. Il cane tenta per 3 volte di interrompere l’interazione che sembra non gradire; annusa a terra, cerca di divincolarsi e di allontanarsi, alla terza volta morde leggermente le mani del proprietario, poi si mette a pancia all’aria, ma non sembra rilassarsi perché mantiene la testa sollevata. Il mordere le mani può essere stato frainteso come un gioco invece che un disagio. L’interazione dura per il 50% del tempo a disposizione. Segnali deboli e non dannosi vengono perciò mantenuti nel repertorio del cane come strategie di grande valore. Comunque se questi vengono ignorati o male interpretati, si possono applicare altre strategie, quali l’aggressione. (Horwitz D., Mills Daniel S.,Heath S., 2004) Coccole Comportamento Inizio Fine Differenza Segnale (sec) % freq. note evitamento del contatto 4,24 4,28 4 8% 4 proprietario solleva il cane e lo trattiene si lecca il naso 4,28 4,29 1 2,50% 3 si lecca il naso 4,29 4,3 1 gira la testa 4,29 4,3 1 0,80% 2 annusa a terra 4,3 4,37 7 1 evitamento del contatto 4,37 4,38 1 il proprietario gli tocca il muso evitamento del contatto 4,5 4,51 1 il proprietario gli tocca il muso 75 gira la testa 4,51 4,57 6 evitamento del contatto 4,58 5,02 4 lo solleva morde il proprietario 5,02 5,11 9 7,50% 1 si lecca il naso 5,11 5,12 1 a pancia in su 5,08 5,13 5 4% 1 si sdraia sul fianco 5,13 5,21 8 7% 1 da le spalle al proprietario 5,13 5,21 8 39% 2 in piedi 4,25 5,04 39 33% 1 da le spalle al proprietario 4,25 5,04 39 TEST FINALE: il proprietario si china, piegandosi sulle ginocchia, lateralmente al cane il quale, in posizione sdraiata a terra, gradisce le carezze per il 16% dell’interazione, poi si alza e si allontana. Il proprietario non cerca di trattenerlo. Nel test iniziale il cane mostra di voler evitare il contatto per l’8% dell’interazione, finché morde le mani del proprietario per il 7,5% del tempo, nel secondo video, questi comportamenti non vengono rilevati perché gli è permesso di allontanarsi (5%). Coccole Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note a terra 3,49 4,1 25 21 % 1 proprietario si accovaccia sulle ginocchia si posiziona laterale al cane e lo accarezza sul dorso allontanamento dal proprietario 4,14 4,2 6 5% 1 postura laterale 3,49 4,1 25 21 % 1 Fase 4 GIOCO TEST INIZIALE: In 2 minuti di interazione il cane gioca insieme al proprietario per l’83 %, il restante 17 % gioca da solo. Il cane non riporta il gioco al suo compagno, ma sembra divertirsi a farselo rubare, infatti su 4 volte in cui il proprietario gli toglie il gioco di bocca, si può osservare che il cane sembra quasi incitare il comportamento del proprietario perché va davanti a lui per 2 volte e gli fa rimbalzare la palla davanti ai piedi. Finiti i due minuti a disposizione il cane mostra di voler continuare il gioco. Il cane sembra gradire l’attività del gioco insieme al proprietario. Gioco Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. allontanamento dal proprietario 5,37 5,42 5 4% 1 76 a terra 5,44 5,46 2 8% 2 a terra 5,5 5,58 8 postura laterale 5,5 5,58 8 9% 2 evitamento del contatto 5,58 6,02 4 3% 1 avvicinamento al proprietario 6,06 6,11 5 75 2 Pacing 6,08 6,11 3 16% 4 avvicinamento al proprietario 6,19 6,22 3 pacing 6,22 6,26 4 postura laterale 6,26 6,29 3 andatura lenta 6,26 6,29 3 2,50% 1 pacing 6,45 6,51 6 pacing 6,51 6,57 6 TEST FINALE: il cane gioca con il proprietario per tutta la durata dell’interazione, non riporta il gioco al proprietario e si allontana se costui si avvicina, ma successivamente è il cane ad avvicinarsi al proprietario per incitarlo al gioco. Finiti i due minuti a disposizione il cane mostra di voler continuare l’interazione. il cane sembra gradire l’attività. Gioco Comportamento Inizio Fine Differenza Segnale (sec) % freq. si siede 4,34 4,4 2 2% 1 tira e molla 4,35 4,5 10 33% 3 avvicinamento al proprietario 4,5 4,5 2 8% 4 allontanamento dal proprietario 4,52 4,6 6 31% 9 Scuote 4,52 4,5 1 4% 4 allontanamento dal proprietario 4,58 5,1 10 spalle al proprietario 5,09 5,1 1 0.8% 1 a terra 5,09 5,1 1 17% 5 allontanamento dal proprietario 5,1 5,1 1 avvicinamento al proprietario 5,11 5,1 1 tira e molla 5,12 5,3 18 allontanamento dal proprietario 5,3 5,3 4 Scuote 5,32 5,3 1 a terra 5,34 5,4 5 allontanamento dal proprietario 5,39 5,4 3 avvicinamento al proprietario 5,42 5,5 3 allontanamento dal proprietario 5,45 5,5 5 a terra 5,5 5,6 7 allontanamento dal proprietario 5,57 6 3 Scuote 5,59 6 1 avvicinamento al proprietario 6 6 4 allontanamento dal proprietario 6,04 6,1 4 77 Scuote 6,06 6,1 2 a terra 6,08 6,2 10 tira e molla 6,14 6,3 12 a terra 6,28 6,3 5 allontanamento dal proprietario 6,33 6,3 1 Nel binomio 4 si sono riscontrate dei miglioramenti significati in 2 interazioni su 4, nel seduto e nelle coccole. Nell’interazione del seduto il cane impiega circa 85 secondi a sedersi, ma riesce a farlo su richiesta del proprietario che ha cambiato la modalità con cui chiedere il comportamento,utilizza un gesto. Rispetto ai comportamenti presentati nel test iniziale, nel test finale il cane non mostra segni di aggressività, presumibilmente perché il proprietario coglie il suo fastidio e lo lascia allontanare. Secondo la trainer A. Capra i passaggi per acquisire buone competenze sociali sono due : 1) imparare a leggere i segnali e le interazioni canine; 2) imparare a dare segnali coerenti. Se notato al momento giusto e con una risposta adeguata, qualsiasi gesto sulla “scala di aggressività” dovrebbe produrre come risultato una riduzione della minaccia da parte del ricevente, ponendo fine a un potenziale conflitto. (Horwitz D., Mills Daniel S.,Heath S.,2004). Nel video iniziale l’interazione delle coccole dura per il 50% del tempo, nel video finale il 16%. Si è anche osservato che nella fase del richiamo, il proprietario richiama il cane con le stesse modalità della prova iniziale, inginocchiandosi, ma il cane torna in un minor tempo e correndo verso il proprietario. BINOMIO 5: Maria Rosaria & Birò Fase 1 RICHIAMO 78 TEST INIZIALE: Il cane non torna al richiamo nei 5 tentativi a disposizione. La proprietaria richiama il cane restando ferma e piegando il busto in avanti, fischia, batte le mani e lo chiama per nome. In un primo momento il cane si avvicina alla proprietaria correndo, ma quando è a circa cinque metri di distanza rallenta visivamente il passo e annusa a terra, continuando ad attuare questo comportamento il cane si avvicina alla proprietaria, ma appena viene toccato sul dorso si allontana nuovamente. La postura chinata in avanti della proprietaria potrebbe essere stata interpretata dal cane come un segnale intimidatorio. È stato osservato che il cane annusa a terra per il 70% del richiamo. Il naso può rimanere giù per un po’, finché dura la situazione problematica (Rugaas T., 2005). Richiamo 20sec Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note annusare a terra 1,34 1,4 6 70% 4 1° richiamo P resta in piedi, ferma chiama il cane per nome esplorare 1,34 1,4 6 30% 1 allontanamento dal proprietario 1,34 1,4 6 90% 3 guarda l’interlocutore 1,4 1,41 1 5% 1 2°richiamo P si china con busto in avanti, lo chiama per nome e batte le mani, fischia avvicinamento al proprietario 1,4 1,57 17 95% 2 gira la testa 1,41 1,42 1 2% 2 gira la testa 1,44 1,45 1 richiamo P resta in piedi china il busto in avanti batte le mani, lo chiama per nome,vieni, fischia, resta chinata nell’avvicinamento del cane1.50 annusare a terra 1,45 1,47 2 annusare a terra 1,48 1,49 1 4° richiamo, la P fa segno con la mano di andarle vicino, resta chinato col busto segnale verbale”vieni qui” allunga il braccio verso il cane annusare a terra 1,5 1,57 7 traiettoria dritta 1,4 1,46 6 30% 1 andatura veloce (corre) 1,4 1,45 5 25% 1 traiettoria curva 1,45 1,51 6 30% 1 andatura lenta 1,45 1,51 6 30% 1 da le spalle 1,51 1,52 1 20% 2 allontanamento dal proprietario 1,51 1,52 1 avvicinamento al proprietario 1,52 1,54 2 la proprietaria si distrae,gira la testa dalla parte opposta del cane e parla con me da le spalle 1,54 1,57 3 allontanamento dal proprietario 1,57 2,08 11 5° richiamo,proprietaria si avvicina con busto chinato in avanti,lo chiama per nome + 79 vieni qui e tocca la coda al cane postura laterale 1,52 1,54 2 10% 1 TEST FINALE: Il cane torna al 3° richiamo, avvicinandosi in 15 secondi e resta in prossimità della proprietaria. il cane si avvicina frontale e correndo. Si può notare che nel test finale il cane annusa a terra per il 14% del tempo rispetto al 70% del test iniziale, mantenendo un contatto visivo con la proprietaria più a lungo (50% nel test finale, 5% nel test iniziale). La proprietaria cambia modalità per chiamare il cane, resta dritta con le spalle, la posizione verticale del torso è sintomo di neutralità per il cane (Pageat P., 1999), si allontana in direzione opposta e premia il cane con un “bravo” mentre si avvicina. La fuga del conduttore produce l’avvicinamento (Pittavino M., 2007). Richiamo 14sec Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note guarda l’interlocutore 1,42 1,4 2 50% 3 1°richiamo la P lo chiama e si allontana camminando in piedi (fermo) 1,42 1,4 2 36% 2 gira la testa 1,43 1,4 1 7% 1 annusa a terra 1,44 1,5 2 14% 1 guarda l’interlocutore 1,46 1,5 5 avvicinamento alla proprietaria 1,44 1,5 4 64% 2 in piedi (fermo) 1,48 1,5 3 2°richiamo la prop lo chiama per nome + vieni, resta ferma e poi si allontana avvicinamento alla proprietaria 1,51 1,6 5 3° richiamo la propr lo chiama resta ferma con le spalle dritte si lecca il naso 1,52 1,5 1 7% 1 abbassa la testa 1,56 1,6 1 7% 1 guarda l’interlocutore 1,57 1,6 1 andatura lenta 1,44 1,5 4 29% 1 andatura veloce (corre) 1,52 1,6 4 29% 1 proprietaria le dice bravo, e aspetta in posizione laterale. traiettoria dritta 1,51 1,6 5 36% 1 Fase 2 SEDUTO 80 TEST INIZIALE: Il cane esegue la richiesta di sedersi al primo tentativo. La proprietaria si piega con il busto in avanti e usa un segno gestuale associato a uno verbale. Seduto 11sec Comportament o Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note avvicinamento alla proprietaria 3,46 3,47 1 9% 1 la proprietaria è frontale al cane, in piedi con il busto piegato in avanti,usa segnale verbale +gestuale, il braccio oltrepassa la testa del cane si lecca il naso 3,48 3,49 1 9% 1 si siede 3,48 3,53 5 45% 1 alza la zampa (dx) 3,49 3,51 2 18% 1 TEST FINALE: Il cane effettua il seduto al 4 tentativo a disposizione. La proprietaria mantiene una postura dritta, usa segnale verbale e gestuale. Seduto 21sec Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. guarda l’interlocutore 1,56 1,6 1 19% 2 abbassa la testa 1,58 1,6 1 5% 1 mostra il fianco 1,58 1,6 1 5% 1 guarda l’interlocutore 1,59 2 3 distoglie lo sguardo 2,02 2 1 5% 1 guarda l’interlocutore 2,03 2 1 si lecca il naso 2,04 2,1 1 14% 3 si siede 2,04 2,1 2 14% 2 avvicinamento alla proprietaria 2,06 2,1 3 14% 1 salta addosso 2,09 2,1 1 5% 1 si lecca il naso 2,08 2,1 1 si lecca il naso 2,11 2,1 1 si siede 2,12 2,2 5 gira la testa 2,16 2,2 1 5% 1 alza la zampa (dx) 2,12 2,2 3 14% 1 postura frontale 2,12 2,2 5 24% 1 Fase 3 COCCOLE 81 TEST INIZIALE: La proprietaria accarezza il cane principalmente sulla testa, sul collo e sotto il muso con grattatine veloci, resta in piedi per il 44 % dell’interazione, si inginocchia per il 40 % del tempo. Il cane si alza 3 volte per spostarsi. Coccole Comportament o Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note si siede 4,01 4,18 17 72% 5 su richiesta postura frontale 4,01 4,18 17 54% 4 P frontale in piedi lo accarezza con busto piegato (4.27) in avanti su testa collo muso grattini veloci alza la zampa (dx) 4,01 4,02 1 0.8% 1 si lecca il naso 4,04 4,05 1 11% 13 si lecca il naso 4,05 4,06 1 abbassa la testa 4,05 4,07 2 11% 6 gira la testa 4,07 4,08 1 17% 11 guarda l’interlocutore 4,08 4,09 1 9% 11 abbassa la testa 4,09 4,12 3 gira la testa 4,12 4,15 3 si lecca il naso 4,13 4,14 1 guarda l’interlocutore 4,16 4,17 1 abbassa la testa 4,17 4,19 2 si lecca il naso 4,17 4,18 1 si lecca il naso 4,18 4,19 1 in piedi 4,18 4,22 4 10% 4 Proprietario spinge sul posteriore e li chiede di mettersi seduto, sempre in piedi con busto piegato guarda l’interlocutore 4,19 4,2 1 abbassa la testa 4,2 4,21 1 guarda l’interlocutore 4,21 4,22 1 si siede 4,22 4,29 7 postura frontale 4,22 4,29 7 gira la testa 4,22 4,24 2 si lecca il naso 4,24 4,25 1 gira la testa 4,25 4,26 1 P si accovaccia sulle ginocchia frontale al cane) guarda l’interlocutore 4,26 4,28 2 in piedi 4,29 4,34 5 P fa pressione su posteriore gli chiede di stare seduto si siede 4,34 5,1 36 su richiesta postura 4,34 5,1 36 carezze energiche sulla testa 82 frontale guarda l’interlocutore 4,38 4,39 1 abbassa la testa 4,39 4,42 3 gira la testa 4,42 4,43 1 guarda l’interlocutore 4,43 4,44 1 gira la testa 4,44 4,46 2 si lecca il naso 4,47 4,48 1 gira la testa 4,48 4,49 1 si lecca il naso 4,49 4,5 1 si lecca il naso 4,5 4,51 1 guarda l’interlocutore 4,51 4,52 1 abbassa la testa 4,52 4,54 2 si lecca il naso 4,53 4,54 1 gira la testa 4,58 4,59 1 guarda l’interlocutore 5 5,01 1 si lecca il naso 5,02 5,03 1 in piedi 5,1 5,12 2 seduto 5,12 5,17 5 P si alza con busto piegato fino a 5.34 e gli chiede di star seduto resta in piedi e lo accarezza sul collo postura frontale 5,12 5,17 5 si lecca il naso 5,11 5,12 1 in piedi 5,17 5,18 1 si siede 5,18 5,39 21 evitamento del contatto 5,18 5,19 1 2 gira la testa 5,21 5,27 6 P si china restando in piedi con il busto in avanti frontale sul cane e gli accarezza la schiena guarda l’interlocutore 5,27 5,29 2 gira la testa 5,29 5,3 1 evitamento del contatto 5,3 5,31 1 gira la testa 5,31 5,35 4 si lecca il naso 5,31 5,32 1 guarda l’interlocutore 5,35 5,36 1 TEST FINALE: La proprietaria accarezza il cane più delicatamente rispetto a prima,con carezze su spalle, collo e schiena. La proprietaria si accovaccia sulle ginocchia frontale dall’inizio dell’interazione e resta in questa posizione per l’80% dell’interazione. ll cane 83 resta seduto di fianco alla proprietaria per lo stesso quantitativo di tempo (80%), mentre nel test iniziale il cane si sposta tre volte dalla proprietaria, mantiene la posizione seduta per il 70% del tempo e resta in piedi per il 10% dell’interazione. Uno studio condotto nel 2002 ha dimostrato che un interazione positiva tra cane e uomo effettuata con carezze gentili, leggere e grattini sul corpo e sulle orecchie, porta ad un abbassamento della pressione sanguigna e un incremento del rilascio nel sangue di beta-endorfine, ossitocina, prolattina, feniletilamina e dopamina, sia nel cane che nell’uomo. (J.S.J. Odendaal, R.A. Meintjes, 2003) Coccole Comportament o Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note seduto 2,17 3,5 95 80% 1 P si accovaccia sulle ginocchia frontale al cane lo accarezza delicatamente sul collo postura frontale 2,17 3,5 95 80% 1 gira la testa 2,2 2,2 1 23% 10 guarda l’interlocutore 2,21 2,2 1 6% 6 gira la testa 2,23 2,2 1 si lecca il naso 2,23 2,2 1 7,5% 6 gira la testa 2,36 2,4 1 lo accarezza delicatamente intorno al collo e sulle spalle guarda l’interlocutore 2,4 2,4 1 gira la testa 2,44 2,5 1 si lecca il naso 2,47 2,5 2 gira la testa 2,51 2,5 2 guarda l’interlocutore 2,54 2,6 2 gira la testa 3,02 3 1 lo accarezza sui fianchi e spalle gira la testa 3,04 3,1 1 si lecca il naso 3,04 3,1 1 guarda l’interlocutore 3,06 3,1 3 abbassa la testa 3,09 3,1 2 si lecca il naso 3,11 3,1 1 guarda l’interlocutore 3,12 3,1 1 gira la testa 3,13 3,2 4 si lecca il naso 3,13 3,2 2 guarda l’interlocutore 3,18 3,2 1 abbassa la testa 3,19 3,2 2 3% 2 84 gira la testa 3,21 3,2 2 gira la testa 3,25 3,4 16 si lecca il naso 3,35 3,4 1 lo accarezza sulla schiena e sul fianco si lecca il naso 3,4 3,4 1 sente cane abbaiare Fase 4 GIOCO TEST INIZIALE: Il cane interagisce con la proprietaria per il 50 % del tempo, viene poi distratto dai cani fuori dal campo, la proprietaria non riesce più ad attirare la sua attenzione. Gioco Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note guarda l’interlocutore 5,41 5,43 2 5% 4 annusa a terra 5,43 5,44 1 0,80% 1 guarda l’interlocutore 5,45 5,46 1 pacing (intorno alla P) 5,48 5,52 4 3% 1 proprietaria tiene la palla in mano avvicinamento alla proprietaria 5,52 5,55 3 10% 4 in piedi (fermo) a circa 3 metri 5,55 6,03 8 12,50% 3 guarda l’interlocutore 5,56 5,58 2 avvicinamento alla proprietaria 6,03 6,05 2 annusa(la palla) 6,08 6,09 1 0,80% 1 guarda altrove 6,09 6,13 4 3% 1 avvicinamento alla proprietaria 6,15 6,2 5 si ferma a qualche metro da lei, lascia la palla e la guarda traiettoria curva 6,15 6,2 5 4% 1 proprietaria si abbassa sulle ginocchia e lo chiama in piedi (fermo) a circa 3 metri 6,2 6,23 3 postura laterale 6,2 6,23 3 6% 2 proprietaria le si avvicina frontale per prendere palla allontanamento dalla proprietaria 6,23 6,28 5 23% 2 in piedi (fermo) 6,28 6,32 4 postura laterale 6,28 6,32 4 abbassa la testa 6,27 6,28 1 0,80% 1 gira la testa 6,28 6,3 2 2% 1 guarda l’interlocutore 6,3 6,31 1 avvicinamento alla proprietaria 6,33 6,35 2 allontanamento dalla proprietaria 6,38 7 22 distrazione esterna vede un altro cane 85 TEST FINALE: Il cane interagisce con la proprietaria per circa il 50 % dell’attività, viene distratto da cani fuori dal campo, ma la proprietaria dopo 30 secondi riesce ad attirare l’attenzione del cane. Gioco Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. avvicinamento alla proprietaria 4,06 4,1 2 16% 6 allontanamento dalla proprietaria 4,13 4,2 4 7% 3 posizione di gioco 4,17 4,2 3 2,50% 1 annusa a terra 4,23 4,3 8 145 5 avvicinamento alla proprietaria 4,3 4,3 3 si lecca il naso 4,41 4,4 1 2.5% 3 annusa a terra 4,42 4,4 1 guarda l’interlocutore 4,43 4,4 1 7,50% 5 guarda l’interlocutore 4,45 4,5 3 gira la testa 4,48 4,5 1 6% 4 da le spalle 4,49 4,5 2 2% 1 allontanamento dalla proprietaria 4,49 4,5 2 annusa a terra 4,49 4,5 2 andatura lenta 4,49 4,5 2 1 avvicinamento alla proprietaria 4,53 4,6 5 si lecca il naso 4,59 5 1 allontanamento dalla proprietaria 5,01 5 2 annusa a terra 5,01 5 2 avvicinamento alla proprietaria 5,03 5,1 4 annusa a terra 5,03 5,1 4 guarda l’interlocutore 5,09 5,1 1 gira la testa 5,1 5,1 1 guarda l’interlocutore 5,11 5,1 3 avvicinamento alla proprietaria 5,12 5,1 1 gira la testa 5,16 5,2 1 in piedi fermo 5,18 5,4 21 1 distrazione esterna 5,18 5,4 21 1 guarda l’interlocutore 5,22 5,2 1 gira la testa 5,34 5,4 5 si lecca il naso 5,34 5,4 1 avvicinamento alla proprietaria 5,39 5,4 4 Nel binomio 5 si sono potuti rilevare dei miglioramenti significativi in due interazioni su quattro. sia nell’interazione del richiamo, sia in quella delle coccole, i miglioramenti 86 sembrano essere dovuti ad un cambiamento nelle modalità di interazione della proprietaria. BINOMIO 6: Barbara & Maya Fase 1 RICHIAMO TEST INIZIALE: La proprietaria chiama il cane per nome abbassandosi sulle ginocchia. il cane torna al 3° richiamo in un tempo di 15 secondi, si avvicina alla proprietaria camminando. Richiamo 29sec Comportamento Inizio emissione Fine emissione Differenza segnale (sec) % freq . note annusa a terra 0,16 0,23 7 24 % 1 la proprietari a chiama il cane e si abbassa sulle ginocchia da le spalle 0,16 0,23 7 24 % 1 guarda l’interlocutore 0,23 0,25 2 10 % 2 gira la testa 0,25 0,26 1 7% 2 guarda l’interlocutore 0,26 0,27 1 gira la testa 0,27 0,28 1 abbassa la testa 0,3 0,33 3 7% 1 postura frontale 0,23 0,33 10 34 % 1 traiettoria curva 0,23 0,33 10 34 % 1 postura laterale 0,33 0,36 3 7% 1 allontanamento dal proprietario 0,38 0,45 7 24 % 1 TEST FINALE: La proprietaria chiama il cane per nome abbassandosi sulle ginocchia. Il cane torna al 1° richiamo, in circa 4 secondi, si avvicina alla proprietaria correndo. Richiamo 7sec. Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note guarda l’interlocutore 2,3 2,3 1 14% 1 proprietaria si accovaccia sulle ginocchia e la chiama avvicinamento al proprietario 2,3 2,32 3 43% 1 andatura veloce (corre) 2,3 2,32 3 43% 1 traiettoria dritta 2,3 2,32 3 43% 1 gira la testa 2,3 2,31 1 14% 1 87 postura laterale 2,3 2,36 4 57% 1 si lecca il naso 2,4 2,36 1 14% 1 Fase 2 SEDUTO TEST INIZIALE: Il cane esegue il seduto al 2° tentativo dopo circa 25 secondi dall’inizio dell’interazione. La proprietaria utilizza un segnale verbale e uno gestuale per compiere la richiesta. Seduto 35sec. Comportamento Inizio Fine Differenza Segnale (sec) % freq. note guarda l’interlocutore 0,55 0,57 2 17% 5 in piedi ferma 0,55 0,57 2 6% 1 postura frontale 0,55 0,57 2 29% 2 abbassa la testa 0,57 0,58 1 6% 2 proprietaria si avvicina a terra 0,58 1,08 10 29% 1 guarda l’interlocutore 0,59 1 1 gira la testa 1 1,01 1 14% 2 guarda l’interlocutore 1,01 1,03 2 gira la testa 1,03 1,07 4 guarda l’interlocutore 1,07 1,08 1 abbassa la testa 1,07 1,08 1 a pancia in su 1,08 1,14 6 17% 1 si struscia sulla schiena 1,08 1,14 6 17% 1 proprietaria si allontana e batte le mani avvicinamento al proprietario 1,15 1,16 1 3% 1 si scrolla 1,16 1,18 2 6% 1 da le spalle 1,18 1,19 1 3% 1 proprietaria si avvicina pacing 1,19 1,21 2 6% 1 guarda l’interlocutore 1,21 1,22 1 si siede 1,22 1,3 8 23% 1 su richiesta si lecca il naso 1,22 1,23 1 3% 1 postura frontale 1,22 1,3 8 TEST FINALE: La proprietaria usa un segnale gestuale e uno verbale per chiedere il seduto. Il cane esegue il seduto al 1° tentativo in circa 2 secondi. Seduto 6sec. Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. guarda l’interlocutore 2,4 2,37 1 17% 1 postura laterale 2,4 2,37 1 17% 1 88 si lecca il naso 2,4 2,39 1 17% 1 si siede 2,4 2,43 5 83% 1 gira la testa 2,4 2,42 3 5% 1 Fase 3 COCCOLE TEST INIZIALE: La proprietaria accarezza il cane , sia accovacciata sulle ginocchia sia in piedi, compie carezze energiche, grattini, sul dorso, sotto la pancia, sulle cosce e nella regione della testa. Il cane dopo il 56 % dell’interazione si sposta dalla proprietaria, dopo l’89 % si allontana. Coccole Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note guarda l’interlocutore 0,02 0,03 1 2% 2 accovacciata sulle ginocchia,frontale al cane, fa carezze energiche gira la testa 0,03 0,04 1 5% 5 abbassa la testa 0,04 0,07 3 25% 3 avvicinamento al proprietario 0,04 0,07 3 2.5% 1 si lecca il naso 0,07 0,08 1 5% 6 posizione di gioco 0,07 0,11 4 3% 1 postura frontale 0,07 0,11 4 3% 1 gira la testa 0,09 0,11 2 mostra il fianco 0,11 0,12 1 0.8% 1 postura laterale di contatto 0,12 0,48 36 30% 1 guarda l’interlocutore 0,16 0,17 1 abbassa la testa 0,29 0,36 7 si alza in piedi e piega il busto in avanti per accarezzare il cane si lecca il naso 0,29 0,3 1 si lecca il naso 0,42 0,43 1 da le spalle 0,48 1,05 17 14% 1 si accovaccia sulle ginocchia dopo che il cane le ha dato le spalle Pacing 1,06 1,1 4 3% 1 postura laterale 1,1 1,46 36 30% 1 gira la testa 1,12 1,13 1 si lecca il naso 1,12 1,13 1 evitamento del contatto 1,19 1,2 1 2 gira la testa 1,22 1,23 1 si alza in piedi e piega il busto in avanti per accarezzare il cane contatto viso-muso evitamento del contatto 1,26 1,27 1 abbassa la testa 1,26 1,46 20 si lecca il naso 1,28 1,29 1 gira la testa 1,28 1,29 1 si lecca il naso 1,46 1,47 1 si accovaccia sulle ginocchia dopo che il cane le ha dato le 89 spalle allontanamento dal proprietario 1,46 1,51 5 1 TEST FINALE: La proprietaria si accovaccia sulle ginocchia e accarezza il cane sulla testa, sul dorso e sulla spalla compiendo dei leggeri grattini. Il cane dopo il 16 % dell’interazione si allontana. Coccole Comportamento Inizio Fine Differenz a segnale (sec) % freq. note in piedi 3,1 3,17 3 2,50% 1 proprietaria accovacciata sulle ginocchia postura frontale 3,1 3,17 3 2,50% 1 abbassa la testa 3,1 3,17 3 2,50% 1 postura laterale 3,2 3,3 12 10% 1 si lecca il naso 3,2 3,18 1 0,80% 1 annusa a terra 3,2 3,24 1 2,50% 2 guarda l’interlocutore 3,3 3,26 1 0,80% 1 evitamento del contatto 3,3 3,27 1 0,80% 1 gira la testa 3,3 3,3 3 2.5% 1 annusa a terra 3,3 3,32 2 allontanamento dal proprietario 3,3 3,38 8 7% 1 Fase 4 GIOCO TEST INIZIALE: il cane interagisce con la proprietaria per tutta la durata dell’interazione, negli ultimi 5 secondi il cane si disinteressa al gioco. Gioco Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. salta addosso al proprietario 1,32 1,33 1 3% 4 avvicinamento al proprietario 1,5 1,53 3 6% 2 posizione di gioco 1,53 1,54 1 5% 3 postura frontale 1,53 1,54 1 9% 4 tira e molla 1,54 2,31 37 33% 2 salta addosso al proprietario 2,02 2,03 1 allontanamento dal proprietario 2,31 2,35 4 15% 2 posizione di gioco 2,35 2,37 2 postura frontale 2,35 2,37 2 pacing (intorno al p) 2,37 2,42 5 9% 2 posizione di gioco 2,42 2,45 3 90 postura frontale 2,42 2,45 3 pacing (intorno al p) 2,45 2,51 6 a terra 2,51 2,56 5 5% 2 postura frontale 2,51 2,56 5 salta addosso al proprietario 2,58 2,59 1 si lecca il naso 3,01 3,02 1 0.8% 1 avvicinamento al proprietario 3,05 3,09 4 mostra il fianco 3,08 3,09 1 0.8% 1 a terra 3,1 3,11 1 tira e molla 3,11 3,14 3 salta addosso al proprietario 3,14 3,15 1 allontanamento dal proprietario 3,2 3,34 14 annusa a terra 3,22 3,34 12 10% 1 TEST FINALE: il cane interagisce per tutta la durata dell’interazione con la proprietaria e alla fine del test mostra ancora interesse nel gioco Gioco Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. avvicinamento alla proprietaria 3,6 4 4 6% 4 salta addosso alla proprietaria 3,6 4 1 2% 2 posizione di gioco 4,1 4,14 2 23% 4 posizione di gioco 4,2 4,19 4 a terra 4,2 4,23 3 18% 4 tira e molla 4,2 4,31 8 1 posizione di gioco 4,3 4,45 11 a terra 4,5 4,48 2 a pancia in su 4,5 4,55 7 7% 2 avvicinamento alla proprietaria 5 5,03 1 allontanamento dal proprietario 5 5,05 2 3% 2 a terra 5,1 5,11 6 avvicinamento alla proprietaria 5,1 5,12 1 posizione di gioco 5,1 5,18 6 a terra 5,2 5,28 10 a pancia in su 5,3 5,29 1 allontanamento dal proprietario 5,3 5,35 2 si scrolla 5,4 5,37 2 2% 1 avvicinamento alla proprietaria 5,4 5,45 1 salta addosso alla proprietaria 5,5 5,49 1 postura frontale 5,1 5,28 16 13% 1 91 Nel binomio 6 non ci sono stati cambiamenti significativi. Si è potuto rilevare che nelle interazioni del richiamo e del seduto, nel secondo test il cane effettua le richieste al primo tentativo e in un tempo minore, nell’interazione del gioco questo non viene interrotto prima della fine del tempo a disposizione. BINOMIO 7: Paolo & Sesamo Fase 1 RICHIAMO TEST INIZIALE: Il proprietario chiama il cane fischiando e per nome; resta fermo e si abbassa sulle ginocchia. Il cane torna al primo richiamo, camminando. Richiamo 11SEC Comportamento Inizio Fine diff. segnale (sec) % freq. note avvicinamento al proprietario 1,5 1,55 5 45% 1 proprietario si accovaccia sulle ginocchia e lo chiama traiettoria dritta 1,5 1,55 5 45% 1 abbassa la testa 1,53 1,55 2 18% 1 scodinzola 1,5 1,55 5 45% 1 guarda l’interlocutore 1,5 1,53 3 27% 1 postura frontale 1,5 1,55 5 45% 1 gira la testa 1,56 1,57 1 9% 1 proprietario lo accarezza si lecca il naso 1,56 1,57 1 9% 1 mostra il fianco 1,58 2,01 3 27% 1 TEST FINALE: Il proprietario richiama il cane con un fischio e chiamandolo per nome, resta fermo e si abbassa sulle ginocchia. Il cane torna al primo richiamo, si avvicina al proprietario correndo mostrando un maggiore entusiasmo. Richiamo 4sec Comportamento Inizio Fine differenze segnale (sec) % freq. note avvicinamento al proprietario 1,19 1,23 4 100% 1 proprietario lo chiama restando fermo e abbassandosi sulle ginocchia traiettoria dritta 1,19 1,23 4 100% 1 postura frontale 1,19 1,23 4 100% 1 Fase 2 SEDUTO 92 TEST INIZIALE: Il cane non effettua il seduto nei cinque tentativi a disposizione, si allontana dal proprietario annusando a terra. Il proprietario chiede il seduto al cane usando solo un segnale verbale. Seduto 44sec. Comportamento Inizio Fine diff. segnale (sec) % freq. note gira la testa 2,01 2,02 1 2% 1 proprietario si china con il busto in avanti, appoggia le mani sulle ginocchia,postura frontale da le spalle 2,03 2,14 11 68% 2 scodinzola 2,01 2,1 9 52% 2 allontanamento dal proprietario 2,04 2,14 10 82% 2 annusa a terra 2,04 2,14 10 70% 3 andatura lenta 2,14 2,17 3 7% 1 postura laterale 2,14 2,17 3 16% 2 guarda l’interlocutore 2,17 2,18 1 2% 1 si accovaccia sulle ginocchia, poi si alza resta con il busto piegato. postura laterale 2,18 2,22 4 allontanamento dal proprietario 2,18 2,44 26 annusa a terra 2,2 2,22 2 annusa a terra 2,24 2,43 19 da le spalle 2,24 2,43 19 scodinzola 2,14 2,28 14 TEST FINALE: Il cane non effettua il seduto nei cinque tentativi a disposizione, si allontana dal proprietario annusando a terra. Il proprietario chiede il seduto al cane sia con un segnale verbale sia con uno gestuale. Seduto 22sec Comportamento Inizio Fine Differenza segnale (sec) % freq. note guarda l’interlocutore 1,3 1,31 1 18% 4 proprietario è frontale al cane,piega il busto in avanti usa segnale gestuale gira la testa 1,31 1,32 1 32% 3 mostra il fianco 1,32 1,33 1 5% 1 allontanamento dal proprietario 1,33 1,43 10 45% 1 da le spalle 1,33 1,43 10 45% 1 93 annusa a terra 1,33 1,43 10 guarda l’interlocutore 1,43 1,44 1 5% 1 avvicinamento al proprietario 1,43 1,44 1 5% 1 abbassa la testa 1,43 1,44 1 5% 1 guarda l’interlocutore 1,44 1,45 1 gira la testa 1,45 1,47 2 guarda l’interlocutore 1,47 1,48 1 gira la testa 1,48 1,52 4 proprietario è frontale al cane, usa segno gestuale, dritto con le spalle Fase 3 COCCOLE TEST INIZIALE: Il proprietario si siede a terra e compie carezze energiche e veloci. il cane si sposta dal lui dopo circa 40 secondi dall’inizio dell’interazione e la interrompe per circa 10 secondi, il proprietario si alza e lo accarezza stando in piedi per il resto dell’interazione. Coccole Comportamento Inizio Fine diff. segnale (sec) % freq. note postura frontale 3,2 4 40 34% 1 P si siede a terra frontale al cane con viso molto vicino al muso del cane fa grattatine sotto il collo gira la testa 3,22 3,27 5 41% 7 gira la testa 3,27 3,36 9 gira la testa 3,36 3,47 11 da un bacio nella parte posteriore della testa lecca il proprietario 3,46 3,52 6 5% 1 si lecca il naso 3,52 3,53 1 3% 3 si lecca il naso 3,53 3,55 2 si lecca il naso 3,55 3,56 1 gira la testa 3,56 4 4 in piedi 3,2 4 40 47% 2 allontanamento dal proprietario 4 4,1 1 0,80% 1 annusa a terra 4,02 4,1 8 6% 1 abbassa la testa 4 4,02 2 2,50% 2 postura laterale 4,02 4,08 6 5% 1 andatura lenta 4,02 4,1 8 6% 1 da le spalle 4,08 4,2 12 10% 1 guarda l’interlocutorie 4,1 4,11 1 0,80% 1 P lo tocca sul fianco e lo guarda, accovacciato sulle ginocchia gira la testa 4,12 4,2 8 postura laterale di contatto 4,22 4,38 16 13% 1 il P si alza in piedi e chinandosi col busto in avanti abbraccia bacia sul collo il cane 94 gira la testa 4,22 4,23 1 gira la testa 4,25 4,36 11 abbassa la testa 4,36 4,37 1 il P smette l’interazione e si allontana in piedi 4,22 4,38 16 TEST FINALE: il proprietario si siede a terra e accarezza il cane in maniera più rilassante, compie dei movimenti lenti e delicati. Il cane resta fermo in piedi, accanto al proprietario per tutta la durata dell’interazione, mentre nel test iniziale resta in piedi accanto al proprietario per il 47% del tempo. Il cane nel test finale emette meno il comportamento di girare la testa 11%, rispetto al primo video in cui la testa viene girata per il 41% del tempo, quindi si mostra meno stressato dal tipo di interazione. Coccole Comportamento Inizio Fine diff. segnale (sec) % freq. NOTE in piedi (fermo) 1,57 3,57 120 100% 1 si siede a terra di fronte al cane, mantiene la schiena dritta postura laterale 1,57 3,57 120 100% 1 guarda l’interlocutore 1,58 2,03 5 4% 1 lecca il proprietario 2,02 2,04 2 2% 1 si lecca il naso 2,04 2,05 1 4% 4 abbassa la testa 2,05 2,06 1 5% 3 gira la testa 2,08 2,13 5 11% 3 carezze su dorso mostra il fianco 2,13 2,16 3 2,50% 1 socchiude gli occhi 2,19 2,22 3 2,50% 1 richiesta di contatto 2,19 2,22 3 si lecca il naso 2,4 2,42 2 P mette la faccia davanti al suo muso si lecca il naso 3,34 3,35 1 gira la testa 3,51 3,55 4 abbassa la testa 3,55 3,56 1 evitamento del contatto 3,56 3,58 2 2% 1 si lecca il naso 3,56 3,57 1 p gli tocca il muso perche salivava abbassa la testa 3,57 4,01 4 gira la testa 4,01 4,02 1 sbadiglia 4,08 4,09 1 0,80% 1 proprietario si alza dopo la fine dell’interazione 95 Fase 4 GIOCO TEST INIZIALE: il cane gioca con il proprietario per il 75 % dell’interazione, dopodiché interrompe il gioco per annusare a terra. Il possesso del gioco viene tenuto da proprietario per il 79 % del tempo. Il tira e molla avviene per il 4 % del tempo. Il cane tiene il possesso del gioco per il 6 %. Il proprietario effettua due lanci, porge la corda al cane per 6 volte, ma gli permette di prenderla solo 3 volte. Il cane lascia la corda 6 volte quando è nelle mani del proprietario, 1 volta viene lasciata a terra dopo un lancio. Il cane presenta il comportamento di buttarsi a pancia all’aria per 4 volte quando il proprietario lo incita a prendere la corda ma non gliela lascia afferrare. Gioco Comportamento Inizio Fine diff. segnale (sec) % Freq. avvicinamento al proprietario 4,43 4,51 8 18% 4 a terra 4,51 4,52 1 2,50% 2 a pancia in su 1,52 1,53 1 22% 4 strofinarsi sulla schiena 1,52 1,53 1 22% 4 allontanamento dal proprietario 4,55 4,58 3 2,50% 1 da le spalle 4,58 4,59 1 0,80% 1 avvicinamento al proprietario 4,59 5,03 4 posizione di gioco 5,03 5,05 2 2.5% 2 strofinarsi sulla schiena 5,05 5,1 5 a pancia in su 5,05 5,1 5 postura laterale 5,05 5,1 5 21% 3 a pancia in su 5,13 5,26 13 strofinarsi sulla schiena 5,13 5,26 13 postura laterale 5,13 5,26 13 avvicinamento al proprietario 3,26 3,32 6 tira e molla 5,32 5,38 6 5% 1 guarda l’interlocutore 5,38 5,4 2 2% 1 gira la testa 5,4 5,41 1 2% 2 gira la testa 5,42 5,43 1 posizione di gioco 5,45 5,45 1 a pancia in su 5,46 5,53 7 strofinarsi sulla schiena 5,46 5,53 7 postura laterale 5,46 5,53 7 a terra 5,53 5,55 2 avvicinamento al proprietario 5,58 6,01 3 annusa a terra 5,58 6,01 3 1 ignorare, fare altro 6,02 6,26 24 1 96 TEST FINALE: Il cane gioca con il proprietario per tutta la durata dell’interazione. Il possesso del gioco viene tenuto dal proprietario per il 25 % del tempo totale. Il cane mantiene il possesso per il 50% del tempo, e il 2,5 % giocano al tira e molla. Il proprietario effettua 4 lanci; per 3 volte incita il cane a prendere la corda, ma non gli permette di prenderla; 3 volte porge la corda al cane di cui due volte li lascia il possesso del gioco quando conteso. Il cane lascia prendere la corda al proprietario cinque volte: 1 volta dalla bocca, 3 volte la lascia da terra (dopo i lanci), 1 volta nel tira e molla. Non interrompe l’interazione di gioco trascorsi i 2 minuti a disposizione. Gioco Comportamento Inizio Fine diff. segnale (sec) % freq. avvicinamento al proprietario 4,14 4,16 2 22% 6 annusa a terra 4,2 4,22 2 13% 3 gira la testa 4,22 4,23 1 8% 1 guarda l’interlocutore 4,23 4,24 1 0,80% 1 postura laterale 4,2 4,24 4 3% 1 posizione di gioco 4,25 4,26 1 6% 3 allontanamento dal proprietario 4,26 4,29 3 18% 5 posizione di gioco 4,29 4,33 4 postura frontale 4,29 4,33 4 3% 1 avvicinamento al proprietario 4,33 4,4 7 allontanamento dal proprietario 4,41 4,44 3 allontanamento dal proprietario 4,55 5 5 annusa a terra 5,02 5,12 10 avvicinamento al proprietario 5,16 5,21 5 tira e molla 5,21 5,23 2 2% 1 allontanamento dal proprietario 5,24 5,29 5 avvicinamento al proprietario 5,29 5,31 2 allontanamento dal proprietario 5,31 5,33 2 posizione di gioco 5,33 5,36 3 avvicinamento al proprietario 5,44 5,47 3 allontanamento dal proprietario 5,47 5,5 3 annusa a terra 5,53 5,57 4 avvicinamento al proprietario 5,58 6,05 7 Nel binomio 7 si sono potuti riscontrare miglioramenti in due interazioni su quattro. Nell’interazione delle coccole, sembrano essere maggiormente gradite dalla prossimità che tiene con il proprietario, anche solo stare vicini vuol dire chiedere e offrire contatto 97 sociale (Capra A., 2007). Nell’interazione del gioco il cane sembra divertirsi maggiormente, non interrompe il gioco. 98 3.2 ANALISI STATISTICA DEL COMPORTAMENTI: Tutti i comportamenti osservati sono stati sottoposti ad un’analisi statistica attraverso l’utilizzo del programma “test dei segni dei ranghi di Wilcoxon”. A tale scopo i comportamenti sono stati raggruppati nei seguenti sottogruppi, , diversi a seconda del sub test a cui si faceva riferimento. L’elaborazione non ha prodotto delle rilevanze statistiche dei dati osservati. I valori all’interno delle tabelle indicano per quanto tempo, in secondi, un dato comportamento è stato espresso dal cane. Subtest richiamo: ricerca della persona: cambio delle posture: indici stress : indici eccitazione : avvicinamento abbassa la testa gira la testa andatura veloce guarda la persona postura frontale traiettoria curva bere allontanamento persona traiettoria dritta annusa a terra esplorazione evitamento del contatto postura laterale da le spalle allontanamento contatto in piedi leccare il naso pacing andatura lenta mostrare il fianco ricerca persona prima dopo sesamo 8 4 maya 3 1 luna 9 4 toby 29 4 birò 21 16 pongo 3 20 iena 8 5 mediana 8 4 Ricerca persona: (8vs4; w=14, p >0,046) 99 È interessante notare che osservando la tabella, l’86% dei cani dimezzano il tempo in cui cercano la persona. Questo potrebbe significare un miglioramento dell’intesa nel binomio. La mancanza di sicurezza, che può essere dovuta ad un comportamento incoerente o all’incapacità di comunicare del proprietario, può generare nel cane emozioni di vigilanza per tempi prolungati. Il tentativo di sentirsi al sicuro provoca nel cane aggressività, fughe o prossimità (ricerca del contatto fisico con una figura di riferimento). (Vaira A., 2011) allontanamento persona prima dopo sesamo 0 0 maya 7 0 luna 1 0 toby 1 4 birò 18 0 pongo 4 14 iena 0 0 mediana 1 0 Allontanamento dalla persona (1vs0; w=3, P>0.062) Cambio delle posture: i dati non sono stati sufficienti per l’elaborazione statistica. indici stress : prima dopo sesamo 5 0 maya 26 1 luna 0 9 toby 23 1 birò 34 13 pongo 35 44 iena 2 2 mediana 23 2 Indici di stress (23vs2; w=11, P>0.062) Indici di eccitazione: i dati non sono stati sufficienti per l’elaborazione statistica. Osservando i valori degli indici di stress, si può notare che Birò, diminuisce di 21 secondi i comportamenti di stress. Il cane preso in esame nel test iniziale non torna al richiamo, Cambio delle posture prima dopo sesamo 12 8 maya 16 7 luna 10 11 toby 7 3 birò 8 1 pongo 11 79 iena 4 2 mediana 10 7 indici di eccitazione : prima dopo sesamo 0 5 maya 0 3 luna 0 0 toby 0 3 birò 11 4 pongo 0 0 iena 0 0 mediana 0 3 100 mentre nel test finale si. Questo può essere considerato un segno di miglioramento .Tra le cause di stress nel cane rientrano anche i disturbi di comunicazione. Tutte le difese biologiche attivate per fronteggiare l’agente stressogeno alterano in qualche modo la funzione biologica dell’individuo e ciò può provocare lo storno di una certa parte di energie dal normale metabolismo dell’individuo al tentativo di fronteggiare lo stress.(Gazzano A., 2007) Subtest seduto: ricerca persona : cambio delle posture: indici stress : indici eccitazione : avvicinamento abbassa la testa gira la testa andatura veloce guarda la persona postura frontale traiettoria curva bere si strofina addosso al proprietario traiettoria dritta annusa a terra esplorazione allontanamento persona postura laterale da le spalle salta addosso allontanamento contatto terra in piedi leccare il naso pacing andatura lenta mostrare il fianco si scrolla . Allontanamento dalla persona: i dati non sono stati sufficienti per l’elaborazione statistica Ricerca della persona: i dati non sono stati sufficienti per l’elaborazione statistica. ricerca persona prima dopo Sesamo 1 5 Maya 8 1 Luna 11 16 Toby 0 10 Birò 1 8 Pongo 7 5 Iena 6 1 Mediana 6 5 allontanamento dalla persona prima dopo sesamo 36 10 maya 0 0 luna 0 0 toby 7 23 birò 0 0 pongo 10 31 iena 2 0 mediana 2 0 101 Cambio delle posture: i dati non sono stati sufficienti per l’elaborazione statistica. Indici di stress: i dati non sono stati sufficienti per l’elaborazione statistica. indici eccitazione : prima dopo sesamo 0 0 maya 0 0 luna 0 0 toby 0 0 birò 0 1 pongo 2 0 iena 1 0 mediana 0 0 Indici di eccitazione: i dati non sono stati sufficienti per l’elaborazione statistica. Sub test coccole: ricerca persona : cambio delle posture: indici stress : indici eccitazione : avvicinamento abbassa la testa gira la testa morde il proprietario guarda la persona postura frontale traiettoria curva si strofina addosso al prop traiettoria dritta annusa a terra contatto postura laterale da le spalle lecca il proprietario terra in piedi richiesta contatto seduto leccare il naso tocca il proprietario offre posteriore pacing allontanamento persona posizione gioco andatura lenta Cambio delle posture prima dopo sesamo 7 2 maya 28 1 luna 4 17 toby 2 26 birò 0 6 pongo 14 36 iena 13 5 mediana 7 6 indici stress : prima dopo sesamo 65 27 maya 13 4 luna 0 2 toby 9 11 birò 3 7 pongo 23 28 iena 6 2 mediana 9 7 102 evita contatto sdraiata sul fianco mostrare il fianco allontanamento contatto si scrolla mangia erba sbadiglia alza la zampa ricerca persona prima dopo sesamo 23 146 maya 41 1 luna 0 0 toby 0 0 birò 13 9 pongo 1 9 iena 33 152 mediana 13 9 Ricerca della persona (13vs9; w=-7, P>0.062) Allontanamento dalla persona (2vs2; w=9, P>0.046) indici stress : prima dopo sesamo 140 158 maya 63 13 luna 2 29 toby 103 0 birò 59 43 pongo 9 54 iena 80 43 mediana 63 43 Indici di stress (63vs43; w=8, P>0.046) Cambio delle posture (46vs50; w=12, P>0.046) allontanamento persona prima dopo sesamo 1 2 maya 7 9 luna 17 8 toby 10 6 birò 1 0 pongo 0 2 iena 2 0 mediana 2 2 Cambio delle posture prima dopo sesamo 46 3 maya 41 15 luna 32 21 toby 8 50 birò 152 190 pongo 52 122 iena 82 130 mediana 46 50 103 Subtest gioco: ricerca persona : cambio delle posture: indici stress : indici eccitazione : avvicinamento abbassa la testa gira la testa andatura veloce guarda la persona postura frontale traiettoria curva bere allontanamento persona traiettoria dritta annusa a terra esplorazione evita contatto postura laterale da le spalle salta addosso allontanamento contatto terra in piedi scuote pancia in su leccare il naso pacing andatura lenta mostrare il fianco si scrolla ricerca persona prima dopo sesamo 23 27 maya 7 7 luna 45 59 toby 8 9 birò 18 28 pongo 17 7 iena 19 13 mediana 18 13 Ricerca della persona (18vs13; w=-6, P>0.062) allontanamento persona prima dopo sesamo 27 21 maya 18 4 luna 32 3 toby 9 37 birò 27 8 pongo 13 30 iena 7 12 mediana 18 12 Allontanamento dalla persona (18vs12; w=6, P>0.046) Cambio delle posture (24vs30; w=3, P>0.046) Cambio delle posture prima dopo sesamo 52 12 maya 24 61 luna 109 17 toby 21 30 birò 7 3 pongo 33 35 iena 24 95 mediana 24 30 104 indici stress : prima dopo sesamo 6 17 maya 24 2 luna 22 15 toby 22 1 birò 20 50 pongo 16 14 iena 0 2 mediana 20 14 Indici di stress (20vs14; w=3, P>0.046) Indici di eccitazione: i dati non sono stati sufficienti per l’elaborazione statistica. indici eccitazione : prima dopo sesamo 0 0 maya 4 2 luna 0 0 toby 0 5 birò 0 0 pongo 10 0 iena 20 7 mediana 0 0 105 3.3 OSSERVAZIONI GENERALI: In tutte le interazione si possono osservare dei cambiamenti positivi. Risulta interessante notare che Toby, Maya e Sesamo tornano sempre al richiamo, i rispettivi proprietari richiamano i cani abbassandosi sulle ginocchia. Si è potuto osservare che nel test finale tutti e tre i cani tornano dai proprietari al primo richiamo, in un tempo inferiore rispetto al primo video e correndo, questo fenomeno potrebbe essere collegato ad un aumento della motivazione ad andare dai proprietari. Nel binomio 5 (Birò), la proprietaria cambia le modalità per richiamare il cane ottenendo nel test finale il richiamo al primo tentativo. Nel subtest “seduto” i proprietari di Luna, Birò e Maya al momento del test iniziale hanno chiesto ai cani di sedersi utilizzando un segnale verbale associato a uno gestuale. Gli stessi cani, infatti, eseguono il seduto anche nel test finale. I proprietari di Iena e Toby invece, nel primo video non ottengono il comportamento richiesto; si è osservato che entrambi i proprietari hanno utilizzano solo un segnale verbale e nei tentativi successivi hanno chiesto al cane di sedersi esercitando una 71% 43% 14% 28% 85% 71% 57% 72% RICHIAMO SEDUTO COCCOLE GIOCO 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100%

MIGLIORAMENTI TEST INIZIALE TEST FINALE 106 pressione con la mano sulla parte posteriore del dorso dell’animale. Dopo l’acquisizione delle competenze sociali, nel test finale, entrambe le persone dei binomi 1 e 4 utilizzano spontaneamente un segnale verbale associato a uno gestuale per richiedere il seduto, i rispettivi cani si siedono. Pongo e Sesamo non eseguono il seduto anche se i proprietari utilizzano sia un segnale verbale sia gestuale. Nel sub test “Coccole”, nel test iniziale alcuni soggetti interrompono parzialmente l’interazione delle coccole (Iena, Birò, Sesamo), mentre nel test finale possiamo notare come questi cani gradiscono le coccole per tutto il tempo dell’interazione Pongo è l’unico cane che nei due test non interrompe mai l’interazione. Anche nella fase del gioco si possono notare dei miglioramenti, infatti nel test iniziale 5 soggetti si disinteressano al gioco prima della fine del tempo a disposizione; mentre due giocano per tutta la durata dell’interazione; nel test finale vi è un’inversione del risultato.

QUESTIONARI: I questionari (Vedi allegato 1 e 2) distribuiti all’inizio e alla fine del percorso sono stati confrontati per valutare l’acquisizione delle competenze sociali da parte dei proprietari. E’ interessante notare che dopo aver seguito la lezione teorica e pratica: ü il 71% dei partecipanti, rispetto al 43% iniziale, afferma che il cane fa attenzione anche al tono di voce quando ci relazioniamo con lui e non solo alle parole. ü sanno osservare meglio le diverse parti del corpo per capire gli stati d’animo del cane: infatti l’86% dei proprietari, rispetto al 57% iniziale, afferma di osservare la postura del cane, mentre il 71% rispetto al 57% iniziale fa attenzione anche alla coda. ü Il 100% dei proprietari, rispetto al 71% di partenza, afferma di usare un gesto per chiedere il seduto al cane e quindi sottolinea il fatto che hanno imparato ad usare meglio la loro comunicazione non verbale. ü Nel richiamare il cane l’86% dichiara di muoversi nella direzione opposta a quella del cane, rispetto al 29% iniziale. ü Infine, Il 71% dei partecipanti afferma che dopo aver seguito questo percorso il cane torna più spesso rispetto a prima, il restante 29% afferma che torna con la stessa frequenza. 108 Capitolo 4 CONCLUSIONI Il presente lavoro ha voluto mettere in luce come la conoscenza della comunicazione non verbale può migliorare l’intesa tra il cane e l’uomo. Nonostante il percorso educativo a cui sono stati sottoposti i partecipanti sia stato di breve durata, si sono potuti riscontrare dei cambiamenti positivi. Fornendo ai proprietari delle basilari competenze sociali, spiegando loro il giusto modo di leggere i segnali e le intenzioni canine, illustrando come comunicare coerentemente con il proprio cane, si è potuto osservare che la maggior parte dei soggetti coinvolti sono riusciti ad ottenere dal cane i comportamenti richiesti. Spontaneamente i padroni hanno infatti cambiato le loro modalità di comunicare con esso, accentuando in particolare quella non verbale rispetto a quella verbale. Nelle diverse interazioni sembra esserci un miglioramento dell’ intesa: la maggior parte dei cani interagisce più volentieri con i proprietari, mentre nei cani che non gradiscono l’interazione vengono rispettati tempi e spazi. Tuttavia a livello statistico non si sono rilevate modificazioni comportamentali significative. È auspicabile pensare che la conoscenza della comunicazione del cane, sia un punto di partenza per potenziare la relazione; sviluppando approfonditamente il protocollo di lavoro di questo studio pilota, allungandone i tempi e aumentando il numero di soggetti presi in esame, si potrebbe arrivare ad ottenere dei risultati più apprezzabili anche a livello statistico. “La comunicazione è necessaria per avere una buona relazione e, anzi, non potrebbe esserci alcuna relazione senza comunicazione. Dobbiamo imparare a leggere la comunicazione del cane e rispondere adeguatamente per poterci capire, accordarci su cosa fare, costruire un legame affettivo, essere in sintonia e cooperare.”

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